MUORE GUSTY SPENCE, STORICO LEADER DEL TERRORE LEALISTA

Protagonista di tutte le fasi cruciali della storia dell’Ulster Volunteer Force (UVF), il killer settario trasformatosi negli ultimi anni in sostenitore del processo di pace, è morto in ospedale all’età di 78 anni.

di Elena Chiorino

Figlio di uno dei membri dell’originale UVF, scioltosi alla fine della Prima Guerra Mondiale, Spence fu uno dei fondatori del gruppo nuovamente formatosi nel 1966, quando dichiarò guerra all’IRA. Padrino del terrore lealista in Irlanda del Nord – prima di porsi alla guida della strategia di pace dell’UVF – Spence fu uno dei tre accusati del primo omicidio settario dei Troubles, nel quale perse la vita un ventottenne Cattolico colpito a morte da un colpo di pistola su Falls Road. Era l’11 giugno 1966.
Condannato all’ergastolo in seguito all’attentato al Malvern Arms pub di Shankill Road, risalente allo stesso mese, evase nel luglio 1972 dopo che gli erano state concesse sei ore di libertà vigilata per presenziare al matrimonio della figlia. Qualche giorno dopo rilasciò un’intervista televisiva nella quale si dichiarava a capo dell’organizzazione, e riorganizzò l’UVF in quattro mesi di latitanza, prima di essere nuovamente arrestato. Fino al dicembre 1984 – quando venne rilasciato per problemi di salute – rimase nel carcere di massima sicurezza di Maze (Long Kesh), e fu in quegli anni di prigionia che iniziò a considerare seriamente la politica, influenzando altre figure che sarebbero in seguito divenute centrali nella costruzione del processo di pace all’interno dell’organizzazione stessa. Uno di loro era David Ervine che, come leader del Progressive Unionist Party, divenne in seguito la voce pubblica dell’UVF, ed ebbe un ruolo fondamentale nel convincere il gruppo armato a dichiarare il cessate il fuoco, nell’ottobre 1994: fu Spence ad annunciarlo ufficialmente, così come fu lui a diffondere, nel 2007, una dichiarazione secondo cui tutte le armi erano state messe fuori uso.
Recentemente, aveva espresso ai familiari delle innocenti vittime dei Troubles il suo “più sincero e completo rimorso”.
Sicuramente, così come è rimasto per tutta la vita al centro delle azioni del gruppo paramilitare lealista, rimarrà uno dei protagonisti del dibattito sul passato che l’Irlanda del Nord deve decidere come affrontare.

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