INTERVISTA DELL’OGLAIGH NA HEIREAN AL BELFAST TELEGRAPH

Intervista di Brian Rowan a 3 membri del gruppo paramilitare repubblicano Oglaigh na hEireann

Belfast Telegraph, 3 novembre 2010

Intervista a tre rappresentanti della leadership dell’Oglaigh na hEireann— un membro del Consiglio dell’Esercito dell’organizzazione, che è quello che parla di più, e due membri dello staff del quartier generale.
Rowan: Vorrei chiedere delle radici della vostra organizzazione, come è emersa – il quando e perché di ciò, e qual’è per voi il ruolo dell’organizzazione.
ONH: L’organizzazione nata da una serie di colloqui tra vecchi repubblicani di ogni parte d’Irlanda [nel 2005]. Avevano visto come il mondo militare dei repubblicani contrari all’accordo avesse la percezione di essere male organizzato, inefficace e minato da infiltrazione che, in alcuni casi, credo che ci fossero davvero. Decisero  dopo un lunghissimo dibattito per cercare di salvare un gruppo di repubblicani e di formare un’organizzazione. Ci sarebbe voluto almeno un anno solo per trovare l’accordo sulla formazione di un gruppo. C’eravamo accordati per il nome Oglaigh na hEireann, ma non lo avevamo reso pubblico. Guardavamo a tutte le correnti dell’IRA, incluso il Provisional IRA. Osservammo le loro forze e debolezze. Trovammo quelli che ritenemmo difetti nella struttura e nell’operatività e disegnammo una struttura per Oglaigh na hEireann, che anche se basata sullo stesso stampo del Provisional, aveva sezioni molto diverse, e che credevamo potessero una migliore sicurezza e limitassero i servizi di intelligence in caso riuscissero a reclutare agenti ed informatori.
Rowan: è un nuovo inizi, o ricominciare da dove altri avevano abbandonato?
ONH: un mix tra le due cose. In quella particolare fase, un certo numero di persone avevano attirato la nostra attenzione per essere disilluse dalla strategia e dagli approcci del Provisional IRA e ci sono tentativi di avvicinamento da entrambe le parti [da ONH ai singoli e viceversa]. Credevamo che alcune delle persone che stavano iniziando a formare la struttura di base fossero persone che potevano offrire una straordinaria alternativa militare a quanto veniva offerto militarmente allora. È un numero di persone  ex membri di altre organizzazioni – Provisional IRA, INLA, Real IRA. La stragrande maggioranza di gente che veniva reclutata era selezionata per le abilità, l’esperienza e le conoscenze. Questo in tutta l’isola. Non ci fu un’aperta procedura di reclutamento.
Rowan: Quando questa diventò la prima operazione?
ONH: Ci furono delle operazioni di addestramento, e test della struttura, che non sono mai stati rivendicati. La prima operazione rivendicata fu una gambizzazione a Andersonstown . La vittima fu colpita 6 volte (gomiti, ginocchia e caviglie)
Rowan: Parlatemi di questa descrizione di una bestia con due teste, usata per sintetizzare la relazione tra Oglaigh na hEireann e Real IRA — due facce di una sola organizzazione?
ONH: Non è così. Oglaigh na hEireann è una entità separata. La confusione iniziale in alcuni circoli di informazione e di sicurezza è dovuta, crediamo, al fatto che ci fossero degli ex membri del Real IRA che giocavano ruoli chiave nell’emergente Oglaigh na hEireann. Sfortunatamente dal momento che Oglaigh na hEireann non rilasciava interviste o dichiarazione in quel periodo, la situazione rimase poco chiara.
Rowan: Vi andava bene?
ONH: No.
Rowan: E le operazioni congiunte— condivisione di materiali ed esperienza?
ONH: Allo stato attuale c’è una relazione amichevole e cordiale tra Oglaigh na hEireann le le altre organizzazioni repubblicane armate. Ma non si arriva ad operazioni congiunte. E non credo ci sia alcuna condivisione di esperienza..
Rowan: Parliamo di tattiche e strategia della vostra organizzazione. Descrivete i vostri scopi immediati, e poi parleremo di cosa credere di poter ottenere sul lungo termine.
