LA PSNI “NON RIVELÒ INFORMAZIONI RILEVANTI” SU ALCUNE STRAGI LEALISTE

La PSNI non rivelò al Police Ombudsman “informazioni vitali” su alcune stragi lealiste. Il Police Ombudsman Michael Maguire ha contattato il Ministero della Giustizia perché venga attuata una revisione di come la PSNI rivela le informazioni. Relatives for Justice: “Dovrebbe essere segnalata come questione urgente”

Le immediate scuse della PSNI, che dichiara “di non avere, semplicemente, le risorse sufficienti per affrontare i Troubles”, non accontentano le famiglie delle trenta vittime dell’UFF (Ulster Freedom Fighters, nome di copertura per l’UDA) interessate dalla vicenda, né migliora l’immagine che i giovani Repubblicani hanno della PSNI.

L’Ombudsman avrà, ha garantito la PSNI, accesso completo e incondizionato” all’impianto della PSNI.

L’ufficio di Maguire ha dichiarato che il materiale appena scoperto apre nuove piste nell’indagine sulla sparatoria di Ormeau Road, dove persero la vita cinque persone, così come in altre attività dei paramilitari lealisti nel nord est fra il 1988 e il 1994, incluso l’omicidio di un adolescente, Damien Walsh, in un deposito di carbone nel 1993.

“La polizia non ha nascosto apposta le informazioni”, ha dichiarato il vice direttore della PSNI Stephen Martin. “L’errore è apparso evidente quando un ricercatore le ha trovate mentre si preparava per una serie di cause civili”, ha spiegato.

“Da parte dell’intero corpo di polizia, voglio scusarmi profondamente e sinceramente con le famiglie coinvolte”, sono state le scuse ufficiali.

Ha poi spiegato come le attrezzature di cui la PSNI dispone non siano assolutamente al passo coi tempi: “Abbiamo sistemi senza l’opzione ‘ricerca’, sistemi che non comunicano l’uno con l’altro”, ha ammesso, aggiungendo che le risorse non bastano per la mole immensa di dati riguardanti i Troubles, e ha dichiarato: “Nel 2014 abbiamo promesso una Historic Investigation Unit. Ancora non ce l’abbiamo. Io dico quando è abbastanza, è abbastanza”, sono state le sue parole quando ha garantito pieno accesso all’Ombudsman – passo da molto atteso.

Conscio del “danno arrecato alla fiducia delle persone nell’istituzione”, Martin ha voluto parlare alla stampa ancor prima che le informazioni fossero di dominio pubblico.

“La condivisione di informazioni con l’Ombudsman è una routine, è un mio rimorso che stavolta non sia stato fatto”, ha aggiunto.

Ha preso la parola anche Gerry Kelly, MLA dello Sinn Féin, dichiarando che le famiglie meritano la verità.

Tuttavia, le trenta famiglie che hanno perso i propri cari per mano dell’UFF restano scettiche.

Fionnbharra O’Hagan aveva solo cinque anni quando il padre Bernard, un consigliere dello Sinn Féin, fu freddato dall’UFF davanti al Magherafelt College, dove insegnava, nel 1991. Da pochi giorni gli era stato comunicato che un dossier su di lui compilato dall’Esercito era “caduto in mani lealiste”.

Gli O’Hagans hanno sempre mosso accuse di collusione. Nessuno fu mai arrestato, e la famiglia ha raccontato che sebbene molti studenti e membri dello staff abbiano visto la sparatoria, all’inchiesta erano presenti solo in due.

Fionnbarra O’Hagan ha dichiarato che nella sua visione storica della polizia “non c’era trasparenza ora, come allora”.

Fonti: Go Q Radio, Belfast Telegraph, Belfast Telegraph

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