OMAGH. VIA LIBERA ALL’AZIONE RISARCITORIA DI LAURENCE RUSH CONTRO LA POLIZIA E IL GOVERNO

Citati in giudizio il Capo della Polizia nordirlandese e il Segretario di Stato

Inversione di marcia della High Court sulla richiesta di citazione in giudizio, avanzata da Laurence Rush, contro Capo della Polizia e il Segretario di Stato nordirlandesi, per il loro fallimento nell’individuazione e nell’arresto dei membri del Real IRA responsabili della strage di Omagh del 16 agosto 1998, in occasione della quale trovarono la morte 29 civili tra cui donne e bambini.
Una richiesta di risarcimento, quella di Rush – rimasto vedovo di Elizabeth quel 16 agosto 1998 – che fa leva sul mancato utilizzo da parte delle forze di polizia, di informazioni relative alla pianificazione dell’attentato e per aver omesso di attuare sufficienti procedure di evacuazione.
Una richiesta che solo lo scorso mese di maggio, era stata dichiarata insostenibile e senza le probabilità di successo.
Si resta ora in attesa, che il giudice Gillen metta per iscritto le ragioni della propria decisione, che dovrebbe essere riconducibile al dovere di diligenza della polizia, nel corso dello svolgimento delle sue funzioni di indagine, controllo e prevenzione dell’incidenza del crimine.
Il principio fondamentale stabilito nel condurre i casi è che, in generale, i funzionari debbano essere immuni dal contenzioso per le attività di indagine sui crimini presunti.
Ma gli avvocati di Rush, guidati da Michael Mansfield, mirano a chiedere una eccezione a causa delle informazioni che le forze di polizia avevano a disposizione e della gravità dell’attentato.
David Ringland ha dichiarato: “Il fatto che più di una persona sia morta, o avrebbe potuto morire e che (presumibilmente) non sarebbe successo se ci fosse stata una qualche forma di intervento tempestivo non ha niente a che fare con la legge così come se vi sia un un’eccezione o no al principio di base “.
Laurence Rush non ha potuto partecipare per motivi di salute al’udienza di accoglimento del ricorso. Le parole pronunciate dal giudice Gillen sono state accolte con un ‘Grazie’, pronunciato dall’avvocato Mansfield.

Omagh bomb: Decision reversed in Laurence Rush case (BBC News Northern Ireland)
A High Court judge has reversed the decision to throw out a damages claim brought by the husband of one of the Omagh bomb victims.
Laurence Rush’s wife Elizabeth was among 29 people killed in the atrocity.
The ruling allows him to proceed with his action for damages against the police and government.
He sued the NI Chief Constable and Secretary of State for failures in the apprehension, detection and arrest of the Real IRA men responsible.
He also claimed for loss and damages, alleging that police failed to act upon information received on the August 1998 bomb plot, and did not give adequate warnings or implement sufficient evacuation procedures.
His case appeared to have failed last May when a High Court master granted an application by the defendants to strike it out on the basis that it disclosed no reasonable cause of action, or that it was “frivolous or vexatious”.
It was held that the claim was unsustainable and without the potential for success.
However, Mr Rush’s lawyers appealed that decision, instructing high-profile barrister Michael Mansfield to lead their challenge.
In the event the judge did not require to hear from Mr Mansfield before deciding that the case should go to trial.
Mr Justice Gillen is expected to give written reasons for his decision in due course.
The case centres on the duty of care owed by the police, in the course of carrying out its functions of investigating, controlling and preventing the incidence of crime.
The core principle established in leading cases is that, in general, officers should be immune from litigation for activities in investigating suspected crimes.
Counsel for the defendants pointed out that Mr Rush’s lawyers were seeking to make it an exception because of the alleged information available to police and the scale of the bomb.
David Ringland said: “The fact that more than one person did die or could have died and that (allegedly) wouldn’t have happened if there had been some form of intervention beforehand had nothing to do with the law as to whether there is an exception or not to the core principle.”
However, Mr Justice Gillen upheld the appeal, prompting Mr Mansfield’s only submission when he said to the judge: “Thank you.”
Mr Rush did not attend the hearing due to ill health.
Outside the court, his solicitor Des Doherty said the case “potentially had ramifications for quite a number of cases in the north of Ireland involving the security forces.”

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