MACCHINA DELLA MORTE, LA GUERRA BRITANNICA IN IRLANDA

Approfondimento di Séamas Ó Sionnaigh sullo scandalo scoppiato attorno all’omicidio del repubblicano Sam Marshall, vittima di un agguato in cui scampò Colin Duffy. Una storia di collusioni tra servizi di intelligence britannici e forze paramilitari lealiste, che si protrae fino ai giorni nostri lasciando sulla propria strada vittime tristemente famose quali Pat Finucane e Rosemary Nelson

Traduzione a cura di Sara Parmigiani

Alcune settimane fa ho esaminato la sentenza di assoluzione nel corso del processo presieduto da un tribunale inglese in Irlanda del Nord, del veterano attivista repubblicano irlandese Colin Duffy. Dopo anni di reclusione,  in attesa di giudizio (colloquialmente nota come “internamento in attesa di giudizio”) è stato dichiarato non colpevole degli omicidi di due soldati inglesei uccisi durante un attacco alla base militare di Masserene, rivendicato dalla Real IRA (RIRA) . Per Duffy ei suoi sostenitori si è trattato di una convalida delle sue affermazioni di innocenza e ulteriore prova di una campagna di persecuzione condotta contro di lui da parte dello Stato britannico dalla fine degli anni ’80.
Alla luce di tali sviluppi ho esaminato aspetti della storia di Colin Duffy, in particolare il tentato omicidio di Duffy e due altri repubblicani, una ventina di anni prima. Nel marzo del 1990, poco dopo aver tenuto fede ad un appuntamento presso una base della polizia paramilitare britannica, l’allora Royal Ulster Constabulary (poi riformata nel Police Service of Northern Ireland), Duffy e i suoi compagni, Tony McCaughey e Sam Marshall, furono attaccati da un gruppo di terroristi britannici. Due uomini armati balzarono da un’auto aprendo il fuoco, sparando una pioggia di proiettili con dei fucili d’assalto automatici, ferendone Sam Marshall che cadde a terra, mentre Duffy e McCaughey riuscirono a fuggire. L’uomo ferito gravemente, padre di 31 anni, fu poi colpito a morte mentre si trovava a terra indifeso e inerme.
Tornati al loro veicolo, i terroristi poi fuggirono apparentemente “scortati” da una seconda auto identificata da diversi testimoni come una Maestro rossa. Nel 1999 un documentario prodotto da BBC News, rivelò che il secondo veicolo era in realtà una vettura immatricolata sotto copertura che trasportava membri dell’intelligence militare britannica e che un certo numero di soldati osservarono l’attacco sia in piedi, che a bordo di altri veicoli. Queste rivelazioni alimentano ulteriormente le accuse già esistenti che l’attentato sia stato il risultato della cooperazione tra elementi delle forze britanniche in Irlanda e la controparte terrorista britannica. The Irish Examinar dello scandalo in corso, ha scritto:

“… I soldati inglesi in borghese hanno assistito alla scena dell’uccisione di un repubblicano di alto profilo effettuata da paramilitari lealisti del Nord, ha rivelato un nuovo drammatico rapporto.
Le rivelazioni sono concentrate sul controverso attacco in cui 3 repubblicani caddero in un’imboscata, pochi minuti dopo aver lasciato una stazione di polizia a Lurgan, Co Armagh, nel 1990.
L’ex prigioniero repubblicano Sam Marshall fu ucciso da una raffica di arma da fuoco automatica, ma la presenza nelle vicinanze di una Maestro rossa, che poi fu stabilito essere un veicolo dell’intelligence militare, ha scatenato affermazioni di un ruolo nell’omicidio delle forze di sicurezza.
La presenza della Maestro, e i dubbi su come il lealisti sapessero quando il trio repubblicano avrebbe lasciato la stazione di polizia, suscitò grandi polemiche nel 1990 e spinse la RUC (Royal Ulster Constabulary) e il governo, a negare che qualcosa di sospetto aveva avuto luogo.
Una revisione del caso irrisolto a cura dell’Historical Enquiries Team (HET) ha rivelato che:

