MASSEREENE TRIAL. LA TESTIMONIANZA DEI SOLDATI

Secondo giorno del nuovo processo per la strage di Massereene, che vede Brian Shivers accusato di tentata strage e possesso di due fucili d’assalto AK

A testimoniare davanti alla Diplock Court che giudica Shivers è stato oggi Robert Marshall, superstite dell’attentato di Massereene, che ha descritto gli eventi.

“Avevamo deciso di premiarci con una pizza nel poco tempo che avevamo, una sorta di ultima cena prima di partire per l’Afghanistan. Quando siamo usciti, ho sentito un rumore che inizialmente ho scambiato per fuochi d’artificio, poi ho capito che erano spari”.

“Ho aspettato che la scarica rallentasse o si fermasse per poter tornare indietro e rientrare. Quando sono uscito di nuovo, gli attentatori erano scappati, e ho trovato Mark [Quinsey, ndr] a terra. Non rispondeva. C’era molto sangue e gli occhi… aveva gli occhi rivoltati all’indietro”.

Dopo la sua testimonianza, sono state lette le dichiarazioni di altri due soldati. Nella prima, uno dei due, che rimase ferito alla mano e alla spalla, dichiara di essere “certo di essere ancora vivo solo perché Patrick Azimkar (la seconda vittima, ndr) lo spinse a terra”.

Nella dichiarazione di Mark Fitzpatrick si legge invece che uno degli attentatori “si avvicinò e sparò due o tre colpi al suo amico mentre giaceva a terra, chiaramente godendo di quello che stava facendo”. Fitzpatrick dichiara di non essersi mai sentito “più indifeso”.

Il processo continua.

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