LA RUC “NON AVVERTÌ DI UNA BOMBA DELL’IRA”. EX AGENTI FANNO RICORSO

Ex agenti della RUC che vogliono veder decadere le accuse hanno passato la prima fase del processo

Quella che è passata alla storia come “Good Samaritan bomb”, fatta esplodere dall’IRA nel 1988 in una casa di Creggan (Derry), uccise tre civili: Eugene Dalton, 54 anni, Sheila Lewis, 68 anni, e il 57enne Gerard Curran, morto pochi mesi dopo l’esplosione.

L’obiettivo dell’IRA, come ammise in seguito l’organizzazione, erano i soldati britannici.

Il caso era scoppiato due decenni dopo, quando la famiglia di Eugene Dalton si rivolse al Police Ombudsman per avere giustizia: secondo i familiari della vittima, infatti, la RUC sarebbe stata a conoscenza della bomba, ma non avrebbe fatto nulla per avvertire gli abitanti dell’area, violando quindi il secondo articolo della Convenzione Europea dei Diritti Umani, che garantisce il diritto alla vita. Il Police Ombudsman confermò le accuse nel luglio scorso, provocando una tempesta.

In risposta, infatti, ex agenti della RUC ora in pensione hanno intentato un ricorso contro i risultati dell’inchiesta, per vederli annullati, e il giudice oggi ha concesso il permesso di iniziare una revisione giudiziaria.

Secondo i legali della Northern Ireland Retired Police Officers Association, l’Ombudsman non avrebbe tenuto conto di questioni chiave legate all’intelligence del tempo, né avrebbe concesso agli agenti di rilasciare commenti.

Inoltre, sostengono che fare riferimento all’articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti Umani non rientri nei poteri dell’Ombudsman.

Il caso proseguirà ora con due udienze a giugno, quando a prendere la parola saranno i legali del Police Ombudsman.

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