STRAGE DI OMAGH. I FAMILIARI DECISI A PORTARE A GALLA LA VERITA’

Incontro a Hillsborough Castle tra i familiari delle vittime della strage di Omagh e il Segretario di Stato Owen Paterson. Rivelato rapporto indipendente sull’operato dei servizi di sicurezza, incapaci di prevenire il massacro nonostante le informazioni in possesso

Ci sono prove che dimostrerebbero la responsabilità delle autorità di entrambo i lati del confine nella strage di Omagh, incapaci di impedire l’esplosione dell’autobomba avvenuta il 15 agosto 1998 e attribuita alla Real IRA. A confermarlo Michael Gallagher, padre di Aidan una delle 29 vittime del massacro.

I governi britannico e irlandesi sarebbero riluttanti nei confronti di una pubblica inchiesta per il timore di veder venire a galla “scomode verità” e i “segreti” su gravi mancanze nel loro operato.
“Quello che dimostra il rapporto è la perdita di una serie di opportunità probatorie”, ha dichiarato Gallagher.
“Riteniamo che l’unico modo per arrivare alla verità sia attraverso una pubblica inchiesta giudiziaria”.
“Ci sono importati aree che riteniamo il governo avrà difficoltà ad affrontare e per questo motivo l’unico strumento a disposizione dell’esecutivo è una pubblica inchiesta transfrontaliera”.

Nonostante abbiano ottenuto da Owen Paterson il solo impegno ad esaminare la relazione (i cui risultati non potranno essere resi noti per ragioni legali), i familiari delle vittime di Omagh hanno ritenuto costruttivo l’incontro avvenuto a Hillsborough Castle ed ora puntano ad un incontro con Matt Baggott, Chief Constable della PSNI e David Ford, Ministro della Giustizia.

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