TIME FOR TRUTH: SECONDA MARCIA A BELFAST

C’erano tutti alla seconda marcia Time for Truth a Belfast domenica 9 giugno: le famiglie dei massacri di Loughinisland, di Ballymurphy, della Bloody Sunday, di Sean Graham Bookmakers e di altre campagne meno note hanno marciato con bandiere nere e le foto dei loro cari rimasti uccisi

Anche alcuni importanti politici dello Sinn Féin si sono uniti alla marcia, e all’appello perché le misure per le inchieste sul passato vengano implementate e i fondi per le indagini del Police Ombudsman Office al momento ferme siano sbloccati.

Una delle partecipanti, Carmel Quinn, che ha perso il fratello 20enne nel massacro di Ballymurphy, ha dichiarato: “Al momento noi abbiamo un’inchiesta in corso che. sta per concludersi, ma ci sono famiglie qui che non hanno avuto alcun tipo di riconoscimento o procedimento per indagare su cosa successe. ai loro cari.

“Ora noi abbiamo un qualche tipo di verità su cosa accadde, ma ogni famiglia merita verità e un’inchiesta che rispetti i diritti umani. C’è un procedimento, si chiama Stormont House Agreement. Le misure sono incluse lì, e devono essere implementate”.

John Kelly, il cui fratello Micheal morì nella Bloody Sunday a soli 17 anni, ha affermato che la prossima generazione porterà avanti la campagna per la verità. “Avremo verità e giustizia per la nostra gente”, ha assicurato alla folla.

Secondo l’organizzatore, Ciarán MacAirt, la strategia britannica è chiara: “Dobbiamo essere molto diffidenti, perché lo Stato britannico e la sua forza di polizia qui sono stati molto coerenti nella loro strategia per fare i conti col passato. Hanno usato un approccio tripartitico: negazione, ritardo e morte”.

Paddy Murray, l’avvocato delle famiglie di Ballymurphy, ha parlato alla folla: “Molte famiglie devono ancora vedere aperta un’indagine indipendente sulla morte dei loro cari, e tuttavia gli MP dei Tories e del DUP si stanno facendo in quattro per far passare una legge che protegga i soldati.

“Se solo una parte della società ha accesso al sistema giudiziario quella non è vera giustizia, è privilegio, ed è imperativo che tutti noi restiamo uniti finché tutte le famiglie non avranno avuto giustizia”.

Anche Michelle O’Neill (Sinn Féin) ha concordato che le famiglie non hanno avuto accesso alla giustizia.

“Ci siamo uniti alle migliaia di famiglie che sono scese in strada”, ha dichiarato. “Si sono riuniti tutti per affermare che è giunto il tempo della verità. Quello che chiedono è molto semplice. Non è abbastanza, non è tollerabile che queste famiglie non abbiano avuto accesso alla giustizia.

“Alcuni di loro portano avanti la propria campagna da decenni. Le famiglie di Ballymurphy hanno ottenuto un’inchiesta soltanto 48 anni dopo l’omicidio dei loro cari”, ha aggiunto.

Ha poi proseguito: “È sbagliato e inaccettabile che le famiglie siano dovute di nuovo scendere in piazza per avere la verità cinque anni dopo lo Stormont House Agreement.

“Da allora il governo britannico ha lasciato in stallo e ritardato la legislazione necessaria a implementare quelle misure. Questo stallo deve finire, l’insabbiamento del ruolo dello Stato britannico nel conflitto deve finire.

“Il governo britannico ha la responsabilità di implementare lo Stormont House Agreement, dare fondi alle inchieste sul passato e assicurarsi che il Police Ombudsman Office abbia risorse adeguate. Queste famiglie non meritano nulla di meno”.

Questa settimana è giunta una buona notizia per chi sta portando avanti le campagne: il giudice Keegan ha dichiarato che avrebbe analizzato nuovamente la lista di inchieste sul passato questo autunno. Questa mossa ha rincuorato molti, fra cui Bernie McKearney, una donna della contea di Tyrone i cui genitori e il marito sono stati uccisi dai paramilitari lealisti in due agguati separati, che sono sempre stati ritenuti collegati dalla donna.

“Mi rincuora che [il giudice] usi un approccio tematico, perché nella nostra opinione sono state le stesse persone con le stesse armi, ha dichiarato.

La marcia è avvenuta il giorno dopo che due delle figure più associate con la collusione e con l’insabbiamento del passato – che continua ancora oggi – ovvero lo Chief Constable della PSNI George Hamilton e l’ex Assistant Chief della PSNI, ora Commissioner della Garda, Drew Harris, hanno ricevuto un’onorificenza dalla Regina. Hamilton è stato fatto Cavaliere per Servizi alla Corona.

Tratto da Irish Republican News

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