ONH: è fondamentale rendere sicura l’organizzazione, reclutamento credibile e conducendo operazioni credibili e di alto profilo. Vogliamo anche offrire alle comunità della working classo, che sono state abbandonate, la protezione da criminali e spacciatori. Ogni volta che non siamo coinvolti in operazioni, facciamo reclutamento, sviluppiamo esperienza, raccogliamo informazioni e pianifichiamo la prossima operazione. Tutto questo è facilitato dal supporto di altre nostre operazioni. Il Provisional IRAci sono voluti 15 anni. Non c’è un ‘modulo IRA’ che possa essere assemblato in breve tempo. Per un Oglaigh na hEireann in grado di avere una campagna con sostenitori ci vorrà tempo. Ci vorrà tempo per sviluppare le strutture, il personale, le finanze e l’armamento.
Rowan: E se Oglaigh na hEireann uscisse ora completamente allo scoperto?
ONH: finiremmo direttamente tra le braccia degli inglesi che, mentre il Provisional IRA allentava, hanno continuato con la loro macchina da guerra in Irlanda indisturbati. Andare a tutta forza aumenterebbe la nostra popolarità sul breve termine, ma crediamo fallirebbe in breve tempo.
Rowan: Mentre la vostra esperienza aumenta, mentre diventate di maggior successo secondo i vostri standard, cosa succede dentro e fuori dall’organizzazione?
ONH: All’interno dell’organizzazione il morale cresce. Dà inoltre ai repubblicani una maggiore fiducia nel progettare maggiori attacchi. I repubblicani  riconoscono che l’Oglaigh na hEireann sta facendo le cose giuste offrendo loro servizi. E questo accresce ulteriormente le nostre capacità.
Rowan: Avete acquisito quello che in precedenza era l’esperienza del Provisional IRA nell’assemblaggio di ordigni?
ONH: Sì.
Rowan: Volete aggiungere qualcosa?
ONH: No. Sappiamo che ex volontari dell’IRA hanno chiesto di unirsi a Oglaigh na hEireann sulla base di quelle operazioni di successo.
Rowan: Attività di sicurezza?
ONH: Abbiano notato una crescita incredibile di sorveglianza sia visibile, sia nascosta. Persone sono state avvicinate dai servizi segreti per diventare informatori – e questo solo sul fronte della sicurezza. Quattro persone sono state avvicinate e ad almeno a una è stata offerta una somma significativa di denaro. Dopo gli “stop and search” sulla base della Section 44 del Terrorism Act, con l’aumento delle attività di sicurezza, abbiamo visto il modo in cui hanno cercato di aumentare la loro presenza sul campo e, quindi, abbiamo agito per contrastare tale minaccia.
Nota di Rowan: L’intervista passa quindi ad alcuni specifici attacchi di Oglaigh na hEireann inclusa l’autobomba alla base militare di Palace Barracks, che ospita il quartier generale del MI5 in Nord Irlanda, e la booby trap bomb sotto sotto l’auto dell’ufficiale di polizia Peadar Heffron che è stato ferito seriamente. Si parla anche di operazioni di intelligence dissidente per raccogliere informazioni un’area boschiva nei pressi di Palace Barracks. Durante un periodo di tempo non precisato, sono state usate fotocamere digitali per registrare le attività della base.
Rowan: Peadar Heffron era un vostro obiettivo o lo era ogni ufficiale di polizia?
ONH: Non abbiamo mai un obiettivo particolare. L’obiettivo è l’uniforme e ciò che rappresenta.
Rowan: era il vostro obiettivo per via del suo coinvolgimento con il GAA — perché parla la lingua irlandese? Volevate dimostrare qualcosa?
ONH: No comment.
Rowan: Non era Irlandese come – o più Irlandese – di quelli che formano la vostra organizzazione?
ONH: Assolutamente no. La storia irlandese è piena di mercenari che hanno lavorato per rafforzare le leggi britanniche.
Rowan: che cosa obiettate nella nuova politica?
ONH: la politica in Nord Irlanda è ancora controllata dalla Sicurezza Nazionale – il MI5. Tutti i suoi poteri, le leggi, i fondi arrivano dall’Inghilterra, e non è diverso oggi nel 2010 da com’era nel 1994 (anno in cui l’IRA annunciò la completa cessazione delle operazioni militari)
Rowan: Lo credete davvero?
