ACCUSE ALLE FORZE DI SICUREZZA: “NESSUNO HA FERMATO GLI SHANKILL BUTCHERS”

A trentacinque anni dal barbaro omicidio di una delle diciannove vittime della famigerata gang UVF passata alla storia come “Shankill Butchers”, la famiglia intraprende un’azione legale contro lo Chief Constable della PSNI

“Non ci fu alcuna appropriata indagine sugli omicidi che precedettero quello di mio padre: il RUC non fece nulla per fermarli”. A parlare è Charlotte Morrissey, la cui famiglia è stata distrutta dall’assassinio di suo padre, Joseph Morrissey, una delle ultime vittime dei “macellai di Shankill”, che fu rapito il 3 febbraio 1977 mentre tornava a casa, per poi essere trovato morto qualche ora dopo in un’area lealista di North Belfast.
“Le forze di sicurezza erano evidentemente colluse con i killer lealisti” sono le accuse della figlia, sostenute dal gruppo di sostegno Relatives for Justice: “Tutti gli ‘Shankill Butchers’ erano ben noti al RUC, e si sapeva che fossero coinvolti in omicidi settari – ma mai nessuno fu arrestato o interrogato. La famiglia è convinta che questo avrebbe potuto impedire l’omicidio di Joseph Morrissey”.
Quando fu assassinato, il più giovane dei suoi figli aveva otto anni. “Diventammo noi le vittime”, aggiunge Charlotte. “La sua morte ha distrutto la nostra famiglia, ed è circondata da troppi errori istituzionali”.
E ancora accuse di collusione da parte di altre due famiglie rimaste senza giustizia: quelle di Margaret McErlean (18 anni) e Thomas Donaghy (16 anni), morti sotto il fuoco lealista quando la loro auto fu crivellata di colpi da due killer dell’UDA.
Un recente rapporto è stato pubblicato dall’Historical Enquiries Team (HET), ma senza rispondere ai dubbi che ancora tormentano le famiglie: “Quaranta minuti prima della sparatoria, la sicurezza notò un’auto sospetta parcheggiata nei pressi della fabbrica dove i ragazzi si stavano dirigendo. Chiamò il RUC, ma una pattuglia intervenne solo dopo l’attentato”, spiega Stephen McErlean. “Ecco perché riteniamo che ci fosse collusione. Avevamo sperato che l’inchiesta dell’HET gettasse un po’ di luce sulla vicenda, ma non è stato così. Sono trentasette anni che lottiamo per questo, ci sono ancora troppe domande senza risposta”.

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