BLOODY SUNDAY. LE SORELLE NASH RIFIUTANO IL RISARCIMENTO, “NON VOGLIO I VOSTRI SOLDI”

Linda e Kate Nash hanno fermamente rigettato l’offerta di risarcimento danno ufficializzata dal Ministro della Difesa con una lettera allo studio legale Madden e Finucane

di Sara Parmigiani

Era il 15 giugno 2010 quando la pubblicazione del Rapporto Saville costrinse il governo britannico ad ammettere la responsabilità nella strage che si consumò il 30 gennaio 1972 a Derry, tristemente famosa come Bloody Sunday

L’ammissione di colpa di David Camerone pesano come macigni nella loro fermezza e sin da subito avevano dato l’impressione che gli inglesi volessere ‘sbrigare’ la pratica nel brevissimo termine. A confermarlo la notizia di oggi dell’ufficializzazione del risarcimento danni destinato ai familiari delle vittime della Bloody Sunday, un passo dell’esecutivo britannico che segue precise direttive dell’esecutivo britannico.
Ma c’è chi come Linda e Kate Nash, “non ci sta”. William Nash fu uno delle 14 vittime di quel giorno a Derry. “Lo trovo ripugnante”, reagisce con sdegno una delle sorelle chiarendo che non prenderebbero mai dei soldi per lucro personale.
“In nessun caso potrò mai accettare denaro in cambio della perdita di mio fratello”.
“Trovo ripugnante, prendere qualcosa dal Ministero della Difesa. Se il Ministero della Difesa intende istituire delle borse di studio, lo faccia, ma non nel nome di mio fratello”.

Le 14 vittime della Bloody Sunday

  • Patrick “Paddy” Doherty (31 anni)
  • Gerald Donaghy (17 anni)
  • John “Jackie” Duddy (17 anni)
  • Hugh Gilmour (17 anni)
  • Michael Kelly (17 anni)
  • Michael McDaid (20 anni)
  • Kevin McElhinney (17 anni)
  • Bernard “Barney” McGuigan (41 anni)
  • Gerald McKinney (35 anni)
  • William “Willie” McKinney (26 anni)
  • William Nash (19 anni)
  • James “Jim” Wray (22 anni)
  • John Young (17 anni)
  • John Johnston (59 anni, fu colpito il 30 gennaio 1972 e morì il 16 giugno 1972)

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