TROUBLES. 200 EX MEMBRI DELLE FORZE DI SICUREZZA SOTTO INCHIESTA

E’ rottura tra il Ministero della Difesa e il NIO su come affrontare le imputazioni per i reati commessi dalle forze di sicurezza all’epoca dei Troubles

Sono 200, tra ex soldati e membri delle forze di polizia, ad essere ufficialmente sotto inchiesta per le presunte azioni criminali commesse durante i Troubles, in Irlanda del Nord.

Allo stato attuale sono almeno 3 i procedimenti in corso contro ex soldati britannici. Il caso che ad oggi ha avuto maggior risalto, è quello del Soldato ‘F’ che dovrà subire un processo per le accuse di omicidio e tentato omicidio in relazione ai fatti della Bloody Sunday, il 30 gennaio 1972 a Derry.
Un secondo caso, salito alla ribalta della cronaca, è quello del Soldato ‘B’ accusato dell’omicidio del 15enne Daniel Hegarty, sempre a Derry nel 1972.
Complessivamente gli ex soldati e agenti della RUC sotto inchiesta, per presunte azioni intraprese durante i Troubles, sono un numero compreso tra 150 e 200.

La cifra, che è una stima fornita dal Ministero della Difesa, è emersa mentre il governo subiva un’intensa pressione da parte di parlamentari di secondo piano appartenenti ai Tories, così da parte delle migliaia di ex membri delle forze di sicurezza che nelle scorse settimane si sono mobilitati in sostegno del Soldato F.

La pressione è salita alle stelle quando sono emerse prove che suggeriscono una divisione tra i diversi dipartimenti governativi, sull’opportunità o meno di concedere l’amnistia ai veterani dell’esercito per presunti reati del passato.

Mentre il Ministero della Difesa e il Northern Ireland Office (NIO) sono separatamente impegnati in riesami e differenti priorità politche, Gavin Williamson – segretario alla difesa – ha cercato di rassicurare i capi di servizio e le organizzazioni di veterani.
Il suo dipartimento sta attualmente preparando una proposta di legge che imporrebbe uno statuto di limitazioni ai procedimenti giudiziari relativi a presunti reati commessi al di fuori del Regno Unito e risalenti a più di 10 anni, a meno che non vi siano circostanze eccezionali o nuove prove.

Tuttavia, come testimoniato dal Guardian, questo mese il Northern Ireland Office ha cercato di rassicurare i membri del Relatives for Justice che qualsiasi schema non riguarderebbe l’Irlanda del Nord. L’organizzazione aveva espresso preoccupazioni in occasione di un recente annuncio in parlamento da parte del Ministro delle Forze Armate, Mark Lancaster, secondo cui il Ministero della Difesa stava lavorando “a stretto contatto con il NIO su nuove disposizioni, per garantire che le nostre forze armate e gli agenti di polizia non vengano trattati ingiustamente”.

Anche Paul O’Connor, direttore del Pat Finucane Centre, che sostiene le famiglie delle vittime dei Troubles, ha recentemente avuto un incontro con Karen Bradley, Segretario di Stato per il Nord Irlanda, durante il quale ha cercato di rassicurare sul fatto che non ci sarebbero state amnistie per i soldati coinvolti nei Troubles”.
“Ha detto con chiarezza che non avrebbe introdotto alcuna amnistia e che il Ministero della Difesa stava facendo le sue cose con riferimento all’Iraq e all’Afghanistan”.

I dati rivelati da The Detail, mostrano che sono 1.186 i casi su cui sta lavorando la Legacy Investigation Branch (LIB) del Police Service of Northern Ireland. Le cifre segnano un aumento rispetto ai numeri riportati lo scorso anno.

Delle 1.186 uccisioni che la Legacy Investigation Branch della PSNI sta valutando:

  • Il 5% è attribuito ai paramilitari repubblicani
  • Il 23% è attribuito ai paramilitari lealisti
  • Il 5% è attribuito alle forze di sicurezza (338 uccisioni)
  • Per il restante 3% dei decessi, lo provenienza dei principali responsabili è sconosciuta

Tratto da The Guardian

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