ESCLUSIVA. GERARD HODGINS, “MAI COME ORA L’IRLANDA E’ STATA LUOGO PIU’ SICURO PER UN SOLDATO BRITANNICO”

5 Parte – IL FUTURO REPUBBLICANO

F.B. Dalla nostra conversazione è emerso un pessimismo abbastanza profondo rispetto all’attuale situazione del Repubblicanesimo Irlandese. Le tue idee sono cambiate o sei ancora convinto che i valori per cui hai rischiato la vita valgano il sacrificio?

G.H. I valori hanno sempre valso il sacrificio, e così è tuttora. Esattamente come nessuno ha il diritto di fermare il cammino di una nazione, nessuno, repubblicano o meno, ha il diritto di ostacolare l’avanzamento della causa repubblicana.
Il pessimismo che mostro nei confronti delle moderne reincarnazioni del Repubblicanesimo scaturisce più dalla completa inutilità delle loro azioni e dall’osservazione del calibro e dell’esperienza di alcuni loro membri che da altro. Non credo che stiano giovando all’orgogliosa filosofia repubblicana, ma che piuttosto la stiano infangando, e sono più che certo che l’attuale sconfitta del Repubblicanesimo sia dovuta alle manipolazioni dei servizi segreti più che alla sola incompetenza irlandese.
Gli inglesi sono riusciti a penetrare ai vertici dei Provos e ci hanno lasciati ad un punto morto, esattamente dove volevano che finissimo – dopo essere riusciti ad infiltrarsi in uno degli eserciti da guerriglia più vincenti ed organizzati del ventesimo secolo, penetrare nell’attuale giungla di presunti eserciti Repubblicani sicuramente non è stata un’impresa ardua.
La realtà è che i gruppi dissidenti sono pesantemente compromessi. Quando vedo uomini di mezza età che non hanno mai avuto alcun tipo di connessione con il Repubblicanesimo in tutta la loro vita – ma sicuramente hanno alle spalle una lunga esperienza nel mondo criminale e in comportamenti anti-sociali – non solo unirsi a quei gruppi ma anche essere accettati al loro interno, allora non posso che convincermi ulteriormente che i gruppi dissidenti sono bersaglio di continue infiltrazioni e che gli inglesi li stanno sfruttando per annientare la filosofia repubblicana tramite un processo di autodistruzione.
Kitson aveva compreso l’analogia Maoista dell’acqua e dei pesci, e scrisse di come l’acqua andasse avvelenata: se si avvelena l’acqua in cui i pesci nuotano, i pesci alla fine moriranno.

F.B. Sono rimasto profondamente colpito da una frase che mi dicesti qualche tempo fa, e che ben descrive la situazione attuale: “Abbiamo troppi gruppi, troppi capi e non abbastanza indiani.” Sembra che tu stia rimproverando ad alcuni leader Repubblicani un’eccessiva auto-promozione. Cosa credi che il futuro riservi per il Repubblicanesimo Irlandese, e quale parte ti vedi ricoprire in questo futuro?

G.H. Il Repubblicanesimo ha bisogno di rivalutarsi e di trovare un programma coerente e logico per il ventunesimo secolo. Ciò che abbiamo adesso è solo confusione, e tradimento dei sacrifici e delle lotte di così tanti uomini per così poco.
Il continuo frantumarsi del Repubblicanesimo in gruppi sempre più piccoli ed esponenzialmente più deboli e il profilarsi all’orizzonte di nuovi messia del dissenso non sono una prospettiva positiva, sia a breve sia a medio termine. Il Repubblicanesimo è così diviso che i diversi gruppi e le varie personalità non riescono nemmeno a concordare un approccio unificato sul problema dei prigionieri. Anzi, invece di riunirsi intorno ad un unico obiettivo alcuni dei dissidenti addirittura sfruttano i loro prigionieri per fomentare le fratture e i contrasti fra i Repubblicani.
Il Repubblicanesimo ha bisogno di risanare le radici nobili e morali della nostra orgogliosa filosofia, e mettere a nudo la mascherata corrotta e incompetente di coloro che fingono di continuare la lotta armata.
Mai come ora nella storia irlandese ci sono state così tante diverse IRA attive sul campo, e mai come ora l’Irlanda è stata un luogo più sicuro per un soldato britannico.
Non siamo in guerra in questo momento, nonostante la retorica variopinta di alcuni gruppi, né abbiamo peraltro un solo gruppo che sia abbastanza disciplinato e che abbia le effettive capacità o volontà per combattere una guerra.
Ho assistito, in questi anni di pace, alla crescita delle organizzazioni dissidenti, e ho visto quanti criminali in carriera gravitino nell’orbita di queste organizzazioni e ne utilizzino le strutture a beneficio dei propri imperi criminali. Se io me ne accorgo, e so di non essere il solo, cosa stanno facendo i leader di queste organizzazioni? Prima o poi dovranno togliersi i paraocchi e mettere fine a questa farsa. Perché il Repubblicanesimo è precipitato in un caos tale? Perché gli inglesi si sono lanciati in una strategia a lungo termine con lo scopo di infiltrarsi nel movimento repubblicano ed influenzare la direzione da prendere, fino a portarlo alla morte; e nonostante le lezioni e le esperienze che tutte le loro tattiche di contro-insurrezione ci hanno impartito, noi ancora non abbiamo imparato.

F.B. Alla luce degli sviluppi politici degli ultimi anni e con il senno di poi, rifaresti tutto? O cosa rifaresti diversamente?

G.H. Rifarei tutto. Non ho rimpianti o rimorsi sulla mia vita. Vorrei che alcune cose fossero andate diversamente e fossero state meno traumatiche, ma facendo un bilancio non ho riserve morali su nulla in cui io sia stato personalmente coinvolto. È dovere di ogni uomo e donna valutare quale debba essere il loro ruolo nella vita e diventare ciò che devono diventare. La mia strada mi ha portato in un esercito di guerriglieri che tentava di rendere il più dura possibile la vita agli inglesi in Irlanda; è la mia vita ed è una vita di cui vado fiero, non in un modo trionfale o arrogante, ma sono orgoglioso di aver contribuito così e di esserne uscito indenne.

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