TROUBLES. CENTRO DI TORTURA A BALLYKELLY

Alcuni documenti declassificati del governo Britannico rivelano che a Ballykelly (Co. Derry) esisteva un vero e proprio centro di tortura a cui la RUC ricorreva durante i Troubles, ma che Londra riuscì a nasconderlo a due inchieste ufficiali e alla Corte Europea dei Diritti Umani: lo ha scoperto il Pat Finucane Centre, del quale riportiamo un comunicato stampa

Il 9 agosto 1971, più di 350 persone furono arrestate e internate. Dodici degli internati furono sottoposti a “interrogatori approfonditi”. Furono privati del sonno, sottoposti alla pratica del rumore bianco, costretti a stare in piedi contro un muro, ridotti ad una dieta di pane ed acqua e incappucciati. Queste erano quelle che divennero note come “le cinque tecniche”. La Corte Europea dei Diritti Umani decretò che si trattasse di tortura.

Tuttavia, anche se un’inchiesta ordinata dal governo Britannico stava esaminando questi fatti, Londra ha sempre tenuto strettamente segreta la posizione del centro di interrogatori. Un luogotenente colonnello britannico scrisse:

“Era fondamentale che l’esistenza e la posizione del centro di Ballykelly dove i dodici detenuti in questione furono interrogati restasse segreta. Non era pubblicamente noto che il centro esistesse”.

L’inchiesta ufficiale continuò, ma il segreto fu mantenuto anche se poliziotti, agenti della sicurezza e l’Esercito ne erano al corrente.

Un’inchiesta diretta da Sir Edmund Compton inviò il suo rapporto nel novembre 19711: nessuna menzione di Ballykelly. Compton visitò cinque centri, ma Ballykelly non era tra quelli. Anche in successivo rapporto (marzo 1972), sotto la responsabilità di Lord Parker, non si trova menzione di Ballykelly.

Questi, insieme a quello di Widgery sulla Bloody Sunday, dovrebbero essere gettati nella spazzatura.

Nelle 56.000 parole del verdetto finale della Corte Europea dei Diritti Umani sul caso per cui il governo Irlandese sfidò Londra in tribunale, ci sono solo due riferimenti a Ballykelly. Questo dimostra che il governo Britannico è riuscito ad ingannare il Parlamento, la Commissione Europea e la Corte Europea dei Diritti Umani.

Il PFC ritiene che questo sia stato un inganno, probabilmente illegale, e lo ha notificato al Ministero degli Esteri di Dublino, che sta esaminando la questione. Stiamo inoltre per inviarne una copia al Comitato dei Ministri in Europa.

Il PFC è inoltre in possesso di documenti secondo i quali i quattordici uomini che subirono le “cinque tecniche” indossarono volontariamente i cappucci – uno di loro per il doppio del tempo a cui era stato costretto. Altri documenti forniscono dettagli su come il governo Britannico decise di accordarsi sui compensi fuori dalle mura del tribunale, piuttosto che essere incriminato per contraffazione di documenti, violenti maltrattamenti di detenuti e altre violazioni dei diritti umani.

Il PFC ha tenuto oggi alle 12 una conferenza alla Belfast Féile An Phobail per presentare questi ed altri documenti sugli interrogatori di detenuti irlandesi negli anni ’70. Tra i partecipanti, sono stati presenti anche quattro dei quattordici uomini.

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