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OMICIDIO McCONVILLE, IN ARRESTO DUE DONNE

Una donna di 57 anni e una di 60 sono state arrestate questa mattina dal Serious Crime Branch della PSNI come parte dell’indagine per l’omicidio di Jean McConville

Entrambe sono ora all’Antrim Serious Crime Suite.

In marzo, il veterano dell’IRA Ivor Bell è stato incriminato per complicità nell’omicidio.

Questo mese, la PSNI aveva arrestato anche un’altra 57enne e un uomo di 56 anni a West Belfast; entrambi erano stati rilasciati senza accuse.

Nessuno è mai stato per ora condannato per il rapimento e omicidio di Jean McConville, madre di 10 figli, uno dei casi più tragici dei Disappeared.

La donna, ritenuta dall’IRA “un’informatrice dell’Esercito britannico”, fu rapita ed uccisa nel 1972, ma i suoi resti, nascosti in un luogo segreto, non sono stati ritrovati fino al 2003, su una spiaggia nella Contea di Louth.

L’IRA ha ammesso l’omicidio nel 1999.

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OMICIDIO BLACK. SEAN McVEIGH LIBERATO IN LICENZA, MA RIFIUTA DISPOSITIVO DI TRACCIAMENTO

Sean McVeigh potrà beneficiare della libertà condizionata in quanto le accuse contro di lui, ha decreatato il giudice, sono sostenute “da prove tutt’altro che convincenti”. Ma McVeigh ha rifiutato di indossare un dispositivo di tracciamento e resterà a Maghaberry

Tra le condizioni del rilascio in licenza il giudice della High Court ha incluso l’indossare un dispositivo elettronico di tracciamento, rispettare un coprifuoco, fare rapporto alla polizia tre volte a settimana ed evitare ogni contatto con altre persone coinvolte nell’indagine.

Ma, dal momento che McVeigh ha rifiutato di indossare il dispositivo di tracciamento – condizione “criminalizzante” per i prigionieri Repubblicani – resterà in custodia a Maghaberry: lo ha confermato Mandy Duffy (IRPWA) tramite i social network.

Secondo l’accusa, ci sarebbe il rischio di reiterazione del reato, e con questa argomentazione – smontata dalla difesa – il pubblico ministero ha tentato di opporsi alla scarcerazione, ma il giudice ha chiesto prove sicure:

“Non posso rifiutare una richiesta di libertà condizionata soltanto basandomi su sospetti di legami con i dissidenti Repubblicani”, ha dichiarato. “Capisco l’obiezione dell’accusa, ma mi serve più di questo”.

Le “prove” contro Sean McVeigh, che la sua difesa ha definito “circostanziali all’estremo”, consistono in un filmato delle telecamere di sicurezza in cui lo si vede uscire di casa la mattina dell’omicidio e dirigersi verso l’auto utilizzata dai killer, e nell’acquisto  - effettuato il giorno precendente – di “due cappelli, due paia di guanti, una scatola di fiammiferi e di un detersivo per uso domestico”.

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