DAL CARCERE ALLA POLITICA

Il deputato di Sinn Féin Raymond McCartney parla della decisione di unirsi alle file dell’IRA dopo il Bloody Sunday, dei 19 anni di prigionia passati a Long Kesh e dell’emozione quando arrivò l’assoluzione oltre 20 anni più tardi

Raymond McCartney ha passato 19 anni nel carcere di Long Kesh. Nel 1980 rimase in sciopero della fame per 53 giorni e guardò i suoi compagni morire durante la protesta del 1981, ma nonostante tutto questo, è resistito e oggi si ritiene un uomo fortunato.
“Mia madre e mio padre sono ancora vivi, mio fratello e le mie sorelle sono tutti qui e ho una fantastica moglie e un ottimo figlio – sono un uomo molto fortunato”, afferma felice Raymond.
McCartney è deputato di Sinn Féin per il distretto di Foyle (Derry) dal 2003, quando subentrò dopo le dimissioni di Mary Nelis.
“Devo molto a Mary”, dice Raymond. “Potrà anche sembrare una donna minuta, ma posso assicurare che quando ha lasciato il posto ha lasciato un vuoto molto grande da riempire”.
Raymond è nato nel novembre 1954 al 37 di Orchard Row, a Derry. I suoi genitori sono Liam e Bestie McCartney, ha cinque fratelli e due sorelle.
“Ho tanti bei ricordi della mia infanzia a Orchard Row. Era una comunità variegata e passavamo intere estati a giocare a calcio e cricket – erano bei tempi”.
Raymond frequentòla LongTowerPrimary School, e poi le superiori al St Columb’s College: “Mi divertivo a scuola ma con quello che stava succedendo intorno a me era difficile concentrarmi sulla mia educazione.
“Il Bloody Sunday ha cambiato per sempre il mio modo di pensare. Quel giorno, idealismo e speranza si scontrarono con forza e violenza, e i primi due furono persi per strada. Così sono entrato nell’IRA nel1972”.
I sentimenti nazionalisti erano comuni nella famiglia McCartney. Il nonno materno di Raymond, James Gallagher, fu un membro della Catholic Register Association e venne imprigionato negli anni ’20.
“Fino [allo scoppio] dei Troubles non dichiaravo apertamente le mie idee politiche. I miei genitori avrebbero appoggiato Eddie McAteer ma, per me, tutto cambiò con il Bloody Sunday”.
Raymond, come molti altri della sua generazione, si unì all’IRA poco dopo il Bloody Sunday. Fu arrestato per la prima volta nel 1972 e, pochi mesi dopo, venne spedito a Long Kesh.
Venne internato per 18 mesi e nel gennaio del 1977 lui e il suo compagno Eamonn MacDermott, anch’egli di Derry, furono arrestati e accusati dell’omicidio dell’ufficiale RUC Patrick McNulty. La condanna arrivò nel 1979 e, da allora, Raymond sarebbe rimasto in cella fino al maggio del 1994.
“Eamonn ed io fummo portati alla stazione di polizia di Castlereagh, dove ci picchiarono e fabbricarono le prove [del delitto]. Entrambi fummo condannati all’ergastolo”.
Raymond si unì subito ad altri prigionieri dell’IRA del blocco H nel 1977 e partecipò alla cosiddetta “Blanket Protest” (protesta delle coperte, ndr). Dopo il fallimento delle trattative per ottenere lo status di prigionieri politici, egli si offrì volontario per lo sciopero della fame.
Un primo progetto prevedeva che la protesta dei carcerati coincidesse con la visita di Papa Giovanni Paolo II in Irlanda, nel 1979, ma l’Army Council dell’IRA decise poi di rimandarla fino all’anno successivo.
“Io ero nel blocco 5 [H5] allora”, ricorda Raymond. “Decidere di prendere parte ad uno sciopero della fame è stata una delle cose più surreali a cui mi sia mai capitato di pensare.
“Dovevo farmi un bell’esame di coscienza perché quello che volevamo dire era, in sostanza, che eravamo pronti a morire per ottenere lo status di POW.
“Ho fatto sapere a Brendan Hughes della mia volontà di partecipare, e più tardi ricevetti una comunicazione scritta sul retro di una cartina di sigaretta che diceva che ero stato scelto”.
