MARTIN McGUINNESS DA PARAMILITARE, A UOMO POLITICO, A PRESIDENTE

Editoriale del corrispondente politico di BBC, Mark Simpson – 17 settembre 2011

Traduzione a cura di Sara Parmigiani

Martin McGuinness, candidato alla presidenziali in Irlanda, ha 40 giorni di tempo per conquistare la fiducia del popolo irlandese.

In caso di successo, l’ex comandante dell’IRA completerà un viaggio straordinario da paramilitare, a  politico, a presidente.
Egli non è il favorito nella vittoria delle elezioni che si terranno il 27 ottobre. I bookmakers irlandesi danno McGuinness, Sinn Fein, al terzo posto dietro a Michael D Higgins del Partito laburista e Gay Mitchell del Fine Gael.
Entrambi vivono nella Repubblica d’Irlanda. McGuinness invece vive nel Nord Irlanda, il chè significa che non sarà nemmeno in grado di votare per se stesso.
Tuttavia, le prospettive presidenziale dell’uomo originario del Bogside di Londonderry, vengono presi sul serio dai suoi avversari.
Un politico di Dublino appartenente ad un partito rivale, ha dichiarato: “Non lo puoi escludere. E’ un po’ come dare il Liverpool vincente della Premier League di quest’anno. Non sono i vincitori più probabili, ma sono successe cose anche più strane…” .
McGuinness, 61 anni, ha una serie di punti di forza, tra cui la ben oliata macchina elettorale dello Sinn Fein a sua disposizione.
Dopo aver ottenuto il 10% dei voti e 14 seggi al Dail, nelle recenti elezioni politiche in Irlanda, si tratta di un partito in crescita nel sud. In politica, come nello sport, è un momento importante.
È un viso immediatamente riconoscibile. McGuinness è ben noto in tutta l’Irlanda, da Letterkenny a Limerick. A differenza di alcuni dei suoi avversari, non avrà bisogno di presentazioni davanti alle porte.
Lui è un buon comunicatore e negli ultimi anni ha sviluppato un fare suscettibile

Il passato nell’IRA
Un funzionario del Nord che hanno lavorato con lui a Stormont, una volta disse: “Non importa quello che hai sentito dire di lui e quello che ha fatto, una volta che lo incontri, è difficile fermare se stessi dal volergli bene.”
Tuttavia, non tutti durante la campagna elettorale vorranno stringergli la mano, a causa del suo passato IRA. Alcuni ancora lo vedono come un uomo di guerra, non un uomo di pace.
Jim Allister, leader del Traditional Unionist Voice, lo ha bollato il “macellaio del Bogside”. Ha detto che sarebbe un bene sbarazzarsi di lui da Stormont, e che se l’Irlanda fosse “abbastanza stupida” da fare di lui il presidente, poi “la perdita della Repubblica sarebbe il guadagno dell’Ulster”.
McGuinness ha ammesso di essere stato secondo in comando dell’IRA a Derry nei primi anni ’70 ma non ha mai detto esattamente quello che faceva. Ci si può aspettare una pletora di domande sul tema nei prossimi cinque settimane.
Un titolo dell’Irish Times ha descritto la prossima campagna come ‘incendiaria’. Lo è già ricca di eventi.
E’ come se il leggendario irlandese chatshow di cui  fosse ospite Gay Byrne stesse per aggiungere un po’ di pepe alla gara, ma ha cambiato idea all’ultimo momento.
La decisione di uno dei partiti principali, Fianna Fail, di non presentare un candidato è uno dei motivi per cui acquistano possibilità le fantasie dello Sinn Fein.
Alle general elections, il Fianna Fail aveva guadagnato il 17,4% dei voti. Ora ci sono i loro 387.358 gli elettori in palio.
Sinn Fein ha guadagnato 220.661 voti nelle recenti elezioni. Per McGuinness sarà necessario acquisirne il doppio che per avere qualche possibilità di vittoria per la presidenza. Il partito è convinto di poterlo fare, portando dalla propria parte un grande fetta degli elettori del Fianna Fail.
Poi viene la parte difficile per lo Sinn Fein – trasferimenti voto.
Si tratta di una elezione proporzionale, in cui gli elettori stilano una graduatoria dei candidati in ordine di preferenza. Questo mette in gioco il trasferimento dei voti e, tradizionalmente, lo Sinn Fein non ne è amico.
McGuinness ha già cercato di allargare il suo appello dicendo che avrà un “vasto programma” e che non vuole essere visto come  candidato di un partito politico.
Tuttavia, questo è ciò che tutti i candidati diranno.
Promette di essere una gara affascinante. Il presidente uscente, Mary McAleese, proviene dal Nord Irlanda. Sarà la storia che si ripete?
Il risultato più probabile è che McGuinness farà bene alle elezioni, ma non abbastanza.
Tuttavia, molto può cambiare nel corso dei prossimi 40 giorni e  40 notti.
Sinn Fein hanno sempre lottato per ogni voto.
Alcuni sostenitori del partito hanno già creato uno slogan per la campagna – “McGuinness è un bene per voi”.

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