MAGHABERRY. DD McLAUGHLIN: “STRIP SEARCHES INUMANE E DEGRADANTI”

In esclusiva al County Derry Post, intervista allex OC dei POWs Repubblicani di Maghaberry, DD McLaughlin

 Traduzione a cura di Elena Chiorino

“I prigionieri Repubblicani subiscono sistematiche torture fisiche e psicologiche inflitte dalle guardie carcerarie”.
È un attacco feroce e senza sconti quello che Damien McLaughlin, rilasciato dalla Roe House di Magheberry poco prima di Natale, lancia al al Prison Service of Northern Ireland.
“Il 12 agosto 2010 i prigionieri Repubblicani, con l’intervento di mediazione di Peter Bunting e Conal McFeeley, hanno firmato un accordo con il Prison Service secondo il quale l’uso della tecnologia BOSS (Body Orifice Security Scanner) avrebbe sostituito la pratica delle strip searches (perquisizioni corporali totali che prevedono il totale denudamento del prigioniero). Ma di fatto ha sortito l’effetto contrario. Nei mesi di giugno e luglio 2010 sono apparso quattro volte in tribunale senza subire perquisizioni in entrata e uscita, ma appena dopo la firma dell’accordo il numero di strip searches è nuovamente e gravemente aumentato”, è lo scioccante racconto. “Lo scorso settembre, mi hanno portato in una stanza per gli interrogatori, dove il governatore mi ha ordinato di spogliarmi. Io ho rifiutato, appellandomi all’accordo, e immediatamente sei uomini della DST (Designated Search Team) hanno fatto irruzione. Uno di loro mi ha colpito alla testa con uno scudo, mentre mi sbattevano contro il muro. Mi hanno sollevato le braccia ad angolo, e gettato a terra. Mi hanno tolto i jeans e i boxer mentre uno mi teneva la testa premuta tra le sue ginocchia, e mi torcevano i polsi tanto che credevo stessero per rompersi. Mi hanno passato un detector lungo la schiena e poi mi hanno sollevato in ginocchio. Le loro mani mi premevano sulla bocca e sul naso, non riuscivo quasi più a respirare, e intanto continuavano a picchiarmi ripetutamente fra le costole. Poi mi hanno gettato la testa indietro quanto più possibile e tagliato via la t-shirt dal corpo con le forbici, tagliando lungo le scapole e passando anche intorno al collo. Quando hanno finito mi hanno ammanettato e, ancora con i jeans e i boxer abbassati, trascinato fuori e lungo tutto il corridoio, alla vista degli altri prigionieri. Sono stato degradato e umiliato in pubblico”.
“Poi mi hanno portato nella Court House di Dungannon, dove sono rimasto chiuso in una cella tutto il giorno, con la t-shirt tagliata sulla schiena. Non dovevo di fatto apparire in tribunale, e non era stato neppure avvertito il mio avvocato. Alla sera, mi hanno trascinato di nuovo a Maghaberry e l’incubo è ricominciato da capo, prima di essere gettato di nuovo in cella. Non avevo avuto contatti con nessun altro al di fuori delle autorità carcerarie, eppure sono stato sottoposto a due strip searches assolutamente non necessarie, solo perché tutto ciò è in loro potere”, conclude, distrutto.
“Sì, la BOSS Chair viene usata”, dichiara, “ma solo per le visite, non per quando i prigionieri devono apparire in tribunale. In sei settimane, in quel caso, si viene sottoposti ad almeno due strip searches al giorno. L’anno scorso, in un disperato tentativo di costringere le autorità carcerarie a rispettare l’August Agreement, undici prigionieri hanno iniziato una dirty protest (ancora in corso, ndr), eliminando tutti i mobili dalle celle e spalmando i loro escrementi sui muri. Per tre settimane sono rimasti chiusi nelle celle 24 ore su 24 senza possibilità di fare esercizio fisico, vivendo e mangiando tra i loro stessi escrementi. Le stesse guardie carcerarie che ti degradano e torturano con le strip searches forzate ti portano il cibo ficcandoci dentro le dita”.
“Il mio è un appello ai politici perché intervengano e spingano il Prison Service a rispettare l’accordo – ad usare la BOSS Chair. Altri prigionieri della Contea di Derry subiscono queste stesse torture ogni settimana, è inumano e degradante per qualunque essere umano”, ha aggiunto McLaughlin. “Per non dimenticare prigionieri come Marian Price, in isolamento da dieci mesi in un carcere totalmente maschile, e Gavin Coyle, in isolamento da aprile scorso. Persone come queste hanno bisogno di qualcuno che faccia sentire la propria voce per loro”.
“Qualche settimana fa finalmente una delegazione del SDLP, che includeva Patsy McGlone, si è recata a Maghaberry. Adesso serve qualcuno che prenda la situazione in mano e trovi una soluzione definitiva. Si tratta di criminalizzazione dei prigionieri Repubblicani. È una situazione gravissima”, conclude, “lì dentro le condizioni sono tornate ad essere quelle degli anni ’70, e fuori tutti stanno voltando la testa dall’altra parte”.
Ed è stato proprio Patsy McGlone, MLA per il Mid Ulster, a rispondere all’appello di Damien McLaughlin. “Due settimane fa sono stato a Maghaberry con una delegazione”, ha dichiarato, “e per me la questione è di una semplicità assoluta. La dignità è un diritto umano basilare, di cui i prigionieri devono godere, al di là di quali possano essere state le loro azioni fuori di lì. Non ci sono segnali che l’accordo sulle strip searches sia al momento rispettato, e il nostro scopo è alleviare la tensione dentro il carcere, perché si traduce inevitabilmente in un aumento di tensione all’esterno. Dopo pochi giorni dalla visita abbiamo incontrato il Ministro della Giustizia e lo abbiamo messo di fronte al problema, inclusa la situazione di Marian Price e degli altri prigionieri tenuti in isolamento. Abbiamo in programma un altro colloquio nei prossimi giorni, e speriamo di trovare una soluzione”.

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