STRAGE DI CLAUDY: SOSPETTI DI INSABBIAMENTO

All’emergere di scottanti nuove prove, appello alla PSNI: “Vengano riaperte le indagini”

Lo scorso mese, la polizia aveva sospeso l’inchiesta spiegando alle famiglie che sarebbe stata riaperta solo se fossero emersi nuovi elementi: il momento sembra essere giunto.

In una scottante rivelazione, che fa addensare una nube di dubbi su un possibile insabbiamento, l’ex attivista per i diritti civili Ivan Cooper ha dichiarato al Sunday Life che poco tempo dopo la strage uno dei responsabili avesse ceduto, confessandogli tutto.

Secondo Cooper, il reo confesso gli avrebbe addirittura fatto i nomi di quattro dei responsabili – due dei quali vivono ancora nella Contea di Derry – che avrebbe a sua volta riportato nel reportage del giornale.

Il 31 luglio 1972, un’autobomba dell’IRA esplose senza preavviso nella cittadina della Contea di Derry: 9 le vittime, tra cui donne e una bambina di otto anni, Kathryn Eakin.

Il consigliere TUV di Ballymoney, William Blair, ha annunciato che in settimana incontrerà un detective di alto rango della PSNI per chiedere un’immediata riapertura delle indagini alla luce dei nuovi sviluppi.

“Se non verrà fatto, le famiglie considereranno la scelta una conferma del fatto che sia in atto un’enorme operazione di insabbiamento”, ha voluto sottolineare.

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