CASO McCONVILLE: I NASTRI USATI PER ACCUSARE IVOR BELL NON SONO ATTENTIBILI

Jean McConville

Jean McConville

Il progetto del Boston College, usato per accusare un presunto comandante dell’IRA di complicità e favoreggiamento nell’omicidio di Jean McConvil, è una totale menzogna

Queste parole, ascoltate in un tribunale il 4 settembre, sono state pronunciate dal difensore di Ivor Bell. Il legale sostiene che, le interviste del Boston College, sono state effettuate senza appropriata protezione e sorveglianza.

Nel tentativo di bloccare le accuse contro il veterano repubblicano, il procuratore Peter Corrigan ha detto “Lo studio universitario, è stato messo in atto su una base senza convalida, del lavoro effettuato”.

Jean McConville, madre di dieci figli, fu prelevata dalla sua casa in West Belfast, nel 1972. Fu uccisa con un’arma da fuoco e seppellita in luogo segreto

Ivor Bell,77 anni, originario di Ramoan Gardens, distretto di Andersonstown, fu arrestato nel marzo scorso, accusato di appartenenza all’IRA e di concorso e favoreggiamento in omicidio. Queste accuse, sono state al centro dell’intervista che Bell ha presumibilmente rilasciato ai ricercatori del Boston College, i quali hanno interrogato alcuni ex paramilitari dell’IRA a proposito del loro ruolo durante il conflitto nordirlandese.

Nonostante l’accordo secondo il quale le interviste non possano essere pubblicate fino alla morte di chi le ha rilasciate, lo scorso anno un tribunale statunitense ordinò che i nastri fossero consegnati al Police Service for Northern Ireland,la quale stava investigando sull’omicidio McConville. Si presume che Bell sia uno degli intervistati,  chiamato “Z”, il quale parla delle circostanze che hanno portato alla decisione di rapire la donna.

Bell, che attualmente si trova in libertà provvisoria,nega ogni coinvolgimento nell’omicidio, dichiarando di non essere stato a Belfast, all’epoca dei fatti. In occasione dell’udienza del 4 settembre, dove Bell è stato convocato dalla Belfast Magistrate Court per un aggiornamento sul caso, il suo legale ha chiesto indicazioni  al Public Prosecution Service per poter chiudere il caso.

“Il Boston College non ha messo in atto alcuna protezione, circa l’ottenimento delle interviste. In primo luogo, il Tribunale deve essere sicuro che le prove siano ottenute legalmente. Nel nostro caso il Boston Project è una totale menzogna”, ha dichairato Peter Corrigan, insistendo sul fatto che le accuse si basano esclusivamente sulle interviste, perchè non esiste nessuna prova convincente.

Nel descrivere Bell come un uomo anziano e con seri problemi di salute, Corrigan aggiunge ” La sua famiglia, dopo tanti anni, sta ora rivivendo i traumi legati ai Troubles”.

Il Procuratore Distrettuale Fiona Bagnall, dopo aver ascoltato quanto detto dalla pubblica accusa – la quale ha chiesto otto settimane di tempo per potersi consultare con la PSNI –  ha decretato che, le richieste difensive dovranno attendere che tutta la documentazione venga consegnata. Aggiornando il procedimento al 30 Ottobre, Fiona Bagnall ha detto: “Vorrei sollecitare il pubblico ministero a sforzarsi per affrontare questo caso il più velocemente possibile”.

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