L’INTRECCIO: IRA, TIGRE CELTICA E…SINN FEIN

Analisi di Ed Moloney sui benefici tratti dallo Sinn Fein, dalle strategie dell’IRA durante il boom immobiliare attraversato dall’Irlanda, quello che viene definito ‘Tigre Celtica’. Tratto dal Belfast Telegraph, edizione del 21 dicembre 2010

L’IRA non solo ha beneficiato del boom immobiliare della Repubblica, ha anche aiutato a crearlo

“Chi ha mai detto che il crimine non paga”, chiede Ed Moloney
E’ una delle frasi più famose nella storia del cinema. “Segui semplicemente il denaro” dice Gola Profonda a Bob Woodward, alias Robert Redford che interpreta il leggendario reporter del Washington Post, in Tutti gli Uomini del Presidente, il film icona sullo scandalo del Watergate che fece crollare la presidenza di Richard Nixon.
In verità, Gola Profonda, che ora sappiamo essere Mark Felt, il direttore associato dell’FBI, non usò mai quelle parole. Sono state l’invenzione di uno sceneggiatore fantasioso di Hollywood.
Ma, anche così, hanno catturato la verità essenziale della maggioranza degli scandali politici. Poche cose improprie sono possibili senza soldi e, se si vuole arrivare al fondo della storia, il modo più sicuro è di tracciare da dove arrivano i soldi, dove vanno e dove finiscono.
Le recenti comunicazioni da parte della diplomazia americana che trattano di IRA e Sinn Fein, rilasciati da WikiLeaks, hanno focalizzato l’attenzione dei media su quanto Gerry Adams e Martin McGuinness sapessero della rapina da 26.5 milioni di sterline alla Banca del Nord.
Citando un anonimo ufficiale irlandese, l’ambasciatore americano James Kenny ha detto ai suoi colleghi di Washington che il governo di Dublino aveva “solide” prove che I due uomini erano parte dell’IRA Army Council e, quindi, avrebbero saputo “in anticipo” che la rapina stava per aver luogo.
Ma per quelli che come noi hanno trascorso anni studiando l’IRA e che conoscono molto bene quanta influenza Adams e McGuinness avessero nelle alte sfere dei Provisionals, una storia più sorprendente sarebbe stata quella in cui la rapina fosse avvenuta senza che loro lo sapessero.
Il messaggio venne mandato nel luglio 2005 – sei o sette mesi dopo la rapina – da Jonathan Benton, il deputato capo della missione dell’ambasciata americana a Dublino.
Il passaggio che cattura l’attenzione del lettore è questo: “XXXX [un ufficiale irlandese il cui nome è stato censurato da WikiLeaks] ha commentato che i soldi dell’IRA si muovevano di continuo, proveniendo da diverse fonti verso investimenti ad ampio spettro.
“Mentre l’IRA aveva fatto molto contrabbando, rapine e racket dagli anni Settanta, il boom economico della Tigre Celtica degli anni Novanta aveva incoraggiato l’IRA a diversificare le entrate con imprese di business più sofisticato.
“Gli investimenti dell’IRA ora includono ventures immobiliari a Dublino, a Londra e resort spagnoli, gestiti da businessman apparentemente rispettabili. XXXX ha anche espresso la propria preoccupazione per il mescolarsi di denaro sporco dell’IRA con i sostegni economici allo Sinn Fein provenienti dalla gente della Repubblica d’Irlanda.”
In altre parole, l’IRA ha tratto vantaggio dalla straordinaria bolla edilizia in Irlanda per farne una quantità sproporzionata di denaro e ha usato quei soldi, questo è quanto crede il Governo irlandese, per aiutare la crescita politica dello Sinn Fein.
Quanti soldi abbia l’IRA, o aveva, con il proprio portfolio di investimenti, non è svelato da WikiLeaks, ma l’ultima volta che ho parlato con ufficiali irlandesi di questo, nel 2007, stimavano che i fondi ammontassero probabilmente a circa €300m (£255m) – anche se hanno ammesso che poteva esserci una sottostima della vera cifra.
Questo non solo spiega come e perché alcuni attivisti noti dei Provisional in Nord Irlanda hanno d’improvviso comprato ville in Costa del Sol, cottages in Donegal o grosse case e imprese a Belfast ma, vista la scala degli investimenti dell’ IRA, si solleva la concreta possibilità che non solo l’IRA ha beneficiato della bolla edilizia irlandese, ma ha anche contribuito a crearla; in altre parole, l’IRA ha aiutato ha creare la bolla soffiandoci dentro.
Questo è quanto sembra derivare da tutto ciò: lo Sinn Fein, secondo WikiLeaks, ha beneficiato elettoralmente della bolla edilizia che si collega a come l’IRA abbia aiutato a crearla e ci abbia guadagnato finanziariamente, e ora porterà alla campagna elettorale nella Repubblica la prossima primavera in un insieme di opposizioni indignate e di principio ai tagli nei costi causati da quella stessa bolla.
Ciò colpirà moltissime persone come ipocrisia immensa, ma è improbabile che i Provos ci perdano il sonno. Sembrano esserci buone speranze che i seggi dello Sinn Fein nel Dail cresceranno nelle prossime elezioni generali e ci sono previsioni che possa unirsi al partito Laburista irlandese nel prossimo governo di coalizione.
Questo lascia solo una questione non risolta. Cos’è successo al portfolio di investimenti dell’IRA. Chi lo controlla e lo possiede ora, visto che si continua a dire che l’IRA sia stata smobilitata?
Se l’IRA avesse davvero levato le tende, quel portfolio sarebbe passato – e sarebbe stato ridistribuito – tra vari individui e, se è davvero successo, a questo punto sapremmo tutto.
Il litigio interno su chi avesse avuto e chi no, sarebbe stato talmente intenso e violento che cadaveri avrebbero iniziato a comparire in buchi di periferia. In nessun modo la leadership dei Provisional avrebbe permesso che ciò avvenisse, quindi è probabile che sia ancora controllato dalle stesse persone che hanno sempre firmato gli assegni.
Si parla ancora di moltissimo denaro. Diciamo pure che la stima di €300m del 2007 sia corretta. Dato che il valore delle proprietà irlandesi è calato di un terzo da allora, e quelle in Spagna e a Londra hanno perso anche loro parecchio, il portfolio vale ora almeno €200m (£170m). Ce n’è più di quanto serva per finanziare la rinascita elettorale dello Sinn Fein la prossima primavera.
La domanda che deriva dal cablogramma di Wikileaks è questa: chi ha detto che il crimine non paga?

