BIRMINGHAM PUB BOMBINGS. I FAMILIARI MINACCIANO DI BOICOTTARE LA NUOVA INCHIESTA

I parenti delle vittime degli attentati ai pubs di Birmingham hanno minacciato di boicottare l’inizio di una nuova inchiesta sugli attentati dell’IRA

Il 25 febbraio si terrà una nuova udienza sulle atrocità del 21 novembre 1974 (Birmingham pub bombings), in cui rimasero uccise 21 persone e ferite altre 220.

Le famiglie sostengono che la decisione di non assegnare loro sufficienti fondi di assistenza legale, al fine di essere rappresentati adeguatamente dagli avvocati, significa che rimarranno con più domande di quante ne avessero all’inizio.

Julie Hambleton (55 anni), sorella di una delle vittime, la diciottenne Maxine Hambleton, ha dichiarato al quotidiano The Observer: “C’è qualcosa che non va seriamente, è assolutamente oltraggioso, dovremmo avere un sistema giudiziario da far invidia al mondo, ma resteremo con più domande di quante ne avevamo all’inizio.”

Si è detta anche “incredula” che nessuna forza di polizia o dipartimento del governo e nessun servizio di intelligence militare, abbiano affermato di essere in possesso materiale rilevante ai fini dell’inchiesta.

Secondo quanto riferito da The Observer, sono scomparse anche due cartelle contenenti informazioni sensibili provenienti dai servizi di sicurezza,  dal GCHQ e dall’intelligence governativa.

Le famiglie sono rappresentate dallo studio legale KRW Law di Belfast. È stato assegnato loro, solo un decimo del patrocinio richiesto per rappresentare le famiglie.
Christopher Stanley, del KRW,  ha dichiarato a The Observer che le famiglie sono preoccupate dell’integrità dell’inchiesta.
“Potremmo andarcene, potremmo boicottarla, abbiamo discusso della possibilità di riufiutarci di proseguire, perché dobbiamo agire nel migliore interesse dei nostri clienti”, ha affermato

Un’opzione per le famiglie, se decidessero di boicottare l’inchiesta, sarebbe quella di portare avanti un’indagine condotta dai giudici , sulla falsariga dell’inchiesta condotta nel 2011 da Sir William Gage sulla morte di Baha Mousa, morto nell’esercito britannico in Iraq.

L’inchiesta, che durerà cinque settimane, non affronterà la questione su chi abbia piazzato le bombe, né si occuperà del fatto che ci sia stato un preavviso da una qualsiasi delle spie britanniche all’interno dei ranghi dell’IRA.
Si concentrerà invece sulla natura degli avvertimenti forniti dall’IRA e la risposta ad essi da parte dei servizi di sicurezza.

I responsabili degli attacchi non sono mai stati perseguiti e l’inchiesta originaria, risalente al 1974, fu rinviata per consentire l’indagine criminale, ma non è mai stata riaperta.

I Birmingham Six furono incarcerati per omicidio e scontarono 17 anni di galera, prima che le loro condanne fossero annullate.

Notizia tratta da Belfast Telegraph

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