ESCLUSIVA. GERARD HODGINS, DA HUNGER STRIKER A SOSTENITORE DEI DIRITTI DEI POWS

“Gerard Hodgins rappresenta il modello ideale di repubblicano irlandese. Costretto con la sua famiglia ad abbandonare casa per le minacce lealiste, Gerard capisce fin da adolescente che l’unico modo di divenire protagonista del proprio destino è arruolarsi nell’Esercito Repubblicano Irlandese (Irish Republican Army). Diventa in breve tempo un prominente membro della Provisional IRA che negli anni 70-80′ seminava il terrore tra le fila dell’esercito britannico. Una lunga permanenza nel Maze/Long Kesh, cambierà per sempre la sua vita. Diventa prima un blanket man, rifiutando con gli altri compagni internati di indossare le uniformi carcerarie, infine si unisce al secondo sciopero della fame dopo la morte di molti suoi amici. Il 14 settembre 1981 inizia, infatti, a rifiutare il cibo seguendo l’esempio di Bobby Sands e degli altri nove defunti volontari della Provisional IRA e dell’INLA. Dopo venti giorni, lo sciopero viene sospeso, salvando così Gerard da morte certa.
Fortemente critico nei confronti dei poteri forti, Gerard diventa un deciso oppositore della leadership di Adams e McGuinness che a, suo dire, ha portato il republicanesimo irlandese ad una crisi incipiente. A differenza di quasi tutti i suoi compagni del 1981, non ha fatto carriera nello Sinn Fèin e non ha ricoperto incarichi politici. Ritiratosi a vita privata, raramente si concede ai media, interviendo in pubblico solo per difendere vecchi e nuovi prigionieri politici repubblicani.
Ringrazio personalmente Gerard Hodgins per la sua cortesia nel concedermi la seguente intervista, preziosa sotto ogni punto di vista. Soprattutto, tuttavia, sono debitore a Gerard per l’amicizia che mi ha concesso e che mi rende orgoglioso”. (Flavio Bacci)

1 Parte – LA MILITANZA NELLA PROVISIONAL IRA

Traduzione di Elena Chiorino

F.B. Quando hai preso la decisione di entrare nell’IRA? È stata il risultato di un avvenimento specifico o la conseguenza di un lunga riflessione?

G.H. Il mio arruolamento nell’IRA è stata la conseguenza del vivere in uno stato fallito. Non ho trascorso l’infanzia in un ambiente politicizzato, e non sono stato cresciuto imparando l’odio e la politica; ma, quando avevo dodici anni e gli inglesi avevano appena introdotto l’internamento, la mia famiglia fu costretta dagli unionisti filo-britannici a lasciare la casa in cui abitavamo, e da quel momento mi convinsi di essere destinato a diventare un Volontario dell’IRA, perché era l’unica istituzione che sfidasse le ingiustizie dello stato settario in cui vivevamo.
L’Irlanda del Nord venne separata dal resto dell’Irlanda nel 1922 e da quel momento le persone come me furono escluse dalla piena partecipazione alla vita politica sulla base della religione. In termini di abitazioni, lavoro ed educazione eravamo cittadini di serie B. Mai, nel corso dei successivi cinquant’anni, il regime unionista ha compiuto il minimo sforzo per sviluppare strutture democratiche e pluraliste come nel resto dell’Europa; invece, varò leggi sempre più repressive, per soffocare il dissenso e mantenere salde le redini del potere.
La partizione ha avvelenato alle radici le nostre strutture politiche, e i nostri politici sono sempre stati maggiormente rivolti – come invariabilmente sono i politici – al tornaconto personale e alla scalata allo status più alto piuttosto che alla difesa della giustizia politica, economica e sociale.
Mentre il regime unionista al Nord abusava del potere, neanche il governo di Dublino si distingueva per politiche illuminate. La corruzione divenne al Sud l’ideologia principale, che culminò nella perdita della sovranità economica a beneficio dei finanzieri e dei banchieri senza volto del mondo del Capitalismo internazionale; nel contempo, alla Chiesa Cattolica fu costituzionalmente concesso uno status speciale che le consentiva di esercitare un controllo assoluto sulle vite dei bambini, un controllo di cui la Chiesa ha abusato al punto che gli orfanotrofi e le istituzioni sotto la sua direzione divennero bordelli nelle mani di preti pedofili predatori, per generazioni di orrore inconfessato e celato.

F.B. Molti uomini dell’IRA hanno dichiarato di aver ricevuto dalla leadership un manuale (il Green Book) per educare i nuovi Volontari alla guerra. In particolare, sembra che contenesse specifiche istruzioni finalizzate ad evitare cedimenti sotto interrogatorio. Ti è stato consegnato o hai letto il Green Book dopo il tuo reclutamento? Puoi spiegarci alcune di quelle regole?

G.H. Il Green Book conteneva le regole dell’IRA, comprendendo gli ordini del General Army, la Costituzione dell’Oglaigh na hÉireann (irlandese per IRA, ndr) e le istruzioni per tenere un comportamento appropriato e per trattare i civili con rispetto.
Includeva anche altre indicazioni, come le mosse che potevamo aspettarci dal nemico, ad esempio gli interrogatori, e i meccanismi per resistere ad essi.
Gli interrogatori potevano essere esperienze violente, terrificanti, ma le regole principali per sopravvivervi erano tenere la bocca chiusa e dominare la paura.
Tutti gli interrogatori sono in ultimo basati sull’inganno, se chi li conduce ha le prove necessarie per rinchiuderti in prigione – che è esattamente dove ti vogliono.

