MASSACRO AL McGURK BAR. I FAMILIARI DELLE VITTIME MINACCIANO AZIONE LEGALE CONTRO MATT BAGGOTT
Il Chief Constable della PSNI ha ribadito l’inconsistenza di prove a sostegno dell’accusa espressa dalla relazione firmata dal Police Ombudsman, sui preconcetti che avrebbero viziato le indagini della RUC rea di aver dato per scontato la responsabilità dell’IRA nella strage del 4 dicembre 1971
di Sara Parmigiani
“Pregiudizio investigativo”, era stata l’accusa mossa da Al Hutchinson, Police Ombudsman, contro gli investigatori della RUC, nella sua relazione sul massacro al McGurk Bar avvenuto 40 anni fa a Belfast. I sospetti furono subito indirizzati contro i paramilitari repubblicani, quando in realtà i veri colpevoli furono i lealisti (Ulster Volunteer Force).
Nel corso della riunione mensile del Policing Board tenuta il 1 settembre, Matt Baggott – Chief Constable della PSNI – ha ribadito la sua convinzione che non esistano prove sufficienti a dimostrare che la RUC abbia agito con pregiudizio; affermazione che hanno suscitando le ire dei familiari delle 15 vittime della strage.
“Sono molto arrabbiato. Tutto questo sta andando avanti da 40 anni, la verità deve essere raccontata. E sarà la verità a renderci liberi e ci permetterà di meglio costruire un futuro per i nostri cari”, ha dichiarato Pat Irvine, rimasto orfano di madre quel 4 dicembre 1971.
Rivelando l’intenzione dei familiari di discutere di un’azione contro il n. 1 del Police Service of Northern Ireland, Irvine ha tuonato: “Abbiamo intenzione di portare Matt Baggott in tribunale”.