Lettere dagli H-Blocks: chiarito il retroscena degli scritti trovati nella sede del sinn fein

Richard Behal “si rammarica” ​​della conclusione che il Sinn Fein abbia avuto intenzione di cestinare le lettere

Lettere e poesie, manoscritti dagli hunger strikers negli H-Block e nel carcere di Amargh – tra cui quelle di Bobby Sands, Maireád Farrell e altri prigionieri repubblicani – non era state destinate al macero. A chiarirlo è  Richard Behal, militante nel Sinn Fein dal 1957 al 1986.

L’uomo ha raccontato di aver rinvenuto lettere di piccolissime dimensioni in grandi sacchetti di plastica, presso la sede del Sinn Fein a Dublino nel 1982. Le poesie e le lettere di Bobby Sands e Maireád Farrell sono state conservate separatamente.

Nelle ultime settimane, notevoli polemiche sono divampate in ambienti repubblicani, in particolare da ex attivisti del maggior partito repubblicano, dopo che le lettere sono emerse nella Co. Kerry.

Gli scritti, consegnati da Behal al Dott. Ruan O’Donnell del Dipartimento di Storia dell’Università di Limerick, risalgono al 1981. I prigionieri repubblicani utilizzarono cartine da sigarette, carta igienica o piccoli frammenti di Bibbia. Le lettere trapelarono all’esterno del carcere tramite i visitatori e poi trasferite presso gli uffici del Sinn Fein di Belfast e Dublino. Da lì avrebbero poi dovuto essere divulgate ad organizzazioni e sostenitori dei pows e del riconoscimento del loro status di prigionieri politici.

“Purtroppo non tutte furono inviate per mancanza di tempo e personale”, ha specificato Richard Behal.
Si trattava di un enorme “volume di carte”.
“Non ero sicuro del motivo per cui fossero state messe nelle borse.  Ovviamente le ho estratte per assicurarmi che fossero al sicuro. Non posso dire cosa ne avrebbero fatto. Non ho mai pensato che ci fosse l’intenzione di gettarle da parte della leadership dello Sinn Féin, di cui ero membro dell’Ard Comhairle”.

I documenti, includono una poesia di Sands intitolata The Greatest Hell, pubblicata da The Irish Times all’inizio di maggio. O’Donnell li ha descritti come “di notevole valore storico”.

The Greatest Hell
There’s a gaol – and there’s a gaol where wretched souls have been took and locked away,
There’s eight by eight tombs (concrete graves) where you barley see the light of day.
Where in the winter, the long dark winter, the body knows the piercing bite of cold,
And the wind (not draught) chills the heartiest man and tames both brave and bold.
Where a man is forced to lie upon a mattress damp and dirty upon the freezing concrete floor,
Naked ‘cept for some filthy rags (the heart cries out) the body asks, ‘Dearest God! How much more?’
But – there’s more in abundance for I’ve seen sleet and snow come through the window bars and water turn to ice,
And men in their dozens collapse with chills and let me tell you when they fell the cock crowed more than thrice!
For I’ve given more than passing thought to those who sit upon opportunity (like vultures watching, watching me).
And I know if it were politically expedient, before the cock could crow again, they’d scream, set those poor men free!
Sleepless nights precede sleepless nights and dreamless sleep precedes endless, endless nightmare
For day and night are perpetual wrought with hell and there’s torture, pain and torment everywhere.
And time comes and time goes; But it really hasn’t went at all, It’s trapped in here with me.

(Bobby Sands)

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