F.B. Dopo il Good Friday Agreement, alcuni corpi dei ‘Disappeared’ sono stati riconsegnati alle famiglie. Uno dei casi più tristemente famosi è quello di Jean McConville, i sui resti sono stati ritrovati nel 2003. L’uccisione della donna, madre di dieci figli, giustiziata dall’IRA nel 1972 provocò numerose condanne dall’interno dello stesso movimento repubblicano. Secondo te quell’omicidio era necessario per scoraggiare gli informatori? Se sì, perché il corpo fu seppellito segretamente e non esibito come deterrente, com’era di norma per altre persone ritenute colpevoli di essere informatori?

G.H.I Disappeared sono motivo di profonda vergogna per i Repubblicani, e chi ha seguito quella strategia ha il dovere di spiegarne le ragioni e di riconsegnare i corpi rimanenti alle famiglie, così che questa vicenda possa trovare una conclusione.

F.B. Il passato dell’IRA è punteggiato di attacchi cruenti che in molte occasioni coinvolsero la popolazione civile (Donegal Street, Bloody Friday, La Mon ecc.). Ritieni che alcuni di questi incidenti possano essere stati la conseguenza di errori intenzionali o meno da parte di membri dell’IRA o del fatto che la RUC abbia ignorato deliberatamente gli allarmi bomba?

G.H. Indubbiamente molte azioni dell’IRA sono state compromesse dalle forze dello stato, che avevano il dovere di sabotarle e di indebolire la volontà della gente che ci sosteneva. Le operazioni segrete erano comuni nell’Irlanda dell’epoca come lo sono oggi in Iraq e in Afghanistan. Nel 1971 il libro di Frank Kitson, Low Intensity Operations, era appena stato pubblicato, e l’Irlanda offriva un perfetto banco di prova per le sue teorie sulle tattiche di contro-insurrezione e sulle strategie e i meccanismi della loro attuazione. Kitson si era costruito una reputazione combattendo nelle guerre coloniali in Africa e in Asia nel corso del ventesimo secolo, e vantava un’ampia esperienza nella repressione impietosa delle rivolte.
Lo stato gioca con le vite dei civili, e solitamente, nel giogo politico, è il killer più efferato; lo stato britannico lo è senza dubbio, e comandava tramite le sue forze di polizia e di intelligence squadre di assassini per eliminare oppositori che non era altrimenti in grado di neutralizzare.
Oggi stanno agendo nello stesso ignobile modo in Iraq, Afghanistan e altrove. Uccidere gli oppositori, promuovere gli scontri settari e i conflitti, avvelenare le trattative e sguinzagliare spie e informatori è il modus operandi dello stato britannico in questa guerra.
Alcune delle nostre tragedie, però, sono anche attribuibili all’inesperienza o all’uso di tecnologia fallimentare. I Volontari dell’IRA, come la maggior parte dei combattenti impegnati in guerriglie asimmetriche, erano persone comuni un giorno e soldati il giorno seguente. Non avevamo, per allenarci, gli estesissimi mezzi che avrebbe avuto a disposizione un esercito di stato, con le sue risorse illimitate e la possibilità di agire apertamente; noi eravamo un esercito segreto, e molte lezioni le abbiamo imparate dagli errori e dall’esperienza.

F.B. Come molti veterani Repubblicani, non ti trovi più in linea con la strategia di riunificazione dell’Irlanda tenuta dai Provisionals; è stata una circostanza particolare a portarti ad iniziare a porti domande sulla validità della strada da loro scelta?

G.H. Due particolari circostanze mi hanno spinto ad accorgermi finalmente dell’inganno che Adams aveva tessuto. La prima, uno sciopero dei locali collaboratori scolastici per i salari e le condizioni lavorative, che lo Sinn Féin sostenne finché non riuscì ad ottenere la carica al ministero dell’educazione e di conseguenza la responsabilità di risolvere la questione; ma proprio allora i lavoratori in sciopero furono abbandonati e denunciati dallo Sinn Féin.
In secondo luogo, la morte, nello stesso periodo, di una delle più grandi personalità che l’umanità abbia conosciuto: Brendan Hughes.
Ho assistito allo show di Gerry Adams che sputava menzogne su Brendan Hughes per la gioia dei media, e sfruttava la sua morte per costruire la propria immagine e il proprio profilo mentre le oscure voci della sua propaganda bombardavano con vili chiacchiere e pettegolezzi la memoria e l’integrità di ‘The Dark’.
Inoltre, ho osservato come alcuni miei ex-compagni provenienti dalla mia stessa classe socio-economica sono diventati in breve tempo altamente benestanti, in grado di permettersi automobili da 60.000 sterline e numerose proprietà in giro per l’Europa, mentre le nostre aree sono rimaste i ghetti di povertà che erano durante la guerra; ogni pretesa di Socialismo è stata abbandonata da una leadership che non ha esitato a saltare nel letto di una Tigre Celtica che presto avrebbe esaurito le forze. Il fascino e gli status symbol del potere divennero, ai piani alti dello Sinn Féin, più importanti dell’utilizzare quello stesso potere per il bene del popolo. Alla fine, non aspiravano che a diventare i nuovi esponenti di una classe media attenta a mantenere inalterate le istituzioni e a collezionare premi per i suoi servigi allo stato.
Forse, l’esempio più lampante di quanto Adams e i suoi si siano ormai discostati dalle loro origini repubblicane è la loro sconcertante mancata azione per rimediare alla crisi irrisolta nella prigione di Maghaberry, dove i prigionieri Repubblicani sono vittime di brutalità e di umiliazioni in scenari che hanno troppo dei giorni più bui della Blanket Protest negli H-Blocks.

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