BELFAST: PEACE WALLS TRIPLICATI DOPO IL CEASERFIRE

Secondo un rapporto del Community Relations Council (CRC), sono attualmente 80 le ‘barriere permanenti’ che separano i quartieri cattolici da quelli lealisti in alcune aree di Belfast. Nel 1994, epoco della tregua (ceaserfire) tra l’IRA e i lealisti, i ‘peace walls’ erano 26.
In un’intervista pubblicata dal SocietyGuardian Duncan Morrow, a capo del CRC, ha espresso critiche nei confronti dei ‘tours del terrore’, che prevedono tra le maggiori attrattive proprio i ‘peace walls’. I turisti usano lasciare i propri graffiti sul peace walls maggiore che divide gli abitanti di Falls Road (cattolici) da quelli di Shankill Road (protestanti).
“Ha un senso che le persone provenienti dall’estero vogliono vedere i luoghi in cui sono successi gli avvenimenti -, ma una cosa è l’attrazione turistica e un’altra cosa è la realtà che queste pesone vivono ancora tra queste mura”.
Morrow ha stimato in 10 o 20 il termine entro cui le barriere potrebbero venire abbattute, sottolineando che il difficile non sarà il demolire i muri ma il far sì che la gente si abitui a vivere senza di loro. “Le pareti sono state innalzate perchè le persone si sentissero al sicuro, e la tragedia è che, una volta che sono state costruite la gente può a stento immaginare di potersi sentire al sicuro senza di loro. Pertanto, noi non abbiamo solo il grande problema delle barriere, ma il come per far sentire al sicuro la gente dopo tutto quello che abbiamo vissuto.”
Ducan Morrow si è anche espresso aspramente sull’escalation del razzismo a Belfast, condannando il comportamento dei leaders politici ‘manipolati’ da una banda di razzisti che hanno costretto molti dei 100 sfollati rumeni a prendere il primo aereo per far ritorno in patria. Ha sottolineato come non si possa parlare del fenomeno del razzismo come del ‘nuovo settarismo’, quando nello stesso mese una banda di lealisti ha ucciso a calci e pugni un cattolico (Kevin McDaid) a Coleraine. “Il settarismo, purtroppo, è ancora molto con noi.”

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Belfast’s ‘peace walls’ treble after ceasefires (The Guardian)
The number of so-called “peace walls” separating Catholic and Protestant communities in Greater Belfast has trebled since the IRA and loyalist ceasefires, research has found.
There are now 80 permanent barriers dividing loyalist and nationalist areas of the city, according to a report by the Community Relations Council (CRC) in Northern Ireland. In 1994, when the Troubles were declared over, there were 26.
Interviewed in tomorrow’s SocietyGuardian, Duncan Morrow, CRC’s chief executive officer, is critical of the “terror tours” of the city that include the structures as must-see destinations. Tourists have taken to writing their names and leaving messages on some, such as the largest barrier, which runs between Northumberland Street and Lanark Way and divides the Catholic Falls from the Protestant Shankill.
“There is a sense that people from abroad want to see where big things happened – but there is something different between seeing a tourist attraction and something else which is still an ongoing reality for people living by these walls,” Morrow said.
He estimated that it might take 10 or 20 years before any of the walls come down. “The walls went up because people didn’t feel safe, and the tragedy is that once they are up people hardly imagine feeling safe without them. So we do have a big issue about not just taking walls down but how to make people feel safe after all that we went through,” he said.
Morrow was also scathing about the way Northern Ireland’s political leaders handled a racist gang’s recent intimidation of more than 100 Roma people in south Belfast. Choosing to fly many of the targeted individuals back to Romania in June was a “minor victory” for the racists, he said.
During the week-long controversy involving the Roma and their racist attackers, a new media catchphrase was invented: “Racism is the new sectarianism.” In his interview, however, Morrow objects to the phrase.
“In the same month, a man was beaten to death up in Coleraine simply because he was a Catholic. Sectarianism sadly is still very much with us.”
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