APPELLO DI O’RAWE: “SULL’HUNGER STRIKE LA MACCHINA DELLA VERITÀ”

Richard O’Rawe sfida Gerry Adams, Danny Morrison e Bik McFarlane: “Sottoponiamoci alla prova della macchina della verità: risolverà la controversia sull’hunger strike una volta per tutte, e mostrerà chi di noi sta mentendo”.

“Mi hanno chiamato bugiardo per anni. Questa è la loro opportunità per provare ciò che sostengono”. Lo scopo di O’Rawe è uno solo: provare inconfutabilmente la veridicità della sua tesi per cui McFarlane, OC dei prigionieri durante lo sciopero della fame del 1981, e il comitato segreto capitanato da Gerry Adams e separato addirittura dall’Army Council della PIRA rifiutarono un accordo che avrebbe potuto salvare gli ultimi sei hunger strikers. Dimostrare, quindi, quella che l’ex Blanketman ha sempre dipinto come l’amara verità: il sacrificio eroico degli hunger strikers trasformato dallo Sinn Féin in un vile terreno per raccogliere voti, “il più grande caso di insabbiatura della storia del Repubblicanesimo irlandese”.
“Con il test della macchina della verità, i nostri resoconti di quello che accadde nel 1981 saranno completamente verificati, e la comunità Repubblicana e chiunque altro verrà finalmente a conoscenza della verità”.
L’idea è stata originariamente proposta dall’IRSP (Irish Republican Socialist Party), il braccio politico dell’INLA: “Tre Volontari dell’INLA morirono, quindi abbiamo tutti i diritti di chiedere che sia effettuata la prova della macchina della verità: ognuno di loro verrà sottoposto ad una lunga serie di domande prestabilite sul proprio ruolo durante i negoziati dell’81”, è la proposta che O’Rawe ha immediatamente accettato, sfidando i suoi ex compagni a fare lo stesso.
“Certo, un’inchiesta indipendente sull’hunger strike sarebbe la soluzione ideale”, ha precisato il portavoce dell’IRSP, “ma lo Sinn Féin non l’approverebbe mai. Quindi, un identificatore di verità è la strada più veloce ed economica per risolvere la questione”.
Louise Devine, la cui figlia a cinque anni assistette all’agonia che portò il padre Mickey alla morte, ha immediatamente espresso il suo supporto e si è unita all’appello di O’Rawe: “È un’idea splendida, e chiedo a questi tre uomini – se c’è un velo di compassione nei loro cuori – di accettare di sottoporsi al test. Sapere la verità sull’hunger strike metterebbe fine alla tortura nella quale la mia mente annega”. L’ultima volta che ha visto il marito, era cieco e aveva il corpo coperto di piaghe. Strinse le mani dei suoi bambini, e disse loro addio, il volto rigato di lacrime.
O’Rawe insiste che gli ultimi sei hunger strikers – Joe McDonnell, Martin Hurson, Kevin Lynch, Kieran Doherty, Thomas McElwee e Micheal Devine – morirono senza mai venire a sapere della proposta che avrebbe potuto salvare la vita; Morrison nega, ripetendo che gli hunger strikers furono sempre tenuti informati di ogni sviluppo.
Se accettassero di sottoporsi al test, Morrison dovrebbe rispondere dell’offerta che avrebbe comunicato in carcere, e chiarire se gli hunger strikers ne fossero effettivamente a conoscenza; ad Adams, invece, verrebbe chiesto di confutare l’accusa secondo cui ignorò il fatto che da Long Kesh avessero deciso di accettare la proposta degli inglesi, respingendola e arbitrariamente, e di riportare esattamente ciò che venne discusso nell’incontro con gli hunger strikers del 29 luglio 1981, quando secondo le accuse di O’Rawe Adams affermò che “non c’era nulla sul tavolo, nessuna mossa degli inglesi”.
Kevin Lynch sarebbe morto tre giorni dopo, Kieran Doherty quattro.

3 commenti

  • E’ estremamente desolante pensare che dei politici abbiano venduto le vite di così tanti eroi d’Irlanda.
    Penso siano queste le cose che fanno più male, più di un proiettile, più di un carcere…sapere che mentre tu muori per la Causa c’è gente che opera torbidamente alle tue spalle per fini ben meno nobili…

    Mi auguro che le accuse rivolte ad Adams e allo Sinn Fein non siano realmente così gravi, perchè sarebbe un disastro (soprattutto morale) non solo per quel partito..ma per tutti i repubblicani irlandesi…

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    • Io confido che ci sia gente, come quella che ho visto e sentito a Derry, disposta ad uscire allo scoperto opponendosi pubblicamente e senza alcun timore all’establishment politico sempre più “colluso” con quello britannico.

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      • Sara, penso che proprio da lì deve partire la “riscossa” del movimento repubblicano!
        La gente seria, onesta, fedele che ha alimentato le fila della resistenza irlandese deve in questi momenti ritrovare orgoglio e coraggio e far capire alla comunità intera che il movimento repubblicano non è solo imbrogli, menzogne, tradimenti, collusione con l’invasore…

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