BLOODY SUNDAY 2011, UN ‘GRAZIE’ ALLA COMUNITA’ DI DERRY

E intato si discute sulla sorte della marcia commemorativa che si ripete ogni anno a Derry. Quella del 2011 potrebbe essere l’ultima occasione, ma ci sono spaccature anche all’interno dei familiari delle vittime

“Penso che molte persone siano del parere che la prossima marcia dovrebbe essere l’ultima, e sarebbe adeguato approfittare dell’occasione per la celebrazione di una festa(della ‘vittoria’ sancita dal Rapporto Saville, ndr) piuttosto per che una commemorazione”, con queste parole Tony Doherty – rimasto orfano di padre nella strage – anticipa che quella del 2011 potrebbe essere l’ultima marcia in commemorazione del massacro avvenuto il 30 gennaio 1972 a Derry, in quella che viene da tutti ricordata come “Bloody Sunday“.
Del parere opposto sembra essere Liam Wray, che quel giorno perse suo fratello. L’uomo dice di non essere stato interpellato in merito al suo pensiero sul futuro della manifestazione.
“Non credo siano i familiari (delle vittime) i proprietari della marcia, credo lo sia la gente di Derry”.
“Non credo che la marcia dovrebbe smettere perchè i nostri familiari hanno ottenuto giustizia, la marcia è molto più di questo”.
“Molte altre organizzazioni hanno partecipato a questa marcia e hannoa vuto l’occasione per evidenziare la loro causa”.
“Penso che sarebbe molto triste e dannosa per i diritti civili ei diritti umani, se dovesse scomparire.”
C’è chi invece è combattuto sul futuro della Bloody Sunday. E’ la volta infatti di Kate Nash, che ha perso il fratello William sotto i colpi del Reggimento Paracadutisti del British Army.
“Penso che andrà avanti fino a quando le persone avranno la volontà di camminare”.
“La marcia della Bloody Sunday è sempre servita come un faro di speranza per le famiglie, ed è qualcosa di cui sentirei  la mancanza purtroppo”.
“Penso che la marcia è un grande mezzo per le altre ingiustizie”.
“Tuttavia mi rendo conto che 38 anni sono un lungo periodo di tempo, quindi forse è il momento per la sua fine”.

Chi vi scrive lo scorso anno ha potuto partecipare alla marcia commemorativa. Un’esperienza unica e della quale posso testimoniare che non si tratta solo di un’occasione per ricordare le vittime della Bloody Sunday. E’ stata un’occasione per altri familiari di chiedere giustizia. Parlo dei familiari di John Brady, parlo del gruppo in supporto di Colin Duffy, come di tanti altri. Un’occasione legalmente riconosciuta per chiedere in primo luogo il rispetto dei diritti umani. E perchè no, anche un’occasione pubblica e pacifica per esprimere dissenso.

(Clicca l’immagine per ingrandire)

Bloody Sunday march a ‘thank you’ to Derry (BBC News Northern Ireland)
Bloody Sunday commemorative march A march traditionally takes place in Derry each year to mark the anniversary of Bloody Sunday
Relatives of those killed and wounded on Bloody Sunday have said next month’s anniversary march will be a public thank you to the people of Londonderry.
It will be the first march since the Saville Report found the dead and injured innocent.
Tony Doherty, whose father Paddy was killed on Bloody Sunday, said that “in all likelihood” it will also be the last commemoration march.
“The consensus is that it should be conducted in a way that promotes the celebration of achievement.
“I think most people are of the view that it should be the last march, and it’s appropriate and timely that we mark the occasion with a celebration rather than a commemoration.”
But Liam Wray, whose brother Jim was also killed, said he was not consulted about the decision.
“I don’t feel the families own the march, I believe the people of Derry have ownership of the march.
“I don’t believe the march should stop because we get all of our families’ names cleared, the march is much bigger than that.
“Many other organisations have come on this march and had their opportunity to highlight their cause.
“I think it would be very sad and detrimental to civil rights and human rights if it disappeared.”
‘Beacon’
Kate Nash, whose brother William was killed on Bloody Sunday, said she hoped the tradition of a commemorative march would continue.
“I think it will go on as long as people have the will to walk.
“The Bloody Sunday march has always served as a great beacon of hope for the families, and it’s something I will sadly miss.
“I think the march is a great medium for other injustices.
“However I realise that 38 years is a long time, so maybe it is time for it to end.”

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