  • Almeno otto soldati sotto copertura furono dispiegati nei pressi della scena dell’omicidio, con il loro comandante a monitorare da una postazione distante;
  • Il personale armato di intelligence militare sulla scena, era a bordo di sei automobili, tra cui la famigerata Maestro rossa;
  • Due soldati in borghese dotati di macchina fotografica erano in un posto di osservazione all’ingresso della stazione di polizia nel momento in cui i tre repubblicani arrivarono e se ne andarono;
  • Due soldati infiltrati seguirono a piedi i repubblicani, distanti non più di 50-100 metri dall’attacco, ma negarono di aver assistito all’uccisione in cui gli uomini armati spararono 49 colpi;
  • Dopo che i due lealisti dal volto coperto balzarono da una Rover e iniziando a sparare, le truppe non risposero al fuoco, sostenendo che i bersagli erano fuori tiro e troppo lontano, ma allertarono i colleghi che lanciarono una ricerca infruttuosa degli assassini. Pur trovandosi in una zona repubblicana, i soldati non fecero alcun riferimento a sentirsi target degli uomini armati.
  • Le pistole degli assassini si ritiene fossero state utilizzate in altri quattro omicidi e un tentato omicidio. Armi dello stesso tipo furono collegate dalla polizia a sette omicidi e ad altri quattro tentati omicidi avvenuti nel 1988/89;
  • La RUC trovò i guanti nei pressi dell’auto utilizzata nella fuga e data alle fiamme, ma i guanti andarono successivamente persi;
  • La RUC cercò di negare l’esistenza di un’operazione di sorveglianza fornendo “dichiarazioni ingannevoli o incomplete”. Ma la RUC Special Branch ragguagliò le truppe sotto copertura;
  • Gli investigatori non possono affermare, o escludere, che la RUC abbia fornito informazioni ai lealisti “.

L’Irish Time ha ora rivelato che i fucili impiegati nell’attacco, erano parte di una partita di armi dell’era dell’Apartheid in Sud Africa, di contrabbando in Irlanda da parte di agenti segreti britannici, con lo scopo di armare i gruppi terroristici attivi nel Nord Irlanda.
I familiari dell’uomo ucciso hanno affermato che le armi utilizzate per assassinare Sam Marshall provenivano da un contrabbando in Irlanda del Nord, ad opera di un agente di alto profilo delle forze di sicurezza.
Brian Nelson fu membro di spicco dell’Ulster Defence Association (UDA) e bene prezioso dei servizi segreti militari.
Fu collegato ad una serie di omicidi controversi, compreso l’omicidio di Pat Finucane nel 1989.

… La famiglia ottenne una copia dell’originale della relazione stilata dalla RUC (Royal Ulster Constabulary) sull’omicidio, dopo che il documento venne consegnato ad un tribunale statunitense come parte di un caso di estradizione nel 1993.

  • Fu confermato che le armi utilizzate ferano fucili automatici modello VZ58, simili in apparenza al famigerato AK47.
  • I gruppi delle vittime dissero che il modello di fucile fu parte di una partita di contrabbando in Irlanda del Nord, a favore dei paramilitari lealisti a fine degli anni ’80, con l’ausilio di Brian Nelson.
  • I fucili facevano parte di una spedizione dal Sud Africa e ll’intero arsnale fu collegato a 95 dei circa 225 omicidi lealisti effettuati nei sei anni successivi all’arrivo delle armi.

La famiglia ha inoltre sostenuto, confrontando le informazioni con le altre vittime della violenza lealista, che le armi che uccisero Sam Marshall sono direttamente collegate a quattro altri omicidi e un tentato omicidio.
La famiglia Marshall chiede conferma che la descrizione di un uomo all’apparenza sospetta 
nei pressi della stazione di polizia di Lurgan, prima che i tre repubblicani andassero a depositare la propria firma come previsto dalla libertà dietro cauzione, corrisponda a quella di Robin Jackson.
Il leader UVF, noto come “The Jackal”, è al centro di un recente rapporto dell’HET sull’uccisione di membri del gruppo pop Showband Miami nel 1975, in cui si sostiene la collusione con le forze di sicurezza.
Rosemary Nelson, un avvocato di Lurgan che assunse il caso della famiglia Marshall, fu assassinata dai lealisti nel 1999 tra accuse di collusione dello Stato”.

Guerra britannica in Irlanda. Spietata, inesorabile, infinita.

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