SONO CATTOLICI I “MENO PRIVILEGIATI” NELLE CARCERI DEL NORD

Un sondaggio condotto dalla Criminal Justice Inspection ha rivelato che l’80% delle guardie carcerarie è protestante e che i prigionieri cattolici godono di un trattamento “meno favorevole”

Prison Service severamente criticato nel rapporto stilata dalla Criminal Justice Inspection, per il fallimento nell’obbligo legale di garantire l’uguaglianza e la tutela dei diritti umani.
“Negli scorsi anni abbiamo avuto un numero proporzionalmente più alto di Cattolici arrestati, in particolare in regime di custodia cautelare, quindi diventa inevitabile una sproporzione nei trattamento”, ha dichiarato Robin Masefield – direttore del Prison Service – che sottolinea come non possa aver alcun controllo sul credo religioso di ogni detenuto.
La maggior parte degli istituti penitenziari in Irlanda del Nord sono state storicamente protestanti, ma il 25% – 30% delle domande per un posto di lavoro all’interno servizio penitenziario, provengono da cattolici. Una percentuale che Masefield contava di portare al 35% entro il 2011, “non è alta come nella polizia, ma un passo nella giusta direzione”.
“Gli ispettori scoperto che i prigionieri cattolici hanno ricevuto un numero inferiore di privilegi rispetto ai protestanti e la relazione invita il servizio carcerario ad indagare sul perchè questo accada”, ha rivelato Vincent Kearney, corrispondente degli Affari Interni per BBc.
“Ma gli ispettori criticano anche le altre agenzie per non aver rispettato il loro obbligo legale di raccogliere e monitorare correttamente le informazioni di uguaglianza”.
Gli autori del rapporto ha detto che non c’era abbastanza informazioni su come il sistema di giustizia penale tratta imputati, vittime o testimoni.
“Il rapporto sottolinea l’importanza di raccogliere informazioni tempestive, pertinenti e completi”, sottolinea Michael Maguire – Ispettore Capo della Criminal Justice in Northern Ireland – perchè “c’è una domanda a cui rispondere, sul perché la religione di un prigioniero possa avere un impatto sul regime che affronta all’interno del Prison Service”.
Privilegi concessi ai detenuti includono l’accesso al telefono, al tv e il diritto di associazione con altri detenuti.
Monica Fitzpatrick, consigliere del ramo equità del Prison Service, ha detto ,pur non contestando i dati contenuti nel rapporto, che la percentuale di prigionieri di diversa estrazione religiosa è stata costantemente fluttuante.
“La cosa importante è che il controllo della parità di trattamento non prendono i dati grezzi senza tener conto del contesto, traendo conclusioni da questo”.

One comment

  • Riccardo Rinaldi

    E ci voleva una commissione?
    Il “passo nella giusta direzione” è ch etutte le persone per bene – cattoliche e protestanti – si rifiutino di avere a che fare con questo stato fantoccio.

    "Mi piace"

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