KAREN BRADLEY: “LE UCCISIONI PER MANO DEI SOLDATI DELL’ESERCITO NON SONO CRIMINI”

Il Segretario di Stato per il Nord Irlanda è stato messo sotto accusa dopo aver affermato che gli omicidi compiuti dalle forze di sicurezza durante i Troubles erano “non crimini”

I commenti controversi, di Karen Bradley, arrivano quando manca poco più di una settimana alla decisione del Public Prosecution Service, sul fatto che i soldati coinvolti nelle uccisioni della Bloody Sunday debbano affrontare un procedimento giudiziario. Le polemiche sull’argomento incalzano dal giorno in cui il Daily Telegraph ne aveva diffuso la notizia.

Il Segretario di Stato stava rispondendo al parlamentare DUP Emma Little-Pengelly, su questioni legate all’eredità dei Troubles, quando ha dichiarato che la polizia e i militari erano semplicemente persone che svolgevano i loro compiti in modo dignitoso e appropriato.

Questa la dichiarazione di Karen Bradley a Westminster

 

Alla luce della gravità delle sue affermazioni, John Kelly – fratello di Michael Kelly, morto a soli diciassette anni – e Kate Nash – sorella di William Nash, ucciso a diciannove anni –   hanno chiesto le dimissioni del Segretario di Stato.

Il loro intervento a Q Radio

 

Michelle O’Neill, MLA dello Sinn Fein, ha descritto la dichiarazione di Karen Bradley come “oltraggiosi” e “offensivi”.
“Le osservazioni del Segretario di Stato britannico Karen Bradley, secondo cui gli omicidi compiuti dalle forze di stato britanniche non erano reati, sono stati oltraggiosi e offensivi”.

“Fanno seguito ai commenti del primo ministro britannico (Theresa May) il quale indica che il governo britannico sta pianificando una legislazione per proteggere i soldati del British Army, di oggi e di allora, che potrebbero aver commesso crimini”.
“Queste dichiarazioni sono un insulto alle famiglie che hanno perso i propri cari per mano dell’esercito britannico, delle agenzie statali e dei loro delegati negli squadroni della morte lealisti diretti dallo stato britannico”.
“Il tutto andrà ad aggiungersi al danno causato a queste famiglie dai continui tentativi del governo britannico di bloccare l’accesso alla verità e alla giustizia, un’ulteriore alienazione delle famiglie che hanno già sofferto terribili tragedie”.
“I commenti di Karen Bradley mostrano anche disprezzo per il sistema legale, compresi i casi giudiziari in corso, risalenti ai Troubles, che vedono coinvolti lo stato britannico e le sue forze”.
“Ai politici britannici non può essere permesso di calpestare il sistema legale”.
“Nessuno può essere al di sopra della legge e i familiari delle vittime, alcuni dei quali hanno fatto campagne per quasi cinquant’anni, hanno il diritto di ottenere la verità e la giustizia”.
“Questi commenti offensivi e che feriscono, dovrebbero essere immediatamente ritirati”.
“Il governo britannico dovrebbe implementare i meccanismi, già concordati, atti ad affrontare il passato, piuttosto che tentare di continuare a ostacolare la giustizia”.

All’inizio di questa settimana, Boris Johnson si era schierato in difesa dei soldati del British Army, criticando il ‘trattamento di favore’ di cui, a suo parere, abbiano beneficiato i membri dell’IRA sulla scia dell’Accordo del Venerdì Santo. Innumerevoli le reazioni pubbliche dal mondo politico, giornalistico, della gente comune e di ex ufficiale di polizia.

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