STRAGE DI MASSEREENE, AL VIA IL PROCESSO

È iniziato oggi all’Antrim Crown Court uno dei maggiori processi che abbiano avuto luogo in Irlanda del Nord negli ultimi anni: Colin Duffy, 43enne di Lurgan, e Brian Shivers, 46enne di Magherafelt, sono chiamati a rispondere dell’omicidio dei soldati Patrick Azimkar, 21 anni, e Mark Quinsey, 23 anni, uccisi in un agguato rivendicato dalla Real IRA il 7 marzo 2009

Il processo per l’attacco alle caserme di Massereene, nel quale persero la vita i due soldati e rimasero feriti tre soldati, una guardia e l’addetto alla consegna di pizze a domicilio, vede i due repubblicani come unici imputati; entrambi, ritenuti responsabili anche di altri sei tentativi di omicidio, rifiutano tutte le accuse.
All’apertura dell’udienza, le famiglie delle vittime, che indossavano i poppies, si sono posizionate accanto agli imputati; i parenti di questi ultimi sul lato opposto. Shivers, malato di fibrosi cistica, è attualmente in libertà su cauzione, mentre Duffy è detenuto a Maghaberry, dov’è coinvolto in una no-wash protest per portare alla luce i maltrattamenti e gli abusi a cui i prigionieri sono sottoposti; entrando scortato dalle guardie carcerarie, ha sorriso alla famiglia e mostrato i pollici sollevati in un gesto di incoraggiamento.
A iniziare il processo è stato Terence Mooney, avvocato dell’accusa, che ha sottolineato come l’abitudine dei soldati di ritirare la pizza fuori dalla base militare avesse lasciato le truppe vulnerabili agli attacchi, e che l’agguato della Real IRA ne è stata la dimostrazione; ha quindi proseguito mostrando materiale del circuito di sicurezza CCTV. Le madri delle due vittime hanno scelto di non assistere alla proiezione.

Nel filmato, si vedono due uomini a volto coperto aprire il fuoco sui due soldati e sui fattorini del fast-food, per poi fermarsi e mirare a quello che l’accusa ritiene un ferito a terra. Stando alle immagini di CCTV, la sparatoria è durata circa un minuto, e circa sessantacinque proiettili sono stati sparati.
L’avvocato ha riportato la testimonianza di un soldato ferito nell’attacco, che ha raccontato di essere stato spinto a terra dal compagno Azimkar, morto subito dopo; la corte ha poi ascoltato una registrazione audio rinvenuta sull’auto ritrovata dalla polizia a sette miglia dalla scena del crimine, probabilmente il mezzo con il quale i killer sono fuggiti. “C’è stato qualche morto, tutto bene”, è il messaggio di una voce maschile, ritenuto dall’avvocato “agghiacciante”. “Si spiega da sé”, ha commentato, rivolto al giudice.
Intanto, il movimento repubblicano che contesta la detenzione di Colin Duffy paragonandola ai casi dei Birnmingham Six e dei Guildford Four alza la voce, invocando la fine del ‘processo-show’ e l’immediata scarcerazione del prominente repubblicano.

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