LOUGHINISLAND MASSACRE, LA FAMIGLIA INIZIA IL PROCEDIMENTO LEGALE

Primo passo davanti all’High Court per l’azione legale intentata contro il rapporto del Police Ombudsman dalle famiglie delle vittime della follia lealista al The Heights Bar

 “Prove non sufficienti a dimostrare collusione fra le forze di sicurezza e i paramilitari lealisti”: l’inchiesta del Police Ombudsman liquida così una questione che, invece, per le famiglie delle vittime è tutt’altro che chiusa.
Sei persone rimasero uccise sotto il fuoco dell’UVF, quando i paramilitari fecero irruzione nel bar della contea di Down e aprirono indiscriminatamente il fuoco sui clienti. Erano Barney Greene, 87 anni – una delle vittime più anziane dei Troubles –, Adrian Rogan, 34 anni, Malcolm Jenkinson, 53 anni, Daniel McCreanor, 59 anni, Patrick O’Hare, 35 anni, e Eamon Byrne, 39 anni.
Nessuno fu mai accusato formalmente per la strage, nonostante sedici arresti ad essa connessi, e dopo quasi vent’anni le famiglie cercano giustizia appellandosi all’High Court per respingere l’inchiesta di Al Hutchinson, conclusa in giugno. Il Police Ombudsman, infatti, ha sottolineato numerose falle nell’originale inchiesta del 1994, mettendo in luce mancanza di diligenza, focalizzazione e direzione, ed è la ragione per cui gli avvocati delle famiglie ora accusano di incompletezza le stesse conclusioni di Hutchinson.
Il procedimento legale, la cui udienza preliminare sarà aperta il prossimo giugno, si baserà su una revisione del rapporto da parte del Criminal Justice Inspectorate, autorizzata dal giudice.

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