BLOODY SUNDAY INQUIRY. ANCORA NESSUN INTERROGATORIO AI PARÀ

Sono trascorsi già quattordici mesi da quando la PSNI annunciò un’inchiesta per omicidio sulla Bloody Sunday; ma ancora nessun interrogatorio ai parà responsabili della strage

A quattordici mesi dall’agognato annuncio, la scioccante scoperta delle famiglie delle vittime: solo nelle ultime settimane sarebbero state rese disponibili le risorse destinate all’inchiesta, e solo ora dodici detective sono stati assegnati al caso.

E ancora una volta, non può esserci che amara delusione nelle parole di Kate Nash, che in quel maledetto pomeriggio perse il fratello William (allora 17enne) e vide il padre rimanere ferito nel tentativo di salvarlo. “Quest’inchiesta è solo una scappatoia. Ad essere sincera ritengo che anche la Saville Inquiry lo sia stata, perché Lord Saville aveva poteri a cui non ricorso, quando invece avrebbe potuto.

“Tutto mi porta solo a pensare che non ci sia la minima intenzione di portare a processo i soldati responsabili”.

Anche Peter Madden, l’avvocato della Madden & Finucane Solicitor che segue il caso per conto di alcune delle famiglie, ha commentato: “Qui si tratta di sospettati di omicidio. In altri casi, con prove del genere a loro carico, si sarebbe proceduto agli arresti. Ma così non è stato, e senza alcuna ragione valida. Sembra che prima debbano essere interrogati i testimoni civili, ma ci vorrà così tanto che nel frattempo i soldati potranno essere tranquilli di trovarsi senza dubbio fuori pericolo”.

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