I FILES SVELATI SULL’HUNGER STRIKE 1981 ‘DEMOLISCONO’ LA TEORIA DI O’RAWE

Il giorno dopo l’apertura degli archivi sui fatti che hanno caratterizzato l’anno 1981, una scia di rivelazioni, conferme e smentite non fanno che alimentare la guerra di parole tra l’ex prigioniero Richard O’Rawe, autore di Blanketmen e Afterlives, i vertici di allora dell’IRA e il governo britannico

Trent’anni dopo l’hunger strike 1981, l’apertura degli archivi di Londra, Belfast e Dublino ‘potrebbero’ mettere fine alla diatriba nata tra Richard O’Rawe, vertici della Provisional IRA e governo britannico, dopo la pubblicazione del libro “Blanketmen”.

Stando alla teoria delineata da O’Rawe, nel luglio 1981 la leadership repubblicana all’interno del carcere era giunta ad un accordo con funzionari del governo britannico per porre termine allo sciopero della fame che fino ad allora aveva mietuto 4 vittime, tra cui Bobby Sands. Se così fosse, sei vite avrebbero potuto essere salvate.
I files del British Cabinet rivelati ieri, riguarderebbero importanti conversazioni telefoniche avvenute tra il 4 ed il 6 luglio 1981. A quell’epoca, il tramite tra leadership repubblicana e governo britannico fu Brendan Duddy – nome in codice “Soon” – membro del Policing Board.
I documenti testimoniano le trattative affinchè Danny Morrison visitasse i prigionieri repubblicani in carcere.
“Il fondamento della sua (di O’Rawe) affermazione, su cui il suo libro sta in piedi o cade, è quanto sia avvenuto esattamente domenica 5 luglio, quando mi recai in visita ai prigionieri in sciopero della fame ricoverati nell’ospedale della prigione e, separatamente, a ‘Bik’ McFarlane”, ha dichiarato Morrison.
“Nel suo libro sostiene che io avessi portato un messaggio da parte del governo britannico, un messaggio circa un ‘affare’, di cui confidai i dettagli a Bik McFarlane, che al suo ritorno in cella, nella notte di domenica trascrisse i dettagli e li inviò a O’Rawe”, continua Morrison.
“Tuttavia,  la pubblicazione dei documenti governativi inglesi del 1981, emerge la posizione che io e lo Sinn Fein andiamo affermando da sempre”.
“Al tempo della mia visita al carcere nel pomeriggio di Domenica 5 luglio 1981, il governo britannico doveva ancora formulare  la sua posizione, figurarsi la proposta di un ‘affare'”.
Morrison tiene a puntualizzare un particolare paragrafo dei files pubblicati. Brendan Duddy stava parlando ad un contatto inglese, e gli ricordò che Martin McGuinness era appena arrivato.
I documenti recitano: “Egli (Duddy) ha detto che il tempo era essenziale e chiese quale fosse la posizione dell’HMG. Spiegammo  che era importante prima della stesura di un qualsiasi documento da porre all’attenzione dei ministri, sapere quale fosse il punto di vista dei vertici della Provisional IRA”.
“‘Soon’ (nome in codice di Duddy), si impegnò poi ad ottenere una visione chiara sulla loro posizione (del Provisional IRA), che ci avrebbe trasmesso dopo la discussione, alla luce della visita di Morrison.”
Il paragrafo sembra suggerire che nonostante ne esistesse la possibilità, al momento della visita di Morrison in carcere non esisteva una presa di posizione formale del governo britannico. Questo smentirebbe in toto la teoria O’Rawe che “sostiene fossero state causate sofferenze inutili alle famiglie degli ultimi sei hunger strikers verso la morte”, come sottolineato da Danny Morrison.

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