MASSEREENE TRIAL. IL VERDETTO A GENNAIO
Si conclude oggi la prima parte del processo a Colin Duffy e Brian Shivers. Ascoltate le ultime argomentazioni degli avvocati, il verdetto è atteso per il nuovo anno
“Improbabile terrorista”: così l’avvocato di Brian Shivers, Pat O’Connor, ha descritto il suo cliente nell’ultima arringa, sottolineando che non ha precedenti penali e che la sua malattia, la fibrosi cistica, che secondo i medici non gli lascia ad oggi più di un anno di vita, lo ha sempre portato a vivere riflettendo attentamente sulle proprie azioni. “È inverosimile che di punto in bianco si sia lasciato coinvolgere in un’azione terroristica”, ha dichiarato, invitando poi la giuria a considerare le prove del DNA con estrema cautela: “La quantità di DNA che lega il mio cliente al cellulare e al veicolo probabilmente utilizzato per la fuga è minuscola”.
Ieri, la giuria ha ascoltato una deposizione secondo cui la polizia “sarebbe in possesso di affidabili informazioni” che indicano uno dei figli di Dominic McGlinchey, prominente membro dell’INLA (Irish National Liberation Army) ucciso nel 1994, alla guida dell’auto utilizzata per la fuga. Anche la moglie di Colin Duffy, Martine, ha testimoniato: secondo la sua versione, la sera dell’attentato il marito era a casa a giocare con i figli all’Xbox: “Quello che è successo è terribile, ed è terribile che mio marito ne sia stato accusato. Spero che prenderanno i veri colpevoli”.
Duffy e Shivers devono rispondere dell’omicidio dei soldati Mark Quinsey e Patrick Azimkar, rivendicato dalla Real IRA, e di altre sei accuse di tentato omicidio e possesso di armi ed esplosivi. Continuando a dichiararsi innocenti ed estranei ai fatti, attendono ora il verdetto, che la giuria è chiamata a pronunciare nei primi giorni del 2012.