INTERCOMM: DALL’UMILTÀ DEGLI INIZI AL RICONOSCIMENTO GLOBALE PER IL PEACE-BUILDING

Formatosi nel 1995, le origini di Intercomm, ente benefico per la pace di North Belfast, sono a dir poco affascinanti.
Da un lato c’è Liam Maskey, un ex-internato repubblicano che lavora in aree nazionaliste e repubblicane; dall’altra parte c’è Billy Mitchell, un fedelissimo lealista con un background nel PUP che ha trascorso diciassette anni in prigione per attività associate all’UVF.
I due si trovavano sui lati opposti della barricata in un momento in cui il processo di pace e il Good Friday Agreement erano ancora lontani, ma stavano facendo la stessa cosa: gestivano due organizzazioni al servizio della comunità.
Fu quando Maskey e Mitchell si conobbero che nacque l’Intercomm (abbreviazione di Inter-Community).
“I due hanno stretto un rapporto”, ha spiegato Conor Maskey, attuale direttore operativo di Intercomm.
“All’epoca, era abbastanza unico in sé. Si sono resi conto che le loro due organizzazioni erano coinvolte in progetti simili e hanno accettato di unire il loro lavoro e aiutare così ex combattenti ed ex detenuti di entrambi gli schieramenti, che lavoravano insieme”.
“Inizialmente si concentrarono sul lavoro e su altre questioni che riguardavano le aree della working class”, ha continuato Maskey.
“Hanno iniziato un lavoro sul campo, per aiutare il peace-building”.
“Liam ha sempre detto che era un progetto, non c’era nulla di scritto su come realizzare questo lavoro di peace-building”, ha però precisato Maskey.
Dalle sue origini, Intercomm è cresciuta fino a diventare un modello di peace-building a livello globale. Tutto il suo lavoro è divenuto modello di peace-building in Sud Africa, Nepal, Sud Sudan e Israele / Palestina. Intercomm ha persino consegnato un programma ai cadetti dell’esercito americano compilato trascrivendo alcune delle lezioni apprese nelle strade di Belfast.
Ora Intercomm sta affrontando difficoltà economiche. “Stavamo impiegando circa diciotto persone e consegnando un numero altissimo di programmi. Ora siamo tornati ai numeri simili di quando abbiamo iniziato a causa di problemi relativi ai finanziamenti “, ha spiegato Conor.
“Al momento, impieghiamo cinque persone. Stiamo ancora lavorando a progetti enormi e ottenendo risultati simili a quelli passati.
“Attualmente il nostro lavoro include un programma strategico di buone relazioni a North Belfast che è nato dalla disputa di Holy Cross nel 2001. Diretto da OFM / DFM, il programma viene consegnato ogni anno a livello locale. Gestiamo anche vari programmi per garantire che le persone comprendano le identità culturali diverse e progetti di storia condivisa.
“La sicurezza della comunità è in prima linea in gran parte del nostro lavoro a North Belfast. Abbiamo incoraggiato l’impegno con un punto di vista critico e moderno, sia dalla prospettiva repubblicana che lealista.
E ha ancora aggiunto: “Uno dei nostri lavori più recenti è stato con l’associazione benefica 174 Trust al Duncairn Center.
“Il nostro lavoro per aiutare nella peace-building ha incluso anche mezzi come l’arte e la musica”.
Per quanto riguarda il futuro di Intercomm e il suo importante lavoro di peace-building, Conor è consapevole che c’è del lavoro da fare per garantire che gli anni di duro lavoro svolto fino ad oggi non cadano nel vuoto.
“La società non deve distogliere lo sguardo. C’era un tempo in cui non c’erano incidenti tra le due comunità. Appena il governo britannico e quello irlandese distolgono lo sguardo dal processo di pace, i problemi possono ricominciare.
“Non possiamo distogliere gli occhi dalle comunità, perché potrebbe diventare molto pericoloso se lo facessimo”, è il suo avvertimento.
“Nove anni fa, i dipendenti di Intercomm rimasero in strada per risolvere problemi per 66 notti di seguito. Non penso che siamo a quel punto ora.
“Non abbiamo avuto grossi problemi nelle nostre comunità. Alcune delle dispute non sono scomparse completamente, ma è sempre un lavoro in corso d’opera.
“C’è stato un processo tangibile e significativo nel complesso.
“Per quanto riguarda Intercomm come organizzazione, vogliamo espandere il nostro servizio e lavorare in aree come Larne, Carrickfergus e Portadown.
“Faremo più podcast che è un modo innovativo per coinvolgere e raggiungere più persone.
“Vogliamo continuare a cambiare la comunità in meglio”, ha concluso Maskey.

Tratto da Belfast Media Group

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