ESCLUSIVA. INTERVISTA A MAIRE DRUMM, CANDIDATA DI EIRIGI

F.B. “Non dobbiamo fare passi indietro, i nostri passi dovranno stare davanti a noi e, se così non sarà, i martiri che sono morti per te, per me, per questo paese ci perseguiteranno per sempre”. Questa è una delle citazioni più famose di tua madre. Dove si stanno dirigendo oggi i passi dei repubblicani irlandesi?

 M.D. Attraverso la posizione di eirigi, siamo stati piuttosto chiari che la ricostruzione di una resistenza popolare e l’opposizione alla divisione dell’Irlanda è un progetto a lungo termine destinato a combattere i sistemi politici, sociali ed economici intrinsecamente diseguali che esistono in Irlanda.

eirigi crede che, da sole, le politiche elettorali e parlamentari non potranno consegnarci il tipo di cambiamento di cui la società irlandese ha bisogno. Le lezioni della storia mostrano come la trasformazione dal sistema capitalistico ad uno socialista non può essere raggiunta se non con il supporto attivo e la partecipazione delle masse popolari, massimizzando il loro coinvolgimento attivo attraverso campagne che conferiscano poteri, politicizzino e mobilitino il popolo, che da solo può fornire le premesse di tale trasformazione. Eirigi mira a spingere questa dinamica.

F.B. Il nome di tua madre ben rappresenta l’appassionata lotta repubblicana durante tempi difficili. Maire Drumm è ancora oggi, infatti, commemorata dall’intera comunità repubblicana (incluso lo Sinn Fèin). Pensi che ci sia stato qualche tipo di abuso o di sfruttamento del suo nome o eredità?

M.D. Il credo politico della mia defunta madre, e quello del mio defunto padre, credo siano ben conosciuti.

Sono consapevole di essere candidata alle prossime elezioni sulla base di una ben chiara piattaforma politica per conto di éirígí.

Non sono stata selezionata per il mio nome o le mie parentele. La legittimità del nostro partito e, quindi la mia come candidata del partito, deriva dalle circostanze politiche e socio-economiche dominanti del presente, non del passato.

F.B. Sei la candidata di eirigi per l’area di Colin nelle prossime elezioni. Il tuo partito descrive a preferenza per te come ‘un voto alternativo’. A chi e cosa è alternativo éirígí? Allo Sinn Fèin? E perché credi che un alternativa sia necessaria?

M.D. Oggi come mai, una radicale voce politica è necessaria per rappresentare le comunità della working class contro le politiche di tutta la coalizione dei partiti di Stormont che, volenterosi, accettano e implementano i dettami del governo britannico di Westminster.

Questi partiti a Stormont hanno già effettuato tagli del valore di centinaia di milioni di sterline ai servizi pubblici essenziali nelle sei contee.

Hanno ridotto gli investimenti nella sanità pubblica, nell’educazione e nel settore abitativo – servizi essenziali di cui necessita la classe lavoratrice e da cui dipende. E hanno perfino avviato la privatizzazione dei servizi pubblici.

I partiti di Stormont inoltre difendono e legittimano la partizione e supportano un sistema che quotidianamente dispensa ingiustizia, leggi repressive e polizia politica.

Le comunità della working class hanno bisogno di un cambiamento reale e una nuova opposizione politica che possa sfidare i partiti esistenti e che sappia confrontarsi con le ingiustizie e le diseguaglianze da ogni parte.

Noi speriamo di costituire l’avanguardia nella costruzione di questa opposizione

F.B Molti membri di éirígí provengono dalle fila dello Sinn Fèin. Tra loro, molti hanno perfino supportato il Good Friday Agreement. Perché si sono presi così tanti anni per sviluppare la consapevolezza che il percorso dello Sinn Fèin fosse sbagliato?

M.D. Qualsiasi analisi sulla costituzione del nostro partito mostrerà che è ingiusto affermare che molti membri provengano dalle fila dello Sinn Fèin. In tutto il paese, la maggioranza dei nostri è gente giovane senza nessun precedente coinvolgimento in partiti politici di alcun genere.

Quanto a coloro che hanno lasciato lo Sinn Fèin, hanno osservato di come la continua deriva di tale organizzazione portava lontano dai valori fondamentali dei repubblicani, lontano dal repubblicanesimo socialista. Portava, invece, verso una politica centrista e riformista, verso uno stile politico di tipo aziendale, fino a che non ha raggiunto un punto in cui era impossibile ottenere qualsiasi inversione di tali tendenze.

éirígí ha pubblicato la nostra analisi critica del GFA e di altri trattati che possono essere scaricati qui.

All’interno del documento intitolato “Imperialismo, Irlanda e Gran Bretagna” è spiegata pienamente la visione di éirígí sull’imperialismo in contesti nazionali e internazionali. Con particolare attenzione ai trattati del Venerdì Santo e di Sant’Andrea si dichiara che ‘siamo convinti che questi due recenti trattati siano molto più propensi a solidificare il dominio britannico in Irlanda che non a farlo finire

F.B. Il repubblicanesimo irlandese è inestricabilmente associato al socialismo. Cosa significa per te creare una ‘repubblica socialista a 32 contee’?

M.D. éirígí crede che povertà, esclusione e conflitto, sia in Irlanda che a livello internazionale, siano causati soprattutto dal sistema congiunto fatto da capitalismo e imperialismo. Questo sistema, basato sullo sfruttamento di una maggioranza su una minoranza, non permetterà mai al grosso dell’umanità di realizzarsi. Sarà solo rimpiazzando questo sistema con un altro basato sulla cooperazione piuttosto che sullo sfruttamento che la vera libertà umana sarà ottenuta. Una Repubblica Socialista Democratica ne sarebbe un esempio.

