ED MOLONEY CRITICA IL BOSTON COLLEGE PER AVER CEDUTO ALLE PRESSIONI DELLA PSNI

Ed Moloney, autore del libro “Voices from the Grave”, esprime tutta la sua delusione per la decisione del Boston College di non ricorrere in appello contro l’istanza che lo ha obbligato a consegnare le registrazioni delle interviste rilasciate da ex membri dell’IRA (tra cui Dolours Price) in qualche modo riconducibili all’assassinio di Jean McConville. Intanto il lealista William ‘Plum’ Smith intenta un’azione legale per ottenere la restituzione delle proprie interviste

L’autore e ricercatore Ed Moloney ha espresso profonda delusione per la decisione del Boston College di cedere al volere della PSNI, nell’ambito della battaglia legale avviata dalla polizia per ottenere tutte le interviste ad ex membri dell’IRA ed esponenti lealisti, che  possano fornire informazioni sull’omicidio di Jean McConville. Proprio le dichiarazione di Brendan Hughes contenute nel libro “Voices from the Grave”, asserivano l’implicazione di Gerry Adams nel rapimento e omicidio della donna, madre di 10 figli.
Ed Moloney ha sottolineato come coloro che avevano deciso di affidare le proprie memorie legate ai Troubles al Boston College, siano ora molto allarmati per le conseguenze che la rivelazione delle proprie confidenze, potrebbero causare.
“Li stiamo rassicurando del fatto che non esiste nessuna intenzione da parte nostra di sposare l’azione penale intentata dalla PSNI, o di nasconderci dietro ad essa; dovranno andare a bussare alla porta di altri, perché non otterranno alcuna soddisfazione da noi”.
“La nostra collaborazione con le autorità sarà inesistente e pari zero”, ha aggiunto.
Moloney respinge con fermezza l’accusa a lui indirizza, motivata dal fatto che sarebbe stato proprio il suo libro “Voices from the Grave” ad innescare il procedimento legale intrapreso dalla PSNI.
“E’ stato il culmine di una promessa da noi fatta a Brendan Hughes, con cui ci impegnavamo a rendere pubbliche le sue interviste subito dopo la sua morte”.
“A mio parere non è stato questo ad innescare il procedimento legale, si trattava di qualcosa di completamente diverso, un altro evento che coinvolge altri quotidiani, ma ne parleremo in un altro momento” ha detto.
“A questo punto, siamo intenti a convogliare tutte le nostre energie nella battaglia legale, abbiamo alcuni ottimi avvocati che ci stanno lavorando sopra.”
Le affermazioni di Ed Moloney hanno scatenato gli unionisti. Ian Paisley (DUP) ha dichiarato: “Dobbiamo ricordare ciò che comporta il rifiuto di informazioni relative al terrorismo. Questi sono crimini di natura più seria”.
Sulla stessa linea d’onda Basil McCrea (UUP) “Se dobbiamo affrontare il passato per chiarire il percorso verso il futuro, allora il materiale contenuto negli archivi del Boston College è estremamente rilevante e non fa parte di qualche esercizio astratto, storico o accademico e diversi flussi implicazioni da questo”, ha detto.
“Potrebbero esserci gravi conseguenze per alcuni individui, per chi era in realtà un membro di quale delle organizzazioni terroristiche, che ruolo hanno giocato, chi ha dato ordini e a cosa si riferivano quegli ordini”.
“Non ho alcun dubbio che la PSNI sarà estremamente interessata alle informazioni contenute nell’archivio del Boston College.”
E’ stata rivelata la notizia dell’azione legale intrapresa da William ‘Plum’ Smith (originario di Shankill Road) per ottenere la restituzione delle proprie memorie affidate agli archivi del Boston College. Smith, che aveva presieduto  la conferenza stampa con la quale nel 1994 era stato annunciato il cessate il fuoco lealista, ha dichiarato: “Non sono preoccupato per il contenuto”.
“Sono preoccupato per il principio”.
“Ho chiesto la restituizione dei nastri, perché il Boston College non può garantire i presupposti sulle quali sono state concesse le interviste.”
Winston ‘Winkie’ Rea – leader del Red Hand Commando che giocò un ruolo fondamentale nelle decisioni riguardanti il ceasefire lealista e la decommissioning – pare propenso a seguire la strada di Smith: “Se dovesse vincere il banco di prova, si trasformerebbe in un effetto domino per gli altri che desiderano avere il loro materiale restituito”.

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One comment

  • Riccrdo Rinaldi

    Da quando in qua un giornalista è obbligato a rivelare fonti e materiale alla polizia?
    New name, same aim… mi sto convincendo che è proprio vero!

    "Mi piace"

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