CELEBRATO A DUBLINO IL 45° ANNIVERSARIO DEGLI ATTENTATI DI DUBLINO E MONAGHAN. LE FAMIGLIE ANCORA SENZA GIUSTIZIA

Era il 17 maggio 1974 quando un totale di quattro bombe lealiste, tre a Dublino e una a Monaghan, esplosero senza preavviso provocando 33 vittime. Una cerimonia ha avuto luogo a Dublino, dove è stata deposta una corona di fiori

C’erano anche Larry Mullen Jr. e Gavin Friday fra coloro che hanno partecipato alla cerimonia di commemorazione avvenuta venerdì a Dublino, esattamente 45 anni dopo la strage, che resta impunita.

Il gruppo Justice for the Forgotten combatte da allora una campagna perché si indaghi sulla ormai certa collusione fra i paramilitari dell’UVF e agenti dello Stato britannico, che li avrebbero aiutati ad ordire questo attacco complesso e coordinato.

Inoltre, il governo di Dublino ha ricevuto appelli perché i documenti secretati sulla strage vengano rilasciati.

Secondo Martha O’Neill, vedova di Edward O’Neill, ucciso in uno degli attentati, i documenti che il governo tiene segreti “potrebbero aiutare le famiglie”. Ha anche raccontato che quello che si è percepito dal discorso del Ministro della Giustizia – che ha dichiarato che “riconosceva che si trattasse di un giorno difficile per chi ricorda i propri cari” – è stato cinismo. Il Ministro ha tuttavia ribadito che il suo governo “persevererà instancabilmente” per cercare la verità dietro agli eventi.

“Il governo ha costantemente insistito perché il governo britannico permettesse l’accesso ai documenti da parte di una figura giudiziaria internazionale.

“So che siete frustrati perché queste richieste non hanno portato a nulla, ma non ci arrenderemo”, ha promesso.

Il sindaco di Dublino, Nial Ring, ha raccontato a coloro che si sono radunati in Talbot Street che ricorda vividamente quel giorno e il senso di paura che creò. “Stavamo giocando a calcio in strada a Ballybough quando abbiamo sentito l’esplosione. Mia madre lavorava nella macelleria di Olhaunsen e, anche se ero giovane all’epoca, mi ricordo il senso di terrore e ansia in tutto il quartiere mentre la gente aspettava che i propri cari tornassero a casa.

“Mia madre tornò. Purtroppo molti altri no”, ha concluso.

Ha parlato anche una sopravvissuta, ora 92enne, Maeve Taylor, che con le figlie, ha dichiarato di non essersi “mai persa una commemorazione”. Ad un’altra sopravvissuta, all’epoca 11enne, la signora Keane, “vengono i brividi ogni volta che passa di lì”.

“Sentimmo la prima bomba”, racconta. “Mia madre, che aveva un grande cappotto nero, guardò a destra e vide un’auto con una tanica di gas che usciva fuori con dei chiodi piantati dentro. Ci avvolse nel cappotto e ci disse ‘correte’. Facemmo in tempo a fare pochi isolati prima che la bomba esplodesse”.

Ha poi dichiarato che pretende che entrambi i governi rilascino qualunque informazione abbiano, così che alle famiglie possano ottenere la giustizia che meritano.

“Non credo che accadrà presto, comunque”, ha aggiunto. “Sono già passati 45 anni e molti dei probabili responsabili sono morti”.

Dal mondo politico, era presente Mary Lou McDonald, leader dello Sinn Féin, che ha dichiarato senza mezzi termini che i colpevoli sono la cosiddetta “Glennane Gang” del South Armagh, formata da UVF, MI5, RUC e UDR.
Mary Lou McDonald ha reso omaggio alle famiglie e a Justice for the Forgotten: “La loro lotta e ricerca di verità e giustizia è stata lunga e difficile e il governo britannico continua ad allungarla. Tutto questo deve finire”, ha dichiarato.

Tratto da Irish Republican News

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