Ex-prigioniero repubblicano vuole consegnare un lettera al Segretario di Stato per difendere il suo diritto alla pensione perchè vittima dei Troubles

L’uomo, rimasto paralizzato in un attacco lealista, ha scritto una lettera destinata al Segretario di Stato per protestare contro le linee guida del governo britannico, sulla base delle quale potrebbe essergli negata la pensione riconosciuta alla vittime dei Troubles

Nel 1997 Christy Cummings, 63 anni, lavorava come portiere al Glengannon Hotel, vicino a Dungannon, quando rimase vittima di massacro targato Loyalist Volunteer Force. Un proiettile che lo colpì alla schiena, lo rese paralizzato dal petto in giù.

“Stavo lavorando come portiere la sera dell’attacco (LVF), insieme a Seamus Dillon (che rimase ucciso, ndr) e mio cognato, anch’egli ferito”.

“Come ex prigionieri repubblicani, era l’unico tipo di lavoro a cui potevamo ambire per mantenere le nostre famiglie. Abbiamo impedito ai sicari lealisti di entrare nei locali e fare un altro massacro come quello a Greysteel o Loughinsisland”.

Cummings fu condannato nel 1979 per aver lasciato una finta bomba fuori da una casa e appartenenza all’IRA. Fu condannato a 16 anni di prigione, ma la pena venne ridotta in appello e trascorse meno di sette anni dietro le sbarre.

Secondo l’attuale progetto di pensione per le vittime dei Troubles, gli ex detenuti che hanno trascorso più di due anni e mezzo in prigione potrebbero essere esclusi in mancanza di attenuanti sufficienti per il gruppo di valutazione.

Tratto da Belfast Telegraph

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