L’ESERCITO BRITANNICO NON HA LASCIATO IL NORD IRLANDA

Non ci sono più soldati in divisa per le strade, ma la presenza del British Army è ancora innegabilmente attiva nelle sei contee dell’Irlanda del Nord: un quotidiano lo mette in luce dopo l’arresto e la condanna di sette repubblicani nel weekend. L’articolo in foto

Traduzione a cura di Elena Chiorino

Le accuse intentate ad Omagh e a Lisburn nel weekend – incluse tre di “comando di gruppo terroristico” – indicano all’apparenza un approccio a tolleranza zero da parte della polizia.
Tuttavia, più significativa è la visione che forniscono dei rapporti tra la PSNI e l’intelligence militare britannica.
In entrambi i casi, è stato dichiarato davanti ai magistrati che parte delle prove per l’accusa è stata fornita da operazioni di sorveglianza condotte da organizzazioni diverse dalla polizia.

Ad Omagh, dove Sharon Rafferty, madre di tre figli, è stata la prima donna nella storia legale ad essere accusata di “comando di terrorismo”, è apparso che la sorveglianza del MI5 su di lei continuasse da più di un anno.
Un detective ha riferito alla corte che le conversazioni tra lei e il quarantaseienne Sean Kelly, accusato con lei, sono state registrate tra lo scorso anno e l’aprile di quest’anno.

Alla Lisburn Magistrates Court, dove sono apparsi tre membri della famiglia Duffy, la polizia ha rifiutato di riferire quale agenzia di intelligence abbia raccolto le prove, ma c’è una considerevole possibilità che possa trattarsi dell’intelligence militare.

Nel 2007, quando l’Operation Banner – l’operazione dell’esercito britannico in Irlanda del Nord – si è conclusa ufficialmente, si decise chiaramente che i soldati sarebbero stati inviati solo nelle squadre artificieri.
Tuttavia, dietro le quinte degli affari nordirlandesi l’esercito è decisamente coinvolto, anche se in un ruolo più segreto.
Il verdetto di condanna espresso in marzo contro John Paul Wootton e Brendan McConville per l’omicidio dell’agente di polizia Stephen Carroll si è basato in parte su informazioni fornite da un dispositivo militare di localizzazione.
“Comando di terrorismo” è un reato notoriamente difficile da provare ma, nel caso lo sia, può portare ad una pesante sentenza: il leader dell’UDA Johnny Adair, l’ultimo uomo a scontare una sentenza in carcere per quel reato, fu condannato a sedici anni nel 1995.
Nel 2003, il leader della Real IRA Michael McKevitt fu condannato a vent’anni per lo stesso reato dal Tribunale Criminale Speciale di Dublino.

Nei prossimi mesi, gli avvocati difensori degli imputati chiederanno maggiori dettagli su quali prove effettivamente esistano contro i loro clienti. Qualunque saranno le rivelazioni, senza dubbio metteranno ancor più in luce il lavoro clandestino dell’MI5 e i loro metodi.

Ciò che appare evidente dopo gli eventi dello scorso fine settimana è che, nonostante non ci siano più soldati in uniforme a pattugliare le strade, l’esercito britannico è ancora attivo in Irlanda del Nord.

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6 pensieri su “L’ESERCITO BRITANNICO NON HA LASCIATO IL NORD IRLANDA

  1. Qualcuno aveva dubbi che i britannici volesser effettivamente fare quel che dicevano, o dire qyel che effettivamente facevano?

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  2. Doire!!! 😉
    Quando andai là due anni fa c’era perennemente un elicottero che ronzava sul Bogside. Non credo che il RUC abbia elicotteri…

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