Raymond era uno dei sette uomini che iniziarono lo sciopero della fame il 27 ottobre1980. Inseguito alle successive azioni del governo britannico, che sembravano in buona fede, il leader dei carcerati Hughes decise di fermare la protesta.
Il governo britannico però rinnegò il compromesso, e i prigionieri repubblicani chiesero un altro sciopero della fame da compiersi nel 1981.
“Lo sciopero del1980 miinsegnò che niente è firmato, sigillato e consegnato se non puoi vedere i termini dell’accordo davanti a te.
“Noi agimmo in buona fede e fu il voltafaccia del governo britannico che portò allo sciopero del1981”.
Dieci uomini provenienti da IRA e INLA morirono durante la protesta del 1981. Raymond era legato sia a Bobby Sands, il primo a morire, sia a Kieran Doherty e Joe McDonnell. Egli afferma che la morte di quegli uomini avvicinò molto i prigionieri repubblicani ad ottenere lo status politico.
“Fu molto duro guardare amici come Bobby, Kieran e Joe che stavano passando tutto quel dolore, ma se non fosse stato per il loro sacrificio i prigionieri repubblicani non avrebbero ottenuto quello che ottennero.
“C’era un grande senso di insieme all’interno di Long Kesh, che mi ha insegnato cosa si può ottenere se tutti lavorassimo insieme. C’erano sempre alcuni che non erano d’accordo in linea di principio, ma c’era sempre anche un grande senso di fratellanza”.
Nel corso degli anni che portarono poi al suo rilascio, Raymond uscì due volte all’anno in libertà vigilata, rimanendo meravigliato da quanto tutto fosse cambiato dal ’77 all’anno della sua libertà.
“Era un posto diverso e ci volle un po’ ad abituarsi. Quando ero a Long Kesh ho studiato per ottenere una laurea alla Open University, così quando sono uscito decisi di fare un altro passo avanti, e frequentai un Master in Peace Studies a Magee”.
Nel 1995, Raymond si sposò con la fidanzata Rose Sheerin. I due hanno un figlio, Conchur, nato l’anno successivo.
“Ho incontrato Rose prima di finire in carcere nel 1977. Anche lei era un prigioniero politico e venne incarcerata nel carcere femminile ad Armagh.
“Quando sono uscito di prigione abbiamo ripreso la nostra relazione e ci siamo sposati l’anno dopo.
“Nostro figlio Conchur cresce in fretta. Quest’anno ha vinto il campionato irlandese di wrestling freestyle. Fa wrestling e arti marziali (MMA) – si impegna molto e sicuramente vincerà qualche altra medaglia”.
Raymond contribuì anche alla formazione di Tar Abhaile e Coiste, due organizzazioni per ex prigionieri. E’ stato molto impegnato con Sinn Féin, in particolare nell’ufficio stampa locale.
Nel 2003 si è candidato alle elezioni parlamentari ma senza successo. Quando Mary Nelis, deputata di Sinn Féin di Foyle, si dimise da parlamentare dopo un incidente del marito, al suo posto venne mandato Raymond.
“Anche se Mary si è dimessa dal servizio pubblico è sempre stata lì sullo sfondo. Mi ha aiutato molto durante i primi anni. Era sempre lì ad offrire il suo consiglio e, ad essere sinceri, sarei stato perso senza di lei.
“Sono onorato di rappresentare la gente di Derry, insieme a persone come Martin McGuinness, Martina Anderson e Mitchell McLaughlin. Sinn Féin e Derry hanno prodotto alcuni grandi personaggi pubblici”.
Il 15 febbraio del 2007 Raymond e Eamonn MacDermott furono entrambi assolti dalle loro accuse. Entrambi hanno poi dato inizio ad una campagna per ottenere un risarcimento e, dopo due giudizi negativi in altrettante occasioni,la CorteSupremadi Londra si è espressa quest’anno in favore delle loro ragioni.
“Ero a casa quando il mio avvocato Paddy MacDermott mi chiamò per dirmi che il nostro team di legali era appena entrato, e mi scrisse dopo pochi minuti dicendo che avevamo avuto successo.
“E’ stata una giornata intensa, ma fu una sensazione grandiosa – eravamo finalmente stati vendicati”.

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