(Traduzione a cura di Valentina Prencipe)


IRA not only benefited from the Republic’s property boom, they helped to create it (Belfast Telegraph)

Whoever said that crime doesn’t pay, asks Ed Moloney
It’s one of the most famous lines in movie history. “Just follow the money,” said Deep Throat to Bob Woodward, or rather Robert Redford playing the legendary Washington Post reporter, in All The President’s Men, the iconic dramatisation of the Watergate scandal which toppled the presidency of Richard Nixon.
In truth, Deep Throat, whom we now know was Mark Felt, the FBI’s then associate director, never actually uttered those words. They were the invention of an imaginative Hollywood screenwriter.
But, even so, they captured the essential truth of most political scandals. Few improprieties are possible without money and, if you want to get to the bottom of the story, the surest way is to trace where the money comes from, where it goes to and where it ends up.
The recent rash of US diplomatic cables dealing with the IRA and Sinn Fein, released courtesy of WikiLeaks, has focussed media attention on the question of how much foreknowledge Gerry Adams and Martin McGuinness had of the £26.5 million Northern Bank robbery.
Quoting an unnamed Irish official, US ambassador James Kenny told his colleagues in Washington that the Dublin government had “rock solid” evidence the two men sat on the IRA’s ruling Army Council and, therefore, would have “known in advance” that the raid was going to take place.
But for those of us who spent years studying the IRA and who know full well just how much clout Messrs Adams and McGuinness carried in the Provisionals’ upper echelons, a bigger story would have been that the heist had happened without them knowing.
The cable was sent in July 2005 – some six or seven months after the robbery – by Jonathan Benton, the deputy chief of mission at the American embassy in Dublin.
The excerpt that jumps out at the reader is this one: “XXXX [an Irish official whose name has been redacted by WikiLeaks] commented that IRA money was constantly moving, flowing from diversified sources into wide-ranging investments.
“While the IRA had been proficient in smuggling, robbery and racketeering since the 1970s, the Celtic Tiger economic boom of the 1990s had prompted the IRA to diversify into more sophisticated business enterprises.
“IRA investments now included real estate ventures in Dublin, London and Spanish resort areas, handled by apparently respectable businessmen. XXXX also expressed concern about the co-mingling of ill-gotten IRA funds with Sinn Fein’s political coffers in the Republic of Ireland.”
In other words, the IRA took advantage of Ireland’s extraordinary property bubble to make an awful lot of money and used that cash, so the Irish government believed, to help finance Sinn Fein’s political growth.
Just how much money the IRA has, or had, in that investment portfolio is not disclosed in the WikiLeaks cable, but the last time I spoke to Irish officials about this, in 2007, they estimated the fund probably amounted to some €300m (£255m) – although they conceded this might be a gross understatement of the true figure.
Now this not only explains how and why some well-known Provisional activists in Northern Ireland suddenly acquired smart villas on the Costa del Sol, cottages in Donegal or large homes and businesses in Belfast but, given the scale of the IRA investment, it raises the real possibility that not only was the IRA a beneficiary of the Irish property bubble, but was also a contributor; in other words, the IRA helped to create the bubble by pumping it up.
This is what seems to come out of all this: Sinn Fein, according to WikiLeaks, benefited electorally from a property bubble which its partners in the IRA helped to create and from which it gained financially, and will now take to the hustings in the Republic next spring on a platform of indignant, principled opposition to the spending cuts brought about by the very same bubble.
That will strike a great many people as a piece of breathtaking hypocrisy, but it’s unlikely the Provos will lose any sleep over it. There seems a very good chance that the number of Sinn Fein seats in the Dail will grow in the coming general election and there are even predictions that it will join Irish Labour to form the next coalition government.
That just leaves one loose thread. What has happened to the IRA’s investment portfolio? Who owns and controls it now, given the powers that be continually assure us the IRA has gone out of business?
Well, if the IRA had truly folded up its tents, that portfolio would have been passed on to, and distributed among, a number of individuals and, if that had really happened, we would know all about it by now.
The internal squabbling over who got what and who didn’t get what would have been so intense and violent that bodies would have started appearing in border ditches. There’s no way the Provisional leadership would have allowed that to happen, so the odds are that the portfolio is still controlled by the same people who always signed the cheques.
We are still talking about an awful lot of money. Let’s assume the €300m estimate of 2007 is correct. Given that Irish property prices have fallen by a third since then, and those in Spain and London by a good deal less, the portfolio is now worth at least €200m (£170m). That’s more than enough to finance Sinn Fein’s electoral rebirth in the spring.
The question that flows from the WikiLeaks cable is this: whoever said that crime doesn’t pay?

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