OMICIDIO HEGARTY, NEL PUBLIC PROSECUTION SERVICE LE SPERANZE DELLA FAMIGLIA

Potrebbe essere processato dal Public Prosecution Service il soldato che sparò al quindicenne Daniel Hegarty a Creggan (Derry) nel 1972

Due colpi in testa uccisero Daniel Hegarty mentre tornava a casa insieme al cugino Christopher, di un anno più grande, che sopravvisse per un soffio. Era il luglio 1972, e a Derry era appena iniziata l’Operation Motorman, tentativo dell’Esercito britannico di entrare nelle “no-go-areas” imposte dall’IRA. Solo nel 2007 il Governo britannico si scusò con la famiglia del ragazzino per averlo descritto come un “terrorista”; il caso è stato riaperto quest’anno, dopo che un’inchiesta dell’HET (Historical Enquiries Team) ha definito “totalmente inadeguate e vergognose” le prime indagini svolte nel 1973 dal Royal Ulster Constabulary (RUC).
La giuria che esamina il caso ha rilevato che né Daniel né suo cugino erano armati, e che nessuno degli altri soldati “si curò di avvicinarsi ai due ragazzi feriti né per perquisirli, né per prestare soccorso”. Ora, il coroner ha chiesto al Public Prosecution Service di prendere in considerazione la possibilità di intentare un processo contro il soldato che sparò contro Daniel e Christopher Hegarty.
Secondo l’avvocato degli Hegarty, Des Doherty, si tratta di una mossa estremamente significativa: “Nella mia carriera è senza precedenti, soprattutto per quanto riguarda casi che abbiano una connotazione politica e che coinvolgano la polizia, l’esercito e i civili”. Alla famiglia non rimane che sperare.

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