L’uccisione di Lyra Mckee amplifica la sete di giustizia per crimini che forse non l’otterranno mai

Lo sfogo di Linda Nash, sorella di William Nash ucciso nella Bloody Sunday, a poche settimane dall’uccisione di Lyra McKee il cui colpevole ancora non ha un nome e un volto

Sono passate diverse settimane da quando la giornalista Lyra McKee è stata uccisa da un colpo d’arma da fuoco il 18 aprile a Derry. Nonostante l’enorme eco e una ricompensa di 10.000 sterline, la famiglia di McKee sta ancora aspettando un arresto.

Kate Nash dice di sapere cosa sta passando la famiglia di McKee. Ha aspettato quasi 50 anni per poter vedere condannato l’uomo che crede responsabile dell’omicidio di suo fratello, avvenuta il 30 gennaio del 1972. Ma sa anche che quel giorno potrebbe non arrivare mai.

William Nash, 19 anni, era una delle 13 persone uccise dai soldati britannici in quella che viene ricordata come Bloody Sunday.

Kate Nash ricorda vividamente alcuni dettagli di quel giorno. Come il bussare alla sua porta d’ingresso. Era incredula quando il suo vicino le disse che suo fratello era morto e suo padre era ferito.

Andò in ospedale, dove era suo padre. La scena è incastonata nella sua mente: “Infermieri e dottori piangevano dappertutto; su ogni piano, le infermiere piangevano. Le persone urlavano”.

Quando raggiunse suo padre, il braccio era appoggiato in modo che Kate potesse vedere le ferite. Lei gli chiese se stava soffrendo.

“Mi rispose: ‘Willie è in obitorio; Willie è in obitorio’.”

kate nash

Kate Nash

Kate Nash dice che, sebbene la sua famiglia non fosse stata politicamente attiva in passato, lei e i suoi cari sono diventati attivisti determinati a vedere giustizia per quello che è successo. Suo padre non si perdonò mai di non aver potuto salvare William quel giorno. Con il passare degli anni, Kate Nash e sua sorella (Linda) hanno continuato a battersi per veder accusati i soldati responsabili.

Il 14 marzo il PPS (Public Prosecution Service) ha deciso per l’incriminazione di uno solo dei soldati, identificato come ‘soldato F’, accusato di omicidio e tentato omicidio. Le prove non sono state ritenute sufficienti per portare a processo gli altri 16 militari identificati dalla PSNI, nel corso dell’indagine che ha avuto origine dal Rapporto Saville pubblicato nel 2010.

Pensavo che almeno sei soldati sarebbero stati processati. Siamo devastati. Linda [sua sorella] è uscita singhiozzando. Non ci potevamo credere. Eravamo stati di nuovi presi in giro. Hanno fatto talmente male alle famiglie della Bloody Sunday

–  Kate Nash

Le sorelle Nash e le famiglie delle altre vittime hanno in programma di appellarsi alla decisione del Public Prosecution Service, anche se è forte il timore che i soldati possano non essere più in vita.

Kate Nash ricorda il suo incontro con Lyra McKee, una bambina all’epoca della firma dell’Accordo del Venerdì Santo. Il suo entusiasmo per la vita e il suo desiderio di trattare le persone in modo uguale nonostante la loro politica o il loro orientamento sessuale, era sorprendente.

Voleva solo che le persone si godessero la vita. Che venissero trattate con uguaglianza. Era una grande attivista e grande scrittrice. Così generosa di spirito

–  Kate Nash

Kate Nash è convinta che, diversamente da quanto accaduto per le vittime della Bloody Sunday, il responsabile dell’omicidio di Lyra McKee verrà assicurato alla giustizia perchè ritiene che nessuno si lascerà intimidire rimanendo in silenzio, come successe in passato.

Ma solo una cosa potrebbe dare pace a Kate Nash. Una condanna per la morte del fratello William.

“Ci darebbe pace, ci darebbe tranquillità. Un lavoro avviato da tanto tempo dalla mia famiglia … un lavoro che potremmo portare a termine “.

Tratto da PRI

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