Nel contesto irlandese, la persistente occupazione britannica di parte del territorio nazionale è una chiara manifestazione di moderno imperialismo. éirígí considera la fine di questa occupazione come parte integrante dell’instaurazione di una repubblica democratica e socialista irlandese.

Un’Irlanda socialista porterà con se una società nella quale le cose di cui abbiamo bisogno per vivere, lavorare e controllare le nostre stesse vite (le industrie, i servizi e le risorse naturali) saranno di proprietà collettiva di tutto il popolo e in cui l’organizzazione democratica della gente all’interno di industrie e servizi è il governo stesso.

Un’Irlanda socialista vorrebbe dire far diventare realtà per la prima volta nella storia della nostra nazione un governo del popolo, per il popolo e attraverso il popolo

F.B. In molte occasioni, Martin Mc Guinness ha condannato le azioni dissidenti usando parole molto dure. Qual è la tua personale opinione sull’utilità della lotta armata oggi?

M.D. Spesso la lotta armata è usata da molti popoli del mondo come un’arma da ultima spiaggia, adottata solo quando sono falliti tutti gli altri metodi di lotta politica per ottenere grandi cambiamenti sociali.

Da un punto di vista personale, credo ci siano altre importanti aree di lotta rimasteci da considerare in Irlanda.

Crediamo che la costruzione di un movimento sociale progressivo sia un passaggio essenziale sul sentiero per la trasformazione del sistema socio-politico irlandese. Questo movimento dovrà necessariamente includere sindacati, partiti politici, gruppi della comunità, gruppi attivi nelle campagne, associazioni di residenti e individui non allineati.

Simili movimenti hanno giocato un ruolo importante nel recente spostamento a sinistra di un numero di paesi sud americani. éirígí crede che ci siano lezioni da imparare da questi paesi che potrebbero essere poi applicate al contesto irlandese.

F.B. Arresto e detenzione per mesi, se non anni, sono ormai diventati realtà per molti membri di éirígí. Il caso di Stephen Murney, recentemente intervistato da The Five Demands, è alquanto emblematico. Questi arresti, secondo te, aumentano il supporto della comunità repubblicana per i cosiddetti ‘dissidenti’ o portano alla mente solo un passato che molti vorrebbero piuttosto dimenticare?

M.D. L’arresto di Stephen e di altri repubblicani evidenzia alcune cose.

Innanzitutto, contrariamente a quanto viene detto dai due maggiori partiti costituzional-nazionalisti (SDLP e Sinn Fèin, ndr), la polizia politica nelle sei contee non se ne è mai andata. E queste forze di polizia politicizzate sono una realtà quotidiana.

In secondo luogo, una delle richieste del Movimento per i Diritti Civili originario era l’abolizione di tutte le leggi repressive. Questo obiettivo non è mai stato raggiunto. E, infatti, abbiamo una legislazione perfino più vasta e draconiana oggi di quanto non lo fosse nel 1969/1970.

Inoltre è emerso chiaramente il ruolo dei media di regime nel rifiutarsi di mettere a nudo il livello di ingiustizia di stato e nel promuovere invece il programma di ‘normalizzazione’.

Infine c’è il fallimento di molti che, all’interno del diritto, hanno parlato apertamente e criticato l’abuso delle libertà civili, cose che stanno avvenendo troppo spesso.

L’umanità dovrebbe avere come suo principio base la denuncia e la lotta, ad ogni costo, di ingiustizie e abusi su libertà civili e diritti umani. Purtroppo, c’è chi, all’interno del nazionalismo costituzionale, all’interno dei media e all’interno del diritto, non vuole rispettare questo semplice principio, semplicemente perché non si addice più ai loro stessi egoistici interessi.

F.B. Disoccupazione alta, segregazione e una lunga lista di problemi sociali. Belfast è certamente una città in grande espansione, ma gravida di difficoltà. Come consigliere di éirígí, come credi di poter iniziare a fare la differenza?

M.D. La sottoscritta e i miei colleghi di partito sappiamo troppo bene che le cose non cambieranno durante una notte. Il sistema politico è costruito per deresponsabilizzare le comunità.

La nostra strategia sarà orientata verso una nuova responsabilizzazione delle classi lavoratrici, rappresentando una voce per tutelare i loro interessi. Secondo noi, la sensibilizzazione deve avvenire incoraggiando il popolo a diventare politicamente attivo e socialmente consapevole, fornendo gli strumenti per farlo. Il coinvolgimento politico deve andare oltre la semplice consultazione elettorale.

F.B. La vicenda di Jean McConville ha occupato un posto di rilievo nelle cronache degli ultimo tempi. Ivor Bell è stato recentemente arrestato (come pure Gerry Adams) con il sospetto di essere coinvolto nell’omicidio del più famoso caso di ‘scomparsi’. Qual è la tua posizione personale sul caso? Credi che l’assassinio della McConville come degli altri 15 scomparsi debba essere amnistiato?

M.D. La famiglia McConville, come numerose altre famiglie in Irlanda che hanno perso parenti a causa del conflitto politico, merita la verità sulle circostanze della morte di coloro che perirono. Non credo che nessuna singola morte o lista di omicidi abbia la prominenza su tutti gli altri.

Il sistema presente in Irlanda semplicemente non è orientato a rivelare queste verità in quanto esistono notevoli interessi in Irlanda e Gran Bretagna che cercheranno di prevenire la diffusione della verità.

Ovviamente, qualsiasi sistema istituito dallo Stato Britannico non si avvicinerà mai all’argomento da una posizione imparziale. Anzi, la Gran Bretagna progetterà questi processi e metodi per proteggere i suoi stessi interessi e per permettere allo stato di manipolare politicamente questi processi e metodi.

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