GARVAGHY ROAD. LA LUNGA MARCIA DELL’INFAMIA

Mentre la Loggia Orangista di Portadown marcia per la 5000 volta contro la decisione della Parades Commission di impedire l’accesso all’area nazionalista di Garvaghy Road, nel 1998, su News Letter appare l’analisi della questione di un giornalista che ha vissuto le ‘Drumcree Sunday’

di Victor Gordon – traduzione a cura di Elena Chiorino

Negli anni ’50, quand’ero adolescente e vivevo a Garvaghy Road, la ‘Drumcree Sunday’ erano una faccenda tranquilla.
All’andata, la parata iniziava all’Orange Hall di Carleton Street, scendeva lungo la nazionalista Obins Street, dove era più o meno tollerata, poi c’era il servizio alla Drumcree Parish Church e quindi tornava indietro passando per Garvaghy Road.
Quando passava davanti a casa nostra, verso l’una e un quarto di pomeriggio, uscivamo e rimanevamo a guadare.
Un salto in avanti al 1984, il primo anno in cui la parata d’andata attraverso Obins Street fu vietata. Erano gli anni di fuoco dei Troubles e Portadown si stava segregando: il primo omicidio, nel giugno 1972, era avvenuto su Garvaghy Road, e la parata era diventata una patata bollente.
Nel 1984, in luglio, una banda nazionalista richiese di marciare su una parte dell’itinerario di Drumcree, un gruppo di lealisti si riunì in un ‘incontro di preghiera’ per fermarli, e la banda si scontrò con le linee della polizia che impedivano l’accesso a Garvaghy Road. Così, con un qui-pro-quo su una mossa del RUC, Obins Street non risuonò mai più “dei tamburi e dei piedi orangisti”.
Scoppiarono violenze, ma l’itinerario di tutte le parate orangiste su Obins Street – incluse quelle della Twelfth – fu da quel momento modificato.
Con Brendan McKenna a guidare i nazionalisti, dopo l’ormai celebre “Assedio di Drumcree” si arrivò ad un punto di non ritorno nel 1997, quando le autorità cedettero e fu concesso alla parata di passare. Ian Paisley la incontrò all’inizio di Garvaghy Road, con la ben documentata “danza della vittoria” su Carleton Street.
Fu l’ultima volta che la parata marciò su Garvaghy Road. L’anno seguente scoppiò violenza estrema, ma le autorità non cedettero, e l’allora District Master Harold Gracey dichiarò che “sarebbero rimasti sulla collina finché non fosse stato loro concesso di marciare lungo l’itinerario tradizionale”.
Con il nuovo millennio c’è stata la pace, ma non è cessato il “tira e molla” su Garvaghy Road: la Parades Commission continua a vietare l’accesso alla parata, il GRRC (Garvaghy Road Residents’ Coalition) ha chiesto per anni colloqui faccia a faccia con gli orangisti, che rifiutavano, e proponeva condizioni per “una Portadown pacifica”, mentre per gli orangisti “solo la parata importa”.
Sotto il nuovo District Master, Darryl Hewitt, la fazione orangista ha accettato di intavolare trattative, il che è stato il segnale per il GRRC di adottare la posizione che fino ad allora era stata orangista e rifiutare i colloqui.
Dal 1998, ogni domenica gli orangisti marciano per protesta fino all’ingresso di Garvaghy Road, dove consegnano una lettera alla polizia che li attende: questa domenica è stata la cinquemillesima.
Intanto, la Parades Commission si dice accomodante verso i colloqui faccia a faccia, ma non ha mai messo in pratica il nobile principio, e il GRRC ha declassato Drumcree allo stadio di “punto morto”.
E lo sembra, in effetti: Unionisti e Repubblicani ora condividono il potere a Stormont, ma Drumcree è ancora una questione non risolta.
Lo sarà mai?
Tutto è possibile…

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