“BAD BLOOD: A WALK ALONG THE IRISH BORDER”, COLM TOIBIN

Articolo firmato da Nuala McCann, sulla testimonianza dello scrittore  Colm Toibin contenuta nel libro orginariamente intitolato “Walking along the Border”

I ricordi dello scrittore dell’attraversare il confine irlandese
di Nuala McCann

Per lo scrittore Colm Toibin, la riapertura degli ultimi due ponti distrutti negli anni Settanta durante la campagna dell’esercito contro l’IRA, rievocano i ricordi di una estate passata attraversando il confine tra il Nord Irlanda e la Repubblica.
Nel 1986, dopo la firma dell’Accordo Anglo-Irlandese, indossò scarponcini e trascorse il periodo tra luglio e settembre viaggiando da Derry a Carlingford.
Il suo libro: “Walking along the border” (camminando lungo il confine) sembrava un po’ come una bibbia del trekking. Ma il contenuto aveva poco a che vedere con i picchi delle montagne e vescichette.
Era un libro sulla politica di quel periodo – un’occasione di parlare alla gente che viveva nelle città di confine e nei paesi: nazionalisti ed unionisti – per esaminare i pensieri di entrambi, per cogliere quello che pensavano e provavano.
Era un racconto di vita quotidiana – dellle paure e i pregiudizi della gente.
“Scoprii che in molti posti, la rimozione del ponte era un simbolo enorme” ha detto.
“C’erano altri modi per passare il confine. Incontravo persone e mi dicevano “Ah, certo, non è un problema per noi, c’è un altro modo per passare.”
Ma scoprì anche che in altri posti, come Lackey Bridge vicino a Clones, la chiusura ebbe effetti più duraturi.
“Divise la gente dai propri vicini. La gente del nord semplicemente non scendeva a sud. E c’erano molti omicidi perché gli assassini sapevano come attraversare il confine e potevano quindi scappare in fretta.”
L’esercito fece crollare i ponti per bloccare l’IRA negli anni Settanta. Ma disegnare una linea di confine in rosso su una mappa è un gioco da ragazzi: mettere un sigillo ermetico ad un paese non lo è.
“Ricordo che James Molyneaux (leader degli Ulster Unionist) diceva che il confine doveva essere sigillato. Ma come poteva accadere? Mentre camminavo, non si avvertiva nulla del genere – mentre camminavi c’era solo un saltello sulla strada e ci si trovava a Nord”
Alcune persone avevano le case proprio sulla linea di confine nord/sud – “avevano, come dicevano quelli del luogo – un piede in ciascun campo”
“La casa in un tale attraversava il confine. Mi disse che per lui non era un problema. L’unica seccatura erano le persone come me che gli chiedevano se dormisse a nord o a sud”
Ma un ricordo nitido che Toibin porta con sé è la gentilezza di un uomo di nome Alan Black, unico sopravvissuto al massacro di Kingsmill nel 1976. Lavoratori protestanti sulla strada di casa dopo il lavoro vennero rapiti con un minibus e uccisi dai paramilitari repubblicani a South Armagh. Dieci di loro morirono, ma Alan, che era gravemente ferito, sopravvisse.
“Era un uomo molto interessante e fu incredibilmente gentile con me” dice Toibin.
Ricorda anche in modo vivido un funerale in cui il Rev Kille, ministro della Church of Ireland, si alzò ed elencò tutti quelli del Fermanagh che erano stati uccisi durante i Troubles. La lista dei nomi, la conta dei morti, è rimasta nei suoi pensieri.
Povertà
Ma era la povertà delle terre di confine che lo colpì maggiormente.
“Incontrai una donna a Strabane che era stata assunta ad una fiera del noleggio” ha detto. Era sorpreso che la tradizione di affittare la gente per un lavoro fosse ancora usata nella storia recente.
Questa settimana, l’ultimo dei ponti che collegano il Nord Irlanda con la Repubblica, che era stato distrutto e ridotto in macerie dall’esercito negli anni Settanta per fermare l’IRA, era stato riaperto.
Si era festeggiato quando i ponti di Annaghroe e Knockaginny – tra Glaslough, County Monaghan e Caledon, County Tyrone, venivano ufficialmente riaperti. I giorni della divisione sembravano passati.
Dal 2002, più di cento ponti di passaggio nord/sud sono stati riaperti.
È stato un giorno di festa – un’occasione storica per segnare la fine di un’epoca.
Colm Toibin ha rivisto il suo libro – ha fatto un programma radiofonico dopo il primo cessate il fuoco. Ma poi fu sospeso per un po’ nel 1996, quando il cessate il fuoco non sembrava funzionare.
Il titolo non gli era mai piaciuto, ha detto. Era “troppo insignificante” e sembrava troppo un libro di viaggi.
Il nuovo titolo è ‘Bad Blood: A Walk Along the Irish Border‘. Non è mai stato un libro sul camminare, è sempre stato un libro politico.
E come dall’ultimo dei cento ponti e strade di confine l’eco dei passi risuona ancora, così la storia delle terre di confine sarà scritta su una nuova pagina bianca.

