SAORADH RICORDA BOBBY SANDS NELL’ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE

La redazione di The Five Demands vuole dare il proprio contributo al ricordo di Bobby Sands, nel giorno del trentottesimo anniversario della sua morte, pubblicando la dichiarazione di Saoradh 

Oggi, 5 maggio, tutti nella Junior McDaid House ricordano con immenso onore e orgoglio la vita, la memoria e il sacrificio del volontario dell’IRA, Bobby Sands.
38 anni fa, il mondo si è dovuto svegliare con la notizia che il soldato dell’IRA, il poeta rivoluzionario e combattente per la libertà, Bobby Sands, morì dopo 66 giorni agonizzanti senza mangiare.

Bobby iniziò il suo sciopero della fame fino a morire, il 1° marzo, in protesta contro le condizioni e l’ambiente in cui i prigionieri di guerra repubblicani irlandesi venivano tenuti reclusi dalla Gran Bretagna.
Uno sciopero della fame dell’anno precedente aveva in qualche modo attenuato lo spirito dei prigionieri poiché fu sabotato da false promesse e dall’intransigenza britannica.

Bobby Sands credeva che questa volta sarebbe stato diverso. Nessun accordo collaterale, nessuna falsa promessa. Appellò il primo ministro britannico, Margaret Thatcher il bluff.
Bobby Sands descriveva se stesso come “… solamente un ragazzo della classe operaia di un ghetto nazionalista… ma è la repressione che plasma lo spirito rivoluzionario della libertà”.

Bobby e i suoi compagni, detenuti negli “H Blocks” di nuova costruzione, sapevano che nel 1976 la politica di criminalizzazione britannica era in pieno fermento.
Sembrava che un nuovo carcere potesse significare nuove regole. Ma Bobby Sands e tutti i repubblicani incarcerati in quel periodo continuavano a considerarsi prigionieri di guerra o prigionieri politici che chiedevano lo status politico.

Le 5 richieste negate che hanno portato a Hunger Strike erano:

  1. Il diritto di non indossare un’uniforme carceraria
  2. Il diritto a non svolgere lavoro carcerario
  3. Il diritto alla libera associazione con altri detenuti
  4. Il diritto di organizzare le proprie attività educative e ricreative
  5. Il diritto a una visita, una lettera e un pacco a settimana

Queste richieste furono categoricamente respinte da Margaret Thatcher.

Così iniziò lo sciopero della fame.

Bobby Sands tenne un diario per i primi 17 giorni del suo sciopero della fame, che scrisse segretamente su piccoli pezzi di carta igienica. In esso documenta il vile modo in cui veniva trattato dai secondini della prigione che gli mettevano davanti grosse porzioni di cibo, le perquisizioni corporali, la tortura e il degrado.
Il sostegno a Bobby Sands e ai suoi 9 compagni repubblicani crebbe in tutto il mondo. Il suo era ormai un nome familiare ed è ancora oggi un sinonimo di rivoluzione e sacrificio.

Audio della CBS del 25 Aprile 1981

Noi della Junior McDaid House crediamo che, come negli anni ’80, la lotta repubblicana irlandese per la libertà non possa mai essere criminalizzata, tantomeno da alcuna delle sfaccettature dell’establishment britannico o da coloro che lo sostengono o con esso cooperano.

Ricordiamo con grande orgoglio Bobby Sands, l’uomo, il soldato, il poeta, visionario e rivoluzionario. Crediamo profondamente che lui e i suoi 9 coraggiosi compagni, che digiunarono fino alla morte per i loro simili, fossero persone eccezionali e straordinarie nel far fronte alle avversità guardandole in faccia e combattendole.

Oggi rendiamo omaggio al volontario dell’IRA Bobby Sands, morto il 5 maggio 1981 per i suoi compagni d’armi e per la causa della libertà irlandese.

Cogliamo anche questa opportunità per inviare solidarietà rivoluzionaria ai nostri compagni in Palestina, che in questo momento stanno sopportando orribili attacchi e una tirannia estenuante imposta dal sionista Israele. Ammiriamo i prigionieri palestinesi, la loro perseveranza e li incoraggiamo a continuare la loro resistenza contro un oppressore così malvagio e crudele come Israele.

Palestina – La tua lotta è la nostra lotta!

“It lights the dark of this prison cell,
It thunders forth its might,
It is ‘the undauntable thought’, my friend,
The thought that says ‘I’m right!’”

– Bobby Sands

Fuair sé bás ar son saoirse na hÉireann

Tratta da Junior McDaid House

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