ONH: Sì. Tutto quello che la RUC ha fatto — abusi, minacce e macchinazioni – continua ancora oggi
Rowan: L’attacco al Palace Barracks è stata un’operazione importante per via del suo tempismo [in contemporanea con la devolution dei poteri di polizia e giustizia] e per il fatto che il quartier generale del MI5 sia in zona?
ONH: il tempo era stato scelto. Il significato era voluto, e ed erano stati fatti sforzi incredibili  per quella operazione.
Rowan: avete controllato la base con telecamere di sorveglianza prima dell’attacco?
ONH: Non spiegheremo i dettagli della durata della nostra sorveglianza. Diciamo solo che abbiamo raccolto molte informazioni significative.
Rowan: è da questo che avete decido di colpire il maggiore dell’esercito (con un pianificato attacco con under-car booby trap bomb) a Bangor?
ONH: Non spiegheremo i dettagli di come progettiamo operazioni di intelligence tranne che per dire che possiamo riconoscere ufficiali di polizia e soldati molto accuratamente.
Rowan: Dichiarazioni da parte della Security suggeriscono che le impronte e il tipo di bomba usata a Bangor fossero diverse da quelle usate quando avete colpito un addestratore di cani poliziotto a Belfast — suggerendo chiaramente che ci sia più di un fabbricante di bombe.
ONH: Oglaigh na hEireann ha sviluppato esperienza in campo di esplosivi.
Rowan: Il poliziotto addestratore di cani era il vostro obiettivo – non il suo partner?
ONH: Se avessimo avuto come obiettivo il suo partner, la bomba sarebbe stata sotto il sedile. La nostra intelligence e la nostra sorveglianza ci hanno mostrato che lei lo portava regolarmente al lavoro. Per gli attacchi, scegliamo volutamente aree considerate sicure per le forze di sicurezza. Lo scopo era lanciare un messaggio che non ci sono posti sicuri.
Rowan: Voglio parlare di recenti sviluppo – il discorso del Direttore Generale del MI5, il livello di minaccia nel Regno Unito aumentato, la Police Federation che richiama un migliaio di poliziotti in più,una politica decisamente aperta. Tutto ciò come viene inteso dalla vostra organizzazione?
ONH: Lo MI5/British Intelligence riconoscono una crescente minaccia, che ammettono di aver sottovalutato ed ignorato.
Rowan: Attacchi in Gran Bretagna sono al centro dei vostri progetti?
ONH: Oglaigh na hEireann deciderà quando e dove attaccare. Gli scettici diranno “Lo dicono perché non ne hanno le capacità”. Diciotto mesi fa, ci dissero che non sapevamo nemmeno far esplodere una bomba. Non c’è nulla che non possiamo raggiungere.
Nota di Rowan: L’intervista passa ad un’affermazione di Martin McGuinness, secondo cui i governi inglese e irlandese hanno tenuto colloqui con i gruppi dissidenti. Il Belfast Telegraph ha ricevuto informazioni – non dirette, ma tramite mediatori che avevano parlato ai rappresentanti di gruppi dissidenti e separatamente con ufficiali inglesi ed irlandesi, ma con tutte le parti consapevoli di chi fosse coinvolto.
Rowan: La vostra organizzazione ha incontrato faccia a faccia i rappresentanti dei governi inglese ed irlandese?
ONH: No.
Rowan: parliamo di contatti, colloqui segreti, che includono mediatori che parlano sia ad ufficiali inglesi, sia irlandesi. Non riconoscete questa descrizione?
ONH: Sì, la riconosciamo.
Rowan: Mi è stato riferito che si tratta di due livelli — alternativi agli attacchi punitivi e per esplorare una strada senza la lotta armata e le connesse attività. È una descrizione ragionevole?
ONH: Noi siamo l’esercito di una popolazione. È inevitabile che interagiamo con la comunità. Alcuni attacchi punitivi possono essere risolti, altri no. È un passo da giganti passare da questo alla percezione di contatti con i governi inglese ed irlandese
La gente che arriva da diversi percorsi di vita ci parla di metodi non violenti. Non intendiamo nemmeno questo come contatto diretto con i governi.
Rowan: come rispondete alla descrizione dei repubblicani dissidenti come traditori – drogati di conflitto?
ONH: Crediamo sia una farsa. I commenti sono di ex repubblicani armati che ora si occupano di demonizzare gli ex compagni per il sostegno al proclama e al Libro Verde dell’IRA
Rowan: Si sente parlare molto di figure del Sinn Fein minacciati. Sono ritenuti obiettivi legittimi?
