DALLE PAGINE DEL GUARDIAN LA REAZIONE DI GERRY ADAMS ALLE RIVELAZIONI SULL’HUNGER STRIKE 1981

Le opinioni di Gerry Adams, leader dello Sinn Fein,  in merito alla rivelazione di documenti secretati per 30 anni negli archivi di Londra, Belfast e Dublino. Puntualizzazioni sulla posizione  politica  della Thatcher, sul colloquio tra Bobby Sands e il Segretario Papale e non ultimo, sul ruolo di Brendan Duddy nelle negoziazioni con il governo britannico

L’atteggiamento della Thatcher verso l’Irlanda ha dimostrato di essere intransigente e a volte ambiguo

(The Guardian, 2 gennaio 2012)

Traduzione a cura di Sara Parmigiani

Documenti governativi  svelati a distanza di 30 anni, rivelano un Primo Ministro che rifiuta di affrontare la sostanza delle proteste nelle carceri irlandesi
Venerdì scorso, dopo 30 anni, il governo britannico ha rilasciato documenti governativi che si occupano del conflitto in Irlanda e in particolare, riguardano lo sciopero della fame del 1981. Ci sono centinaia di documenti. Alcuni sono verbali delle riunioni che coinvolgono Margaret Thatcher.
Ho letto alcuni, ma non tutti gli incartamenti. Accademici, storici e giornalisti saranno li studieranno attentamente nei mesi a venire, cercando di adattare la storia in essi contenuti, a quanto già noto. Essi meritano la l’esame più attento.
Ma c’è naturalmente da fare molta attenzione. Si tratta di documenti governativi, scritti a quel tempo e viziati dall’influenza dei sistemi politici dell’epoca. Quindi occorre cautela.
Le proteste carcerarie negli H-Blocks / Armagh e gli scioperi della fame, sono stati gli eventi spartiacque della recente storia irlandese. Dieci prigionieri sono morti. Oltre 50 persone sono state uccise nell’estate del 1981, tra cui bambini uccisi da proiettili di plastica.
Tuttavia, è molto chiaro da un primo esame delle carte che la politica perseguita dalla Thatcher nel 1981 è stata inflessibile, intransigente e in alcuni  punti cruciali, ambigua. I giornali rivelano un Primo Ministro britannico che si è rifiutato costantemente di avere a che fare con la sostanza delle proteste carcerarie.
Un evento che è già stato al centro di alcuni commenti da parte dei media è un’affermazione rilasciata nel corso di in un incontro tra l’inviato del Papa, padre John Magee, e Bobby Sands, il quale aveva offerto di sospendere lo sciopero della fame per cinque giorni.
Non ho mai sentito questa affermazione prima. Inoltre Bobby era stato molto chiaro nel suo approccio allo sciopero della fame. I prigionieri si erano accordati tra di loro su delle procedure, per assicurare il non ripetersi degli eventi del dicembre precedente, quando il primo sciopero della fame venne interrotto.
I prigionieri vollero che Brendan McFarlane, OC negli H-Blocks, e qualcuno al di fuori, non entrassero in trattative con il governo britannico su eventuali proposte. Questo, per proteggere gli hunger strikers e la protesta. Alcuni giorni prima della visita di Paddre Magee, Bobby si era rifiutato di incontrare due membri della Commissione Europea per i Diritti dell’Uomo, senza che Brendan McFarlane fosse essere presente.
Bobby vide la visita di Padre Magee in un’ottica pastorale. In nessuna delle sue conversazioni successive, sia con Jim Gibney o nei messaggi a McFarlane, fece mai menzione a qualsiasi offerta verso Magee. Per lui aver fatto una simile offerta e non averne parlato sarebbe stata del tutto fuori dal suo pensiero, perché Bobby segnalava diligentemente eventuali sviluppi. A mio parere avrebbe certamente menzionato tale importante proposta.
Tuttavia, qualunque sia la veridicità della rivendicazione di Magee, la risposta britannica è chiara. Secondo il verbale della riunione tra Humphrey Atkins (il segretario di Stato britannico) e Magee, che si svolsero il 29n aprile alle 12.30 nel Castello di Stormont – 7 giorni prima della morte di Bobby – Atkins disse a  Magee: “che ci non potrebbe essere alcuna trattativa: questo era ciò che Sands stava cercando di avviare.  Il governo non aveva alcuna intenzione di concedere lo status politico … a dimostrazione che questo sarebbe stato sbagliato. … al termine della riunione il  Segretario di Stato spiegò, e padre Magee accettò, che non avrebbe potuto incontrarlo nuovamente, onde evitare si desse l’impressione  che fosse in atto una qualche forma di trattativa. Non si trattava di una questione di negoziazione e il Segretario di Stato non volle continuare, perchè questo fosse chiaro”.
L’altro aspetto di questo periodo che sarà di interesse per molti, è il dettaglio fornito dagli inglesi del loro coinvolgimento e dell’abuso del “back-channel”. Si trattava di una linea di comunicazione tra un contatto con sede a Derry  – Brendan Duddy – e un agente dell’intelligence britannica, Michael Oatley, aveva accesso diretto alla Thatcher a Downing Street.
Ci sono trascrizioni di otto telefonate durante il fine settimana del 4 luglio tra l’agente britannico e il Derry “back-channel”, a cui fu attribuito il nome in codice “Soon”. Questo accadde  poco prima della morte dell’hunger striker Joe McDonnell.
I giornali sollevano seri interrogativi sul rapporto tra Londra e “Soon”.
Per esempio, secondo i giornali inglesi “Soon” aveva stabilito con loro una parola in codice. Il documento dice: “All’inizio ‘Soon’ indicato attraverso un codice prestabilito, di essere accompagnato da un rappresentante della Provisional. In precedenza aveva suggerito che in questa situazione avremmo dovuto adottare una linea dura …”.
Queste e altre incongruenze in tali registri, non fanno altro che confermare dal mio punto di vista che, nei negoziati “facilitatori” o “intermediari” possono inavvertitamente o deliberatamente aver creare problemi non avendo inoltrato i messaggi con precisione.
Lo sciopero della fame e le sue ripercussioni sugli individui, le famiglie e la vita politica di questa isola sono stati di ampia portata. I documenti che sono stati rilasciati forniscono un altro sguardo a un periodo tumultuoso.

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