SINN FÉIN: “NON C’È SPAZIO PER LE ARMI NELLE NOSTRE STRADE”

Dopo il saluto militare dell’INLA a Martin McElkerney, lo Sinn Féin prende le distanze

Un video diffuso sui social media mostra un uomo dal volto coperto in camicia bianca e cravatta nera sparare una raffica di colpi in onore paramilitare per Martin McElkerney

Lo Sinn Féin ha immediatamente preso le distanze dall’accaduto, affermando: “non c’è posto per le armi nelle nostre strade”.

“Tutti i gruppi armati dovrebbero sciogliersi immediatamente”, ha dichiarato un portavoce del partito.

Martin McElkerne è morto suicida venerdì 17 maggio. Il suo corpo era stavo rinvenuto in gravissime condizioni 24 ore prima al cimitero di Milltown.

Keith Buchanan, DUP, membro del Policing Board, ha condannato i responsabili della “dimostrazione di forza”. “I paramilitari avrebbero dovuto uscire di scena molto tempo fa”, ha dichiarato.

“Chi si aggrappa alla trappola del terrorismo dovrebbe risponderne pesantemente davanti alla legge. La maggioranza della popolazione del Nord Irlanda non vuole queste cose nelle nostre strade”, ha proseguito. “La leadership Nazionalista e Repubblicana della comunità dovrà dimostrarsi all’altezza della situazione. I giorni delle parole al vento sono finiti. Lo Sinn Féin deve condannare l’accaduto”.

Ha poi aggiunto: “La polizia ha domande a cui rispondere su come stia trattando questo episodio. L’intimidazione che prende le sembianze di uomini in passamontagna che arrivano a sparare è inaccettabile”.

Il consigliere del SDLP di Belfast Brian Heading ha commentato: “Se le ultime settimane ci hanno mostrato qualcosa, è che la gente è stufa di tutto questo e non lo tollererà più.”

“Questo comportamento non ha alcun posto nella società e chi è coinvolto non ha il diritto di imporlo alle nostre comunità. Devono lasciare in pace la nostra gente”.

In un comunicato rilasciato nella mattina di martedì, la PSNI ha dichiarato di “essere a conoscenza di un video sui social media che mostra un uomo dal volto coperto sparare in aria”.

“Un’indagine è in corso per stabilire le circostanze dell’episodio”, si legge nel comunicato.

Si imputano all’INLA (Irish National Liberation Army) circa 120 omicidi durante i Troubles.

Tratto da Belfast Telegraph

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