“CONDANNATE I CARNEFICI DELLA BLOODY SUNDAY”

A pochi giorni dalla straordinaria marcia commemorativa in occasione del 39esimo anniversario della Bloody Sunday, The Five Demands pubblica un articolo tratto da Memoriastorica

“Condannate i carnefici della Bloody Sunday”
di Riccardo Michelucci

Hanno lottato trentanove anni per ottenere la verità, adesso vogliono anche la giustizia. Le famiglie delle vittime della Bloody Sunday di Derry porteranno in tribunale i paracadutisti britannici responsabili della strage del 30 gennaio 1972. La notizia giunge proprio il giorno dopo la grande marcia che ogni anno si tiene nella città irlandese per commemorare la mattanza di civili durante una pacifica manifestazione di piazza. Dopo una campagna incessante durata quasi quarant’anni, i familiari delle vittime hanno ottenuto nel giugno scorso una prima grande vittoria con il rapporto sull’inchiesta del giudice Saville, che ha dichiarato inequivocabilmente che le vittime erano innocenti. Proprio il rapporto, secondo le famiglie, può costituire la base giuridica sulla quale fondare la sacrosanta richiesta d’incriminazione nei confronti dei militari carnefici: un’azione legale è già pronta e sarà consegnata al pubblico ministero. John Kelly – il cui fratello Michael fu ucciso a soli 17 anni dai soldati britannici – ha detto che la pubblicazione del rapporto Saville è il trampolino di lancio verso il conseguimento di condanne contro il soldato che ha ucciso suo fratello e gli altri tredici cittadini caduti sotto il fuoco dei parà. “Ingiustificato, ingiustificabile e sbagliato”: così il primo ministro David Cameron ha definito ciò che accadde in quel giorno maledetto, in un discorso passato ormai alla storia. Ecco perché i familiari delle vittime hanno incaricato i propri legali di procedere in via giudiziaria contro i soldati, che sono ancora vivi e di cui si conoscono bene nomi e cognomi. Secondo l’avvocato Peter Madden dello studio legale Madden&Finucane esistono adesso prove d’interesse probatorio e d’interesse pubblico per avanzare azioni penali. D’altra parte il tempo non può e non deve costituire un alibi o un ostacolo alla persecuzione e alla punizione dei colpevoli, come dimostrano per esempio i processi intentati anche in Italia ai criminali nazisti.
Intanto, domenica scorsa migliaia di persone hanno marciato nelle strade di Derry per il corteo commemorativo che si svolge ogni anno dal 1972. La marcia ha seguito la rotta prevista dall’originale manifestazione per i diritti civili, dai negozi di Creggan alla Guildhall square, la piazza del municipio. Un comunicato firmato dalla maggioranza delle famiglie delle vittime ha annunciato che questa sarebbe stata l’ultima marcia ma la decisione è stata accolta con sdegno da alcuni familiari, secondo i quali si tratta di una decisione prematura. Soprattutto in considerazione del fatto che l’anno prossimo segnerà il quarantesimo anniversario della strage.

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