ONH: No. L’Irlanda ha già visto abbastanza faide mentre gli inglesi stavano seduti a guardare allegramente.
Rowan: L’IRA era meglio armata, supportata, aveva più risorse e avevano conoscenze a livello militare. Quindi cosa vi fa pensare di poter ottenere di più?
ONH: La visione d’insieme della struttura, di cui abbiamo parlato in precedenza in questa intervista, crediamo penetrerà più a fondo. Non vogliamo essere un clone del Provisional IRA. Loro hanno fallito, quindi perché dovremmo volerli copiare? C’è un’Assembly fragile. C’è un insieme di opposizioni politiche, che è più facile da sconfiggere e far crollare rispetto a quanto fatto dalla guerra dei Provisionals.
Rowan: Pensate di poter vincere una guerra?
ONH: Crediamo che una guerra possa creare le condizioni per cui i repubblicani possano creare un dialogo così da ottenere gli obiettivi repubblicani
Rowan: Fuori gli inglesi?
ONH: Una repubblica socialista formata dalle 32 contee. Fuori gli inglesi non è abbastanza.
Rowan: Quindi è una vana speranza?
ONH: Alcuni dicono che Ian Paisley e Martin McGuinness seduti nella stessa stanza, condividendo il potere in un’Assembly separatista che riconosceva le politiche inglesi fosse una vana speranza.
Rowan: Uccidere è diventato la causa? Solo per dire “Non vi siete sbarazzati di noi”. Uccidere fine solo a se stesso?
ONH: Per quanto ci riguarda non ci interessa uccidere per uccidere. Stiamo facendo una guerra contro l’occupazione illegale del nostro Paese e l’usurpazione della sovranità irlandese.
Rowan: Quindi credete che uccidere servirà?
ONH: Crediamo che una guerra creerà le condizioni per un dialogo credibile finalizzato al ritiro degli inglesi. Un accomodamento interno non è quello per cui i repubblicani irlandesi hanno combattuto, sono morti e sono andati in galera.

Traduzione a cura di Valentina Prencipe

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Dissidents: interview with terror splinter group (Belfast Telegraph)

(…)
Interview with three representatives of Oglaigh na hEireann leadership — one member of the organisation’s Army Council, who did almost all of the talking, and two general headquarters staff.
Rowan: I’d like to ask about the roots of your organisation, how it emerged — the when and why of that, what you see as the organisation’s role.
ONH: The organisation began with nothing more than a number of conversations between senior republicans across Ireland [in 2005]. They had watched how the anti-agreement republican military world had the perception of [being] badly organised, ineffective and perceived [as] highly infiltrated, and, in some cases, I suppose they were. They decided that after a very lengthy debate to try and salvage a group of republicans and form them into an organisation. It would have taken a year just to agree to the formation of a group. We had agreed the title Oglaigh na hEireann, but hadn’t made it public. We looked at all of the IRAs, including the Provisional IRA. We looked at all their strengths and weaknesses. We picked out what we believed were flaws in structure and operational, and we designed a structure for Oglaigh na hEireann, that while based on the same format as the Provisionals, had sections that were fundamentally different, which we believed offered better security and limited the security services in the event of them being able to successfully recruit agents and informers.
Rowan: [Is it] a new beginning, or picking up where others had left off?
ONH: It was a mixture of both. At that particular stage a number of people had come to our attention as having become disillusioned with the Provisional IRA strategy and approaches were made both ways [from ONH to individuals, and from individuals to ONH]. We believed that some of the people who were starting to form a core structure were people who could offer a formidable military alternative to what was then on offer militarily. It’s a number of people who were former members of other organisations, and that’s across the spectrum – Provisional IRA, INLA, Real IRA. The vast, vast majority of people who were recruited were deliberately selected for their skills, experience and know-how. This is island-wide. There wasn’t an open recruitment procedure.
Rowan: When does this become a first operation?
ONH: There was a number of training operations, and testing the structure, which have never been claimed. [The] first operation claimed was a kneecapping on south link pitches Andersonstown. The victim was shot six times —|elbows, knees, ankles.
Rowan: Talk to me about this description of a two-headed beast, used to describe the Oglaigh na hEireann relationship with the Real IRA — two bits of one organisation?