Traduzione a cura di Valentina Prencipe


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Writer’s memories of walking the Irish border (BBC News Northern Ireland)

By Nuala McCann BBC News
For writer Colm Toibin, the reopening of the last two bridges destroyed in the 1970s as part of the Army’s campaign against the IRA, summon memories of a summer spent walking the border between Northern Ireland and the Republic.
In 1986 after the Anglo-Irish Agreement was signed, he donned walking books and spent July to September journeying from Derry to Carlingford.
His book: “Walking along the border” sounded a bit like a hiking bible.
But the content had little to do with mountain peaks and blisters.
It was a book about the politics of the time – a chance to talk to people living in border towns and villages: nationalists and unionists – to examine both mindsets, to capture what they were thinking and feeling.
It was a record of everyday lives – people’s fears and prejudices.
“What I found was that in many places, the removal of the bridge was a token symbol,” he said.
“There were other ways to cross. I would meet people and they would say: ‘Ah sure, it isn’t a problem for us, there is a way across.”
But he found that at other places, like Lackey Bridge near Clones, the closure had more permanent effects.
“It cut people off from their neighbours. People from the north simply never came south. And there were a lot of killings because the killers would know how to get across and get away quickly.”
The Army blew up border bridges to thwart the IRA in the 1970s The Army blew up border bridges to thwart the IRA in the 1970s
But drawing the line of a border in red on a map is child’s play: putting a hermetic seal on a country is not.
“I remember James Molyneaux (the Ulster Unionist leader) saying that the border should be sealed off. But how could that happen? As I was walking, there was no sense of it really – you were walking along and there was just a little loop in the road and that was in the north.”
There were people whose houses were on the north/south border – they had, as locals might say, “a foot in both camps”.
“One man’s house straddled the border. He told me it wasn’t a bother to him. The only bother he had was people like me asking did he sleep in the north or the south?”
But a distinct memory that Toibin carries with him is the kindness of a man called Alan Black, the only man to survive the Kingsmill massacre of 1976.
Protestant workmen on their way home from work were taken from a minibus and shot dead by republican paramilitaries in south Armagh. Ten of them died but Alan, who was badly wounded, survived.
“He was a very interesting man and he was terribly kind to me,” said Toibin.
He also remembers vividly a funeral address in which the Rev Kille, a Church of Ireland minister, stood up and listed all those from Fermanagh who had been killed in the Troubles. The list of names, the toll of death, stayed with him.
Poverty
But it was the poverty in the borderlands that also struck him.
“I met a woman in Strabane who had been hired out at a hiring fair,” he said. He was surprised that the tradition of hiring out people for work had still been in place in recent history.
This week, the last of the bridges linking Northern Ireland and the Republic that were blown up and cratered by the Army in the 1970s to thwart the IRA were reopened.
There was rejoicing as Annaghroe and Knockaginny bridges – between Glaslough, County Monaghan and Caledon, County Tyrone were officially reopened.
The days of division seemed past.
Since 2002, more than 100 cross border roads have been reopened.
It was a day for celebration – a historic occasion to mark the end of an era.
Colm Toibin did revisit his border walk- he made a radio programme after the first ceasefire. But that had to be delayed for a while in 1996, when that ceasefire didn’t stick.
And he revisited his original book. He had never liked the title: “Walking along the border,” he said.
It was “too clunky” and sounded too much like a travel book.
The new title is Bad Blood: A Walk Along the Irish Border. It was never a walking book, it was always a political book.
And as the last of the 100 border roads and bridges echo to footfalls again, the history of the borderlands will be written on a new, white page.

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