TWELFTH 2010. “ILLEGALE” UNA SIT-DOWN PROTEST DEL GARC, “COLPEVOLI” IN VENTISEI

Solleva un’inevitabile ondata di polemiche il verdetto di un tribunale di Belfast, che ha giudicato “colpevoli” ventisei persone di aver preso parte ad una “protesta illegale” organizzata dal GARC in risposta ad una parata dell’Orange Order il 12 luglio 2010 a North Belfast

400 sterline di multa più altre 200 a nove dei “colpevoli”, accusati anche di resistenza a pubblico ufficiale al momento dell’arresto.
Secondo il giudice che ha deciso il discusso verdetto, “la protesta è stata certamente la scintilla che ha acceso la miccia dei vergognosi, disgustosi e nauseanti atti di violenza che sono in seguito scoppiati nell’area”; a nulla sono serviti i ripetuti interventi di altri residenti, che durante i quattro giorni di processo hanno continuato a ribadire che si sia trattato di una ‘sit-down protest’ totalmente pacifica, e che peraltro non violava alcuna direttiva della Parades Commission.
Nel tentativo di identificare gli imputati sulla scena della protesta, la giuria ha visionato un filmato che mostra i manifestanti seduti sulla strada mentre in coro urlavano “protesta pacifica!” alla squadra anti-sommossa che stavano fronteggiando. Ma per Rafferty “l’azione della polizia è stata un esempio di approccio estremamente cauto”: davanti alle immagini che mostravano le forze di sicurezza ricorrere ai proiettili di plastica ha dichiarato di “non aver notato nessuno venire colpito”, provocando uno scoppio di risa fra gli imputati, subito avvertiti che se si fosse ripetuto non avrebbe fatto altro che portare la corte ad una maldisposizione nei loro confronti.
Secondo la polizia, alcuni di loro sono di Derry ed uno addirittura di Omagh: “È preoccupante che qualcuno abbia viaggiato tanto allo scopo di farsi insultare”, ha commentato Rafferty, riconoscendo comunque che nessuno degli accusati è rimasto coinvolto nei riots scoppiati in seguito nell’area, e che “il diritto di protesta, mezzo tramite cui ogni cittadino può esprimere il suo malcontento, è rispettato in ogni società civile” ma che con esso “è necessaria la responsabilità di agire secondo la legge”.
Mentre la polizia esprime “gratitudine” alla corte per il verdetto espresso e si appella al proprio dovere di “agire contro ogni forma di illegalità” e al contempo “incoraggiare tutti i cittadini a collaborare con la polizia durante gli eventi pubblici per mantenerli pacifici”, il GARC rilascia una dichiarazione che ribadisce ancora una volta la natura pacifica della ‘sit-down protest’ in questione, nata per “difendere il diritto dei residenti di vivere liberi dalla violenza settaria”.
“I nostri rappresentanti hanno affrontato accuse inventate, ma hanno scelto di non essere messi a tacere. Questo processo non è stata che una burla, testimonianza della parzialità della polizia e della chiara volontà della Parades Commission di permettere alla parate settarie l’accesso ad aree in cui non sono tollerate”.

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