ONH: It simply isn’t the case. Oglaigh na hEireann is a separate entity. The confusion initially in some media and security circles, we assume, came about [because] there was a handful of former senior members of the Real IRA who were playing pivotal roles in the emerging Oglaigh na hEireann. Unfortunately because Oglaigh na hEireann wasn’t doing interviews or statements at that time the water remained cloudy.
Rowan: That suited you?
ONH: No end.
Rowan: What about joint operations — sharing materials, expertise?
ONH: At the present stage there is a friendly and cordial relationship between Oglaigh na hEireann and other armed republican organisations. That doesn’t cross over into joint operations. I don’t believe there is any sharing of expertise.
Rowan: Let’s deal with the tactics and strategy of your own organisation. Describe your immediate aims, and then we’ll talk about what you think is achievable longer term.
ONH: Our fundamentals are about securing the organisation, about credible recruitment and carrying out credible, high-grade operations. We also want to offer working class communities, who have been abandoned, protection from criminals and drug dealers. Every time we are not involved in an operation we are recruiting, developing expertise, gathering intelligence and planning the next operation. All of that is made easier on the back of some of our operations. The Provisional IRA took approximately 15 years to wind down. There is no ready-made IRA pack that can be assembled in a short period of time. An Oglaigh na hEireann capable of having a sustained campaign will take time to develop. It will take time to develop the structures, personnel, finance and weaponry.
Rowan: If Oglaigh na hEireann went full out [now]?
ONH: I think we would be playing right into the hands of the British, who, while the Provisional IRA were winding down continued with their
war machine in Ireland unabated. To go at it full steam would increase momentum short term, but we believe ultimately would fail within a very short period of time.
Rowan: As your expertise builds, as you become more successful in your terms, what happens inside and outside the organisation?
ONH: Inside the organisation successful operations increase morale. It also gives republicans increased confidence to carry out more daring attacks. Republicans who acknowledge that Oglaigh na hEireann are doing the right things offer their services. That in turn increases our capabilities even further.
Rowan: Do you have what previously would have been Provisional IRA bomb-making expertise?
ONH: Yes.
Rowan: Do you want to elaborate?
ONH: No. We have found that former IRA volunteers have applied to join Oglaigh na hEireann on the back of those successful operations.
Rowan: Security activity?
ONH: We have noticed a dramatic increase in both overt and covert surveillance. A number of people have also been approached with offers from the security services to work for them — from right across the security spectrum. Four people in the last week have been approached with at least one offered a substantial amount of money. In the aftermath of Section 44 stop and search, with the increased [security] activity and presence, we watched as they tried to increase their presence on the ground, and, likewise, we adapted to counter that threat.
Rowan note: The interview then deals with a number of specific Oglaigh na hEireann attacks including the car bomb at Palace Barracks military base which houses the MI5 Headquarters in Northern Ireland, and the under-car booby trap bomb |attack in which police officer Peadar Heffron was critically injured. It also touches on a |dissident intelligence-gathering operation in a wooded area close to Palace Barracks. Over an unspecified period of time, digital cameras were used to record images of activity at the base.
Rowan: Did you target Peadar Heffron, or did you target a police officer?
ONH: We never target an individual in uniform. We target the uniform and what it stands for.
Rowan: Did you target him because of his involvement with the GAA — that he speaks the Irish language? Were you making a point?
ONH: No comment on that.
Rowan: Is he not as Irish — more Irish — than those who make up your organisation?
ONH: Absolutely not. Irish history is littered with mercenaries who have worked for and implemented British laws.
Rowan: What is it about new policing that you object to?
ONH: Policing in the north of Ireland is still controlled by National Security — MI5. All its powers, laws and finance come from England, and it is no different today in 2010 than it was in 1994 [the year the IRA announced a complete cessation of military operations]
Rowan: Do you really believe that?
ONH: Yeah I do ? everything that the RUC did — the abuse, harassment and frame-ups — still continues today.
Rowan: How big an operation was the Palace Barracks attack — its timing [coinciding with the devolution of justice powers] and the fact that MI5 Headquarters is on site?
ONH: The timing of it was deliberate. The significance was deliberate, and a major effort was put into that operation.
Rowan: Did you have the base under camera surveillance prior to that attack?
ONH: We’ll not go into details on duration of our surveillance except to say that we garnered significant intelligence.
Rowan: Is it from this that you target the Army Major [in a planned under-car booby trap bomb attack] in Bangor?
ONH: We won’t go into detail on how we garner intelligence except to say that we have shown that we can pinpoint police officers and soldiers very accurately.
Rowan: Security assessments suggest the fingerprint/type of bomb used in Bangor was |different to the make-up of the device used when you targeted a police dog-handler in east Belfast — clearly suggesting more than one bomb-maker. ONH: Oglaigh na hEireann has developed explosives expertise.
Rowan: It was the dog-handler you were targeting — not his partner?
ONH: Had we been targeting his partner it [the bomb] would have been under her seat. Our intelligence and surveillance showed us that she regularly drove him to work. We deliberately picked areas [for attacks] that were seen as safe zones for security forces. It was to send a direct message that nowhere is safe.
Rowan: I want to talk about some recent developments — the speech by the Director General of MI5, the threat level raised in Britain, Police Federation calls for a thousand more police officers, a stepping up of overt policing. What does all of this say to your organisation?
ONH: It says that they — MI5/British Intelligence — are acknowledging a growing threat, which they admit they played down and ignored, played it down and underestimated it.
Rowan: Is Britain – attacks there – part of your focus and thinking?
ONH: Oglaigh na hEireann will decide when and where it attacks. Sceptics will say, ‘they would say that because they don’t have the capabilities’. Eighteen months ago, they told us we couldn’t even detonate a bomb. Nothing is beyond our reach.
Rowan note: The interview then deals with a claim by Martin |McGuinness that the British and Irish governments have been talking to dissident groups. The Belfast Telegraph has been told of a process of contacts — not face-to-face, but mediators talking to representatives of the dissident groups and separately to British and Irish officials, but with all sides knowing who is involved.
Rowan: Has your organisation met face-to-face with representatives of the British or Irish governments?
ONH: No.
Rowan: Let me talk about contacts, quiet dialogue, involving mediators talking both to your organisation and British and Irish officials. Do you recognise that description?
ONH: I recognise the description, yes.
Rowan: I’m told it’s at two levels — alternatives to punishment attacks, and exploring a way forward without armed struggle/activity. Is that a reasonable description?
ONH: We are a people’s army. It’s inevitable that we will be interacting with the community. Some punishment attacks are resolvable, others aren’t. It’s a giant leap to get from that to a perception of engagement with the British or Irish governments.
People from all walks of life talk to us about non-violent ways. Again, we don’t see that as direct contact with either government.
Rowan: How do you respond to the description of dissident republicans as traitors — “conflict junkies”?
ONH: We think it’s farcical. Some of the hypocritical comments coming from former armed republicans who are engaged in demonisation of former comrades for upholding the proclamation and the IRA’s Green Book.
Rowan: We hear a lot about senior Sinn Fein figures being warned of threats. Are they legitimate targets in your eyes?
ONH: No. Ireland has seen enough of feuds while the British sit back and happily watch it.
Rowan: The IRA was better armed, supported, resourced, and they acknowledged a military stalemate. So, what makes you think you can achieve more?
ONH: The overview of the structure we pointed to |earlier in the interview, we |believe has more durability to penetration. We have no |desire to replicate or be a morph of the Provisional IRA. They failed — so, why would we want to copy them? There is a fragile Assembly. There is a forging together of political opposites that is much easier to undermine and defeat than the war that the Provisionals had.
Rowan: Do you think a war can be won?
ONH: We think a war can |create the conditions where republicans can create |dialogue that will fulfil |republican objectives.
Rowan: Brits out?
ONH: A 32 county democratic socialist republic. Brits out is simply not good enough.
Rowan: So it’s a pipedream then?
ONH: Some people say that Ian Paisley and Martin McGuinness sitting in a room sharing power in a partitionist Assembly endorsing British policing was also a pipedream.
Rowan: Has killing become the cause, just to say, ‘we haven’t sold out’ — killing for killing’s sake?
ONH: As far as we are concerned we are not engaged in killing for killing’s sake. We are engaged in a war against the illegal occupation of our country and usurpation of Irish sovereignty.
Rowan: So you think that killing will work?
ONH: We think that a war will |create the conditions for |credible dialogue aimed at British withdrawal. Internal settlements are not what Irish republicans fought, died and went